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Io ci sono

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Discussione: Annibali, Lucia - Io ci sono

  1. #1
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    Predefinito Annibali, Lucia - Io ci sono

    Quanta forza e grinta in questa ragazza! Ho letto il libro tutto d'un fiato. Non ho compassione per la grandiosa Lucia, come lei desidera, ma ho una rabbia incredibile per quanto è successo.
    Come può un uomo arrivare a tanto?
    Vorrei passare un pomeriggio con Lucia, una persona immensa prima che una vittima della violenza insulsa.

    16 aprile 2013, una sera qualunque. Lucia, una giovane avvocatessa di Pesaro, torna a casa dopo essere stata in piscina. Ad attenderla, dentro il suo appartamento, trova un uomo incappuccialo che le tira in faccia dell'acido sfigurandola. Le ustioni, devastanti, corrodono anche il dorso della sua mano destra. Quella stessa notte viene arrestato come mandante dell'aggressione Luca Varani, avvocato, che con Lucia aveva avuto una tormentata relazione troncata da lei nell'agosto del 2012 e che, secondo la magistratura, aveva assoldato per l'agguato due sicari albanesi, pure loro poi arrestati. Come avviene in molti, troppi episodi di violenza contro le donne, anche in questo caso è stato l'abbandono a innescare la miccia del risentimento. Lo schema è purtroppo "classico": il possesso scambiato per amore, la rabbia che diventa ferocia, fino all'essenza della crudeltà: l'acido in faccia. In questo libro Lucia Annibali ripercorre la sua storia con quell'uomo, dal corteggiamento al processo ("Il tempo con lui è stato una bestia che digrignava i denti e io mi lasciavo sbranare"); passa in rassegna i momenti dell'emozione e quelli della sofferenza; racconta l'acido che scioglieva il suo viso ("Un minuto dopo la belva era ammaestrata") e poi i mesi bui e dolorosissimi, segnati anche dal rischio di rimanere cieca. Per la sua tenacia, la sua determinazione e il coraggio di mostrarsi, oggi Lucia è diventata un'icona, punto di riferimento per tutte le altre donne...

  2. The Following User Says Thank You to Fabio For This Useful Post:


  3. #2
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    cioè lei cerca la compassione dal lettore? Ho capito bene?

  4. #3
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    Citazione Originariamente scritto da GermanoDalcielo Vedi messaggio
    cioè lei cerca la compassione dal lettore? Ho capito bene?
    Penso che Fabio intendesse che non prova compassione come lei desidera non essere compatita.

  5. #4
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    ah ecco, ho "misunderstood". Lei non vuole essere compatita e Fabio appunto non prova compassione per lei come lei desidera che avvenga.
    Ok, wishlistato

  6. #5
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    Esattamente. Lei sottolinea più volte come "la nuova Lucia" sia meglio di quella vecchia. Non vuole compassione dagli altri e non la chiede. Desidera mostrare l'assurdità del gesto, richiamare l'attenzione su questa violenza. Sottolinea più volte come un rapporto di amore sia completamente scevro di violenza: non esiste assolutamente la violenza nell'amore.
    A me pareva naturale ma dalle statistiche sembra che ci siano troppi rapporti "d'amore" (tra virgolette!) in cui la violenza ha un ruolo non trascurabile (non è mai trascurabile).

  7. #6
    The Fool on the Hill
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    Citazione Originariamente scritto da Fabio Vedi messaggio
    Esattamente. Lei sottolinea più volte come "la nuova Lucia" sia meglio di quella vecchia. Non vuole compassione dagli altri e non la chiede. Desidera mostrare l'assurdità del gesto, richiamare l'attenzione su questa violenza. Sottolinea più volte come un rapporto di amore sia completamente scevro di violenza: non esiste assolutamente la violenza nell'amore.
    A me pareva naturale ma dalle statistiche sembra che ci siano troppi rapporti "d'amore" (tra virgolette!) in cui la violenza ha un ruolo non trascurabile (non è mai trascurabile).
    Fondamentalmente perché la spinta non è quella dell'amore ma quella del possesso. Si trascura l'idea che l'altra sia una persona con una propria volontà. Non vorrei uscire fuori tema, ma quello che manca è l'educazione alla sconfitta. Dalle cose più stupide (come arrivare primi a un semaforo anche a costo di causare un incidente) fino a non tollerare l'idea che qualcuno ci abbia rifiutati, perché questo significa una lesione al proprio ego.
    Chiudo il fuoritema. Scusate.

