Sullo sfondo di una Haiti progressivamente oscurata dalla dittatura militare, l’amore, la follia, le competizioni familiari e le gelosie si insinuano nelle menti e nelle famiglie come le uniche possibilità di fuga, riscatto o sogno. In una famiglia, tre sorelle – Claire, Félicia, e Annette – si fanno travolgere dalla passione per uno stesso uomo. In un’altra, la figlia modello, anima bella e idealista, è costretta a prostituirsi in cambio della salvaguardia dei propri cari dalla violenza dei militari. In un’altra ancora, René si chiude in casa con due amici, André e suo fratello Jacques, a bere e a rievocare il passato. (da Bompiani.eu)

Bellissima questa trilogia della scrittrice haitiana, costretta all'esilio anche a causa di questo romanzo e delle sue idee contro la feroce dittatura di Papà doc che ha devastato il paese in quegli anni, sotto lo sguardo colpevole di europei e americani. Il romanzo apre uno squarcio sulla società haitiana, la violenza quotidiana dei "tonton macouts", la milizia volontaria che rispondeva solo al presidente e che godeva di immunità totale per i suoi delitti, il razzismo ed il classismo che suddivideva la società in tre classi ben distinte che si odiavano tra di loro, i neri, i bianchi e i meticci, usandosi a vicenda e svendendo il loro paese agli stranieri, il sincretismo religioso che vedeva opposte la chiesa cattolica e i riti "voudou", tutte due conniventi con il potere assoluto dei comandanti, l'ignavia e la passività dei cittadini haitiani che non avevano la forza di ribellarsi e che poevano solo sperare di partire o di rifugiarsi nella poesia, nell'alcool, nell'indifferenza, nell'abbassare la testa sperando di non essere la prossima vittima. Sincero e pieno di indignazione. Lo consiglio assolutamente.