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Discussione: 121° MG - Novelle per un anno di Luigi Pirandello

  1. #151
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    okkey! e pausa sia

    mi rilasso un po' con la sciura Agata che l'estate in giallo mi stava mancando...magari serve a far spuntare un po' di estate

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  • #152
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Leggete qui solo se avete finito le novelle di scialle nero, ok?:
    Anticipazione: le novelle della prima raccolta, in generale, mi sono sembrate meno brillanti delle successive. Ho cominciato a divertirmi soprattutto con la seconda raccolta
    Aaaaahhhh.... adesso capisco il qui pro quo! Scusate, credo di avere creato una falsa aspettativa... l'unica cosa da non leggere erano le due righe scritte sotto (non volevo che influenzassero la vostra lettura, ma ormai ).

    Comunque, visto che vi prendete una pausa, significa che io non sono la sola ad aver trovato questa quindicina un po' pesantuccia

    Ci rivediamo tra un paio di giorni, tanto anche io mi devo mettere in pari con i commenti.

    Spero da voi sia meno umido e possiate andare al mare

  • #153

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    Ne ho trovati di bellini in questa informata:

    Amicissimi: è una variante di un racconto che avevamo già letto, in cui un uomo torna al suo paesello e incontra un uomo nell'immaginazione del quale egli è un grandissimo amico... il tutto finisci con una sgradevole burla e l'amico appena ritrovato e non conosciuto si offende. Ve ne ricordate il titolo? Non mi ricordo mai i titoli delle novelle...
    Voto: 8

    Se: angosciante racconto sui rimpianti di un uomo distrutto. Non mi ha detto molto.
    Voto: 5

    Rimedio: la Geografia. Anche se non ci sono filosofi in questa racconto, ci viene raccontato, in modo divertente e scanzonato, un modo di intendere la vita "filosofico". Mi ha ricordato Sopra e Sotto, dove due uomini si confrontano sulla grandezza o piccolezza dell'uomo, e il dottor Fileno, che ha un simile stratagemma filosofico per ridurre la Vita Presente a un puntino. In questo caso il rimedio al dolore è la Geografia e la sua immutabilità.
    Voto: 8

    Risposta: divertente anticipazione di Uno, Nessuno e Centomila, meno ingarbugliata.
    Voto: 8

    Il pipistrello: novella sul rapporto tra Arte e Vita affrontato in Sei personaggi in cerca d'autore e la Tragedia di un personaggio... qui è la realtà del Pipistrello che interrompe la realtà della tragedia, e l'impossibilità dell'armonizzazione dei due mondi:
    Voto: 7

    Mi manca solo Formalità e ho terminato questa raccolta, più tardi la leggo.

  • #154
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    Predefinito Fino ad Amicissimi

    Prima notte: molto poetico il finale in cui entrambi i coniugi pregano i loro cari morti, ma spero che prima o poi (in un ipotetico proseguio) riusciranno a godersi anche un po' la vita.
    I morti, del resto, figliuola, non fanno male; dai vivi devi guardarti.

    Il fumo
    : la cosa che mi ha colpita di più è stata (ovviamente ) la presenza della scimmietta Tita... peccato però che abbia fatto una brutta fine e che l'abbia fatta fare anche al suo padrone . Finale amaro però l'ho letta con interesse.

    Il tabernacolo: concordo col prof, divertente ma alquanto surreale nel finale

    Le 3 novelle Tonache di Montelusa: quella che ho trovato più divertente è stata I fortunati... altro che togliere il debito, se va alla Chiesa non è peccato riscuoterlo al tasso d'interesse più alto .

    Formalità:
    E lí, nel terrazzo, sentiva riempirsi gli occhi di lagrime silenziose. Cosí, sempre, fino alla morte, senza nessun mutamento? Nell'intensa commozione di quelle tetre sere, l'immobilità della condizione della propria esistenza gli riusciva intollerabile, gli suggeriva pensieri subiti, strani, quasi lampi di follia. Come mai un uomo, sapendo bene che si vive una volta sola, poteva acconciarsi a seguire per tutta la vita una via odiosa? E pensava a tanti altri infelici, costretti dalla sorte a mestieri piú aspri e piú ingrati.

