Il libro narra la storia vera di una ragazza, Chamed, autrice, che decide di pubblicare uno dei suoi diari, in cui racconta parte della sua vita, fatta di un vaccino che l'ha paralizzata per parte del corpo e di due genitori, che con il loro amore e la loro tenacia tornano a farla camminare e ad accettare quei piccoli difetti che la poliomelite e il vaccino le hanno lasciato in eredità.
Un tragico incidente uccide i due genitori e Chamed si vede affidata alla crudele zia che nel giro di qualche mese la distrugge fisicamente, psicologicamente, la maltratta e porta Chamed a tentare il suicidio e a svegliarsi internata in un manicomio.

La storia è narrata in prima persona, con un linguaggio semplice e non troppo ricercato anche di metafore e dialoghi.
di fatto però questo libro non ti fa staccare un secondo. Era come se interrompere la lettura significasse lasciare la ragazza in mezzo a tutte le sue torture, ad attendere che io responsabile di averla lasciata li, riprendessi la lettura.

La sensazione era il desiderio di finirlo in fretta per cercare un finale se non felice, decente.
Un libro estremamente forte, non riesco a dire "bellissimo consigliato" perchè mi sembra quasi di fare un torto all'autrice, anche se il desiderio di pubblicare la sua vita viene da lei.

Ho letto commenti di incredulità rispetto alla storia. Credo che sia una mancanza di rispetto enorme non credere che sia reale.

E' un libro forte che lascia senza fiato, che ti fa sperare che il successivo sia un capitolo migliore. Non è mai così.
Lo consiglio? Non lo so, una persona deve avere voglia di leggere un pezzo di vita così forte.
Non è un romanzo in cui qualcuno potrebbe aggrapparsi al fatto che si tratti di fatti non accaduti.
In questo caso è accaduto tutto davvero.

Io do come voto quattro. Anche per la tenacia dell'autrice e solidarietà ad una vita così complicata.