Milano, 1736, monastero di Santa Radegonda. Una giovane contessa in clausura per imposizione della famiglia ha una sola ragione di vita: la passione per la musica e la sua voce di contralto, scura e potente. Oltre la grata, nel corso delle messe cantate, un diplomatico inglese in missione presso l'arciduca d'Austria nota la sua voce e non la dimentica. Nasce così, da una suggestione del canto e da immagini rubate, l'amore proibito fra la novizia Paola Pietra e sir John Breval, a cui farà seguito la fuga dal convento sino a Venezia e da lì il viaggio della ragazza per nave in un mare pieno di insidie... Un attualissimo personaggio femminile che rivendica la propria libertà di vivere e di amare.

Un piacevole romanzo accompagnato dalla voce della narratrice, che spesso interviene ad accompagnare le vicende, e dalla dolce musica dello Stabat Mater di Pergolesi.
Ho trovato irritante la questione religiosa legata alla chiesa: ma santa pazienza, non si possono obbligare le persone a prendere i voti, e non si può negare loro la possibilità di scioglierli!