    Il sacrificio del protagonista secondo voi si sarebbe attuato nel modo naturale? Cioè era davvero quasi prossimo alla morte? Non ho ben capito . Comunque in caso contrario ci avrebbe pensato lui con un bel suicidio a mettere in atto la riscossione dell'assicurazione, tanto è così facile togliersi la vita in queste novelle .

    Il ventaglino: invece io a differenza del prof sapevo che Pirandello era l'autore; anche io ho visto la trasposizione cinematografica, però non la ricordavo bene come le altre 3 del film (La giara, La patente e Marsina stretta), forse perché in questa non ci sono attori noti (almeno a me).

    E due!: avete già detto voi che non potevamo disabituarci al suicidio, quindi una bella doppietta non ci è stata negata .
    Mi ha colpita questa parte:
    Una prova: che egli non poteva essere come quel gatto là che, compiuto uno scempio, un momento dopo non ci pensava piú; l'altra prova: che gli uomini, alla presenza d'un fatto, non potevano restare impassibili come le cose, per quanto come lui si forzassero, non solo a non parteciparvi, ma anche a tenersene quasi assenti.
    La dannazione del ricordo in sé, e il non poter sperare che gli altri dimenticassero. Ecco. Queste due prove. Una dannazione e una disperazione.


    Amicissimi: chissà se anche a me è successo , ma non credo, ho un'ottima memoria fotografica sulle persone, le riconosco anche a distanza di parecchi anni, mi sa piuttosto che io qualche volta ho fatto il ruolo di quello che ricordava ma non era ricordato. Se in passato ho visto una persona che avevo conosciuto anni prima, magari durante l'infanzia/adolescenza nelle vacanze al mare, non ho mai saputo resistere e ho dovuto per forza salutarla. Anche correndo il rischio di essere stata dimenticata...
    Però ho preferito l'altra novella simile, I nostri ricordi (così rispondo anche al prof), era più divertente.
    Ultima modifica di Minerva6; 08-03-2014 alle 04:02 PM.

  • #155

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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Prima notte: molto poetico il finale in cui entrambi i coniugi pregano i loro cari morti, ma spero che prima o poi (in un ipotetico proseguio) riusciranno a godersi anche un po' la vita.
    I morti, del resto, figliuola, non fanno male; dai vivi devi guardarti.

    Il fumo
    : la cosa che mi ha colpita di più è stata (ovviamente ) la presenza della scimmietta Tita... peccato però che abbia fatto una brutta fine e che l'abbia fatta fare anche al suo padrone . Finale amaro però l'ho letta con interesse.

    Il tabernacolo: concordo col prof, divertente ma alquanto surreale nel finale

    Le 3 novelle Tonache di Montelusa: quella che ho trovato più divertente è stata I fortunati... altro che togliere il debito, se va alla Chiesa non è peccato riscuoterlo al tasso d'interesse più alto .

    Formalità:
    E lí, nel terrazzo, sentiva riempirsi gli occhi di lagrime silenziose. Cosí, sempre, fino alla morte, senza nessun mutamento? Nell'intensa commozione di quelle tetre sere, l'immobilità della condizione della propria esistenza gli riusciva intollerabile, gli suggeriva pensieri subiti, strani, quasi lampi di follia. Come mai un uomo, sapendo bene che si vive una volta sola, poteva acconciarsi a seguire per tutta la vita una via odiosa? E pensava a tanti altri infelici, costretti dalla sorte a mestieri piú aspri e piú ingrati.

    Il sacrificio del protagonista secondo voi si sarebbe attuato nel modo naturale? Cioè era davvero quasi prossimo alla morte? Non ho ben capito . Comunque in caso contrario ci avrebbe pensato lui con un bel suicidio a mettere in atto la riscossione dell'assicurazione, tanto è così facile togliersi la vita in queste novelle .

    Il ventaglino: invece io a differenza del prof sapevo che Pirandello era l'autore; anche io ho visto la trasposizione cinematografica, però non la ricordavo bene come le altre 3 del film (La giara, La patente e Marsina stretta), forse perché in questa non ci sono attori noti (almeno a me).

