Attirato dal prezzo di copertina (solamente 10 euro) e da una certo qual interesse che ho provato in passato per la psicologia americana spicciola (come nel caso dei coniugi Pease e del loro testo sul linguaggio pre verbale e paraverbale) ho comprato questo testo, senza riporre eccessive speranze.
Effettivamente la mancanza di speranza era ben riposta: il libro contiene l'elenco delle caratteristiche di una persona ideale (tratteggiata in modo esplicito dell'ultimo capitolo) che ha deciso di rinunciare alla dipendenza dagli altri, dalla loro approvazione, dai "must" che la società ci impone, dal senso di colpa e dalla paura dell'ignoto; questi elementi negativi dell'esistenza sono le nostre "zone erronee", approcci all'esistenza sbagliati che ci portano a sofferenze e nevrosi.
Non ho apprezzato il tipo umano che viene così a delinearsi in quanto privo di ciò che a mio avviso costituisce la vera grandezza, e cioè il Dolore e il Tormento... se tutti gli uomini e le donne fossero stati come quello che lui delinea non avremmo avuto nè Alda Merini nè Giacomo Leopardi.
Da un punto di vista formale è godibile ma troppo ripetitivo nella struttura dei paragrafi dei diversi capitoli, che è sempre la medesima (illustrazione della zona erronea, vantaggi apparenti della zona erronea, come intervenire sulla zona erronea).
Voto: 6/10