  8. #7
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    16 aprile 2013. Uno sconosciuto tende un agguato alla giovane avvocatessa Lucia Annibali e le getta dell’acido sul viso e sulla mano destra. 29 marzo 2014. In nome del popolo italiano, l’avvocato Luca Varani viene condannato a vent’anni di reclusione (la massima pena possibile) e quattordici anni vengono comminati ai suoi due complici albanesi per i fatti del 16 aprile. E cosa c’è nel mezzo? Nel mezzo c’è una vita intera.
    Lucia ha 35 anni, è una giovane avvocatessa di Urbino; è bella, dinamica, ha tanti amici e da qualche anno ha una storia tormentata con Luca, un collega, l’avvocato della porta accanto. Da qualche tempo, però, Lucia non ama più Luca, ne ha paura: l’uomo la segue, si apposta sotto casa sua, lei se lo ritrova nei locali… e poi varie stranezze succedono a Lucia: un cellulare che scompare e che viene ritrovato vicino alla sua macchina, un impianto del gas improvvisamente difettoso che rischia di far saltare in aria lei e tutto il condominio, e poi incontri sempre più strani, sempre più al limite… Fino a quella fatidica sera, la sera dell’agguato. Da quel 16 aprile nulla è più stato lo stesso per Lucia, lei non è più la stessa: ha dovuto subire numerosi interventi che le hanno dato un nuovo viso, ha dovuto convincere a forza i suoi occhi ad obbedirle poiché minacciavano di lasciarla completamente cieca; ha dovuto reinventare il suo look, le sue giornate, il suo modo di porsi con gli altri; ha dovuto imparare a conoscere il suo nuovo corpo, la nova Lucia appena nata, ma molto più forte della precedente. Tutto questo per un risvolto nefasto della sua storia d’amore, anzi di “non amore”: Luca, il suo ragazzo, nonostante la coprisse di bugie e tradimenti, non riusciva ad accettare che Lucia lo rifiutasse, che si ribellasse, che dicesse “basta, vattene, non posso più stare con te”. E così gliel’ha fatta pagare, l’ha sfregiata con l’acido, anzi ha pagato due sconosciuti per portare a termine il suo piano. Ma gli è andata male perché lei è ancora qui, più forte ed agguerrita di prima e soprattutto non è sola.
    Questo è un libro che lascia il segno, ironia della sorte, proprio come le cicatrici sul viso di Lucia: è una storia impossibile da ignorare, che inevitabilmente tocca nel profondo ognuno di noi. Scritto in modo schietto, diretto, sincero, questo libro è il diario dell’anno trascorso da Lucia Annibali tra interventi chirurgici, sessioni in ospedale, dolore, disperazione, piccole gioie, l’emozione di essere capita e supportata e di conoscere nuovi amici. E poi le indagini, i ricordi, i segnali non colti, il processo, i giorni bui e quelli di sole, gli incontri, gli eventi pubblici, le interviste, le onorificenze… Il racconto di un anno intensissimo che ci investe come un fiume in piena di sensazioni forti. Pagina dopo pagina non si può non affezionarsi ai protagonistii di questa storia che conosciamo insieme a Lucia; e non si può, poi, non ammirare lei, questa donna coraggiosa, lucida, tenace, intelligente, ma soprattutto umana. Perché qui non abbiamo un’eroina, una wonder woman: siamo di fronte ad una donna che è passata dall’amore alla paura, dalla disperazione al coraggio, che ha attraversato momenti terribili, che poteva rassegnarsi, ma non l’ha fatto e perciò ha vinto. Ed è questo che la rende grande, il suo essere e restare sempre Lucia, sempre se stessa, il suo non chiedere compassione, ma giustizia. Il messaggio più grande che Lucia vuole dare a tutte le ragazze e le donne quotidianamente vittime di violenza è solo uno: l’amore non tollera alcuna violenza, l’amore pretende rispetto. Sono queste le parole forti che ci arrivano da una donna che questo insegnamento lo ha sperimentato sulla sua pelle e che è riuscita a tornare alla vita.
    Una lettura, questa, che consiglio vivamente a tutti. Un libro da leggere assolutamente, tra l’altro scritto benissimo, con lucidità ed al contempo con pathos. Si legge in un soffio, ma resterà dentro a lungo.

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