    E due!: avete già detto voi che non potevamo disabituarci al suicidio, quindi una bella doppietta non ci è stata negata .

    Amicissimi: chissà se anche a me è successo , ma non credo, ho un'ottima memoria fotografica sulle persone, le riconosco anche a distanza di parecchi anni, mi sa piuttosto che io qualche volta ho fatto il ruolo di quello che ricordava ma non era ricordato. Se in passato ho visto una persona che avevo conosciuto anni prima, magari durante l'infanzia/adolescenza nelle vacanze al mare, non ho mai saputo resistere e ho dovuto per forza salutarla. Anche correndo il rischio di essere stata dimenticata...
    Però ho preferito l'altra novella simile, I nostri ricordi (così rispondo anche al prof), era più divertente.
    Giusto, bisogna che io me le segni, non ricordo mai i titoli!!!

  • #156
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Giusto, bisogna che io me le segni, non ricordo mai i titoli!!!
    Neppure io (ricordo meglio i volti), infatti sono andata a cercarlo tra i miei commenti .

  • #157
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    Io dopo i prossimi 4 che mi mancano per finire la prima raccolta forse mi fermo, dovrei partecipare alla sfida...
    Ultima modifica di Minerva6; 08-02-2014 alle 08:09 PM.

  • #158
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Prima notte: molto poetico il finale in cui entrambi i coniugi pregano i loro cari morti, ma spero che prima o poi (in un ipotetico proseguio) riusciranno a godersi anche un po' la vita.
    I morti, del resto, figliuola, non fanno male; dai vivi devi guardarti.

    Il fumo
    : la cosa che mi ha colpita di più è stata (ovviamente ) la presenza della scimmietta Tita... peccato però che abbia fatto una brutta fine e che l'abbia fatta fare anche al suo padrone . Finale amaro però l'ho letta con interesse.

    Il tabernacolo: concordo col prof, divertente ma alquanto surreale nel finale

    Le 3 novelle Tonache di Montelusa: quella che ho trovato più divertente è stata I fortunati... altro che togliere il debito, se va alla Chiesa non è peccato riscuoterlo al tasso d'interesse più alto .

    Formalità:
    E lí, nel terrazzo, sentiva riempirsi gli occhi di lagrime silenziose. Cosí, sempre, fino alla morte, senza nessun mutamento? Nell'intensa commozione di quelle tetre sere, l'immobilità della condizione della propria esistenza gli riusciva intollerabile, gli suggeriva pensieri subiti, strani, quasi lampi di follia. Come mai un uomo, sapendo bene che si vive una volta sola, poteva acconciarsi a seguire per tutta la vita una via odiosa? E pensava a tanti altri infelici, costretti dalla sorte a mestieri piú aspri e piú ingrati.

    Il sacrificio del protagonista secondo voi si sarebbe attuato nel modo naturale? Cioè era davvero quasi prossimo alla morte? Non ho ben capito . Comunque in caso contrario ci avrebbe pensato lui con un bel suicidio a mettere in atto la riscossione dell'assicurazione, tanto è così facile togliersi la vita in queste novelle .

    Il ventaglino: invece io a differenza del prof sapevo che Pirandello era l'autore; anche io ho visto la trasposizione cinematografica, però non la ricordavo bene come le altre 3 del film (La giara, La patente e Marsina stretta), forse perché in questa non ci sono attori noti (almeno a me).

    E due!: avete già detto voi che non potevamo disabituarci al suicidio, quindi una bella doppietta non ci è stata negata .

