Il 90% dei protagonisti di questo romanzo ha dai settant’anni in su. E non si potrebbe neanche chiamarli anziani, perché nella casa di cura in cui vivono alcune delle protagoniste c’è anche il reparto “geriatrico”. C’è la scrittrice ormai sconquassata da un ictus, il marito frustrato che paga le donne per guardare il reggicalze sotto la gonna sollevata, la badante intrigante che ricatta il “badato” per farsi nominare erede unica. Su tutti loro, l'ombra di un telefonista anonimo che li chiama per dire: "Ricordati che devi morire". Ci scorrono sotto gli occhi tutte le fissazioni, gli scherzi della mente, le difficoltà e i pericoli che vivono questi vecchietti, identici ai vecchietti e alle vecchiette che ciascuno di noi potrebbe vedere in casa propria, genitori o nonni che siano. Si creano situazioni a volte esilaranti, a volte drammatiche. Ma in generale si riflette, sulla terza età, su ciò che fa la vecchiaia senza distinzioni di sorta, e sul fatto che prima o poi tocca a tutti. Ecco il senso del Memento Mori, ricordati che devi morire.