    Amicissimi: chissà se anche a me è successo , ma non credo, ho un'ottima memoria fotografica sulle persone, le riconosco anche a distanza di parecchi anni, mi sa piuttosto che io qualche volta ho fatto il ruolo di quello che ricordava ma non era ricordato. Se in passato ho visto una persona che avevo conosciuto anni prima, magari durante l'infanzia/adolescenza nelle vacanze al mare, non ho mai saputo resistere e ho dovuto per forza salutarla. Anche correndo il rischio di essere stata dimenticata...
    Però ho preferito l'altra novella simile, I nostri ricordi (così rispondo anche al prof), era più divertente.
    per quanto riguarda "Formalità" vedo che non è molto chiaro neanche a te
    inoltre, se il marito era così freddo e poco interessato a moglie e figli, perchè li voleva legare a lui a filo doppio anche dopo la sua naturale o al solito indotta, dipartita?...

    per quanto riguarda "Amicissimi" ci tengo a dire che io con la mia sconosciuta mi son trovata bene fin da subito, si vede che c'è feeling...immagino fosse lo stesso della mia vita parallela dimenticata

  • #159
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Io dopo i prossimi 4 che mi mancano per finire la prima raccolta forse mi fermo, dovrei partecipare alla sfida...
    Ecco, anch'io...oggi mi rodevo mentre leggevo la sciura Agata
    pensavo che prima di andare in pausa con Pirandello forse avrei dovuto finire i 4 raccontini che mancano per concludere la prima raccolta... non che sia obbligata
    tuttavia...
    insomma, per farla breve devo finirli. per forza...e sia!
    Ultima modifica di Minerva6; 08-02-2014 alle 08:10 PM. Motivo: avevo scritto 2 invece mi hai fatto notare che amche a me ne mancano 4

  • #160

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    Finito Formalità e finita la prima raccolta!

    Io avevo interpretato che il protagonista si sarebbe lasciato morire, senza suicidarsi. Racconto tremendo, che mostrain tutta la sua forza l'Odio e la totale incomprensione tra esseri umani, mi è piaciuto molto, specialmente per l'ometto con la caramella sull'occhio finto, che diventa una ignara manifestazione del dolore e del rancore.
    Voto: 9

  • #161
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    Citazione Originariamente scritto da darida Vedi messaggio
    per quanto riguarda "Formalità" vedo che non è molto chiaro neanche a te
    inoltre, se il marito era così freddo e poco interessato a moglie e figli, perchè li voleva legare a lui a filo doppio anche dopo la sua naturale o al solito indotta, dipartita?...
    Secondo me era freddo con moglie e figli solo perchè era troppo insoddisfatto della sua vita, avrebbe preferito fare un lavoro legato alla sua laurea (mi pare matematica) ed anche continuare a suonare il violino, però li amava e perciò avrebbe preferito sacrificarsi (se non moriva naturalmente) piuttosto che lasciarli in miseria.
    Il suo amico medico era interessato alla moglie, avrebbe potuto provvedere lui alla sua famiglia, ma così sarebbe stato ancor più tragico per lui, i figli ne avrebbero serbato un ricordo (ancor più) pessimo. Invece il riscatto con l'assicurazione forse l'avrebbe reso un eroe ai loro occhi...

  • #162

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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Secondo me era freddo con moglie e figli solo perchè era troppo insoddisfatto della sua vita, avrebbe preferito fare un lavoro legato alla sua laurea (mi pare matematica) ed anche continuare a suonare il violino, però li amava e perciò avrebbe preferito sacrificarsi (se non moriva naturalmente) piuttosto che lasciarli in miseria.
    Il suo amico medico era interessato alla moglie, avrebbe potuto provvedere lui alla sua famiglia, ma così sarebbe stato ancor più tragico per lui, i figli ne avrebbero serbato un ricordo (ancor più) pessimo. Invece il riscatto con l'assicurazione forse l'avrebbe reso un eroe ai loro occhi...
    Però voleva distruggere il suo amico, è questo che me l'ha fatto cadere un po' come personaggio... sapeva bene che il suo amico in precedenza aveva una brutta fama a causa dei genitori...

    P.s. Dopo che abbiamo tutti quattro terminato questo racconto potremmo passare a un'altra raccolta, magari con qualche giorno di stacco e prendendoci tutto il tempo necessario! In fondo, siamo pionieri, credo che dal 1920 a oggi l'unico che ha letto tutti questi racconti sia Pirandello stesso...

  • #163
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    Citazione Originariamente scritto da Dallolio Vedi messaggio
    Però voleva distruggere il suo amico, è questo che me l'ha fatto cadere un po' come personaggio... sapeva bene che il suo amico in precedenza aveva una brutta fama a causa dei genitori...

    P.s. Dopo che abbiamo tutti quattro terminato questo racconto potremmo passare a un'altra raccolta, magari con qualche giorno di stacco e prendendoci tutto il tempo necessario! In fondo, siamo pionieri, credo che dal 1920 a oggi l'unico che ha letto tutti questi racconti sia Pirandello stesso...
    Hai ragione, evidentemente la gelosia e la paura del fallimento avevano preso il sopravvento su di lui .

    Bella l'idea di essere dei pionieri . Io però finisco prima almeno un libro per la sfida e poi inizio a leggere La vita nuda.

  • #164
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    Predefinito Ultime 4 novelle della raccolta Scialle nero

    Se...: che dire? Quante volte mi sono fatta le stesse domande del protagonista... e se...? Magari si potesse vedere come sarebbe andata la nostra vita se avessimo fatto (o se ci fossero state imposte) delle scelte diverse.

    Rimedio: la Geografia: ottimo rimedio, farò anche io così, devo solo scegliermi gli stati ed imparare i fiumi a memoria .

    Mi ha colpita molto questa parte:
    Del resto, vi dico che siete incoerenti. Volete avere, di questo nostro pianeta, l'opinione ch'esso meriti un certo rispetto, e che non sia poi tanto piccolo in rapporto alle passioni che ci agitano, e che offra molte belle vedute e varietà di vita e di climi e di costumi; e poi vi chiudete in un guscio e non pensate neppure a tanta vita che vi sfugge, mentre ve ne state tutti sprofondati in un pensiero che v'affligge o in una miseria che v'opprime. Lo so; voi adesso mi rispondete che non è possibile, quando una cura prema veramente, quando una passione
    accechi, sfuggire col pensiero e frastornarsene immaginando una vita diversa, altrove. Ma io non dico di porre voi stessi con l'immaginazione altrove, né di fingervi una vita diversa da quella che vi fa soffrire. Questo lo fate comunemente, sospirando: Ah, se non fossi cosí! Ah, se avessi questo o quest'altro! Ah, se potessi esser là! E son vani sospiri. Perché la vostra vita, se potesse veramente esser diversa, chi sa che sentimenti, che speranze, che desiderii vi susciterebbe altri da questi che ora vi suscita per il solo fatto che essa è cosí! Tanto è vero, che quelli che sono come voi vorreste essere, o che hanno quello che voi vorreste avere, o che sono là dove voi vi desiderereste, vi fanno stizza, perché vi
    sembra che in quelle condizioni da voi invidiate non sappiano esser lieti come voi sareste. Ed è una stizza – scusatemi – da sciocchi. Perché quelle condizioni voi le invidiate perché non sono le vostre, e se fossero, non sareste piú voi, voglio dire con codesto desiderio di esser diversi da quelli che siete.
    (facile il copia e incolla con l'e-book )

    Risposta: anche a me questo ha fatto subito ricordare Uno, nessuno e centomila, infatti come ho adorato il romanzo, così ho apprezzato molto questa novella.

    Il pipistrello: carina, anche se il finale per Perres non è dei migliori.

  • #165
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    Bon!
    finito i compiti mi sono tolta il pensiero ed ora posso prendermi qualche giorno di vacanza dal Luigi

    Se... - eh! com'era quella frase... "Se mio nonno avesse avuto 5 palle sarebbe stato un flipper"Se...
    per questo racconto la sufficienza, non di più

    Rimedio: la Geografia -mica male l'idea di evadere dallo stress di situazioni opprimenti con un bel viaggio mentale, non costa nemmeno caro e va bene anche per me che non volo
    Mi ha ricordato Il vagabondo delle stelle di London, quando il protagonista "evade" dalla costrizione della camicia di forza e inizia le sue scorribande mentali in luoghi e in ere remote...un racconto più che discreto

    i miei preferiti gli ultimi due "Risposta" e "Il pipistrello", per le analogie con "uno nessuno..."e "sei personaggi..." qui riconosco il "Mio" Pirandello...per diverse altre novelle è un caso di omonimia, per me,

    voi che fate?

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