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Le benevole

Pagina 2 di 2 PrimoPrimo 12
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Discussione: Littell, Jonathan - Le benevole

  1. #16
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    Bella l'immagine della "Straordinaria efficienza del male".....rende veramente l'idea di un "lavoro" portato a compimento con il massimo dell'efficienza possibile.....senza alcuna valutazione morale e senza il minimo di partecipazione empatica da parte dell'artefice.......nonostante che questo "lavoro" si sostanzi nella distruzione sistematica di milioni di persone.
    Penso di ripetermi nel giudizio di questo libro.....ma l'ho trovato veramente eccezionale .......anche per le incredibili ricerche storiche effettuate dall'autore per realizzarlo.

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  • #17
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    [QUOTE=saetia;128123].....premetto che sono un appassionato di storia del '900 ed in particolare del frangente compreso tra il 1920 e l'immediato dopoguerra europeo e pertanto questa "recensione" e' un po' di parte...


    ...memorabile e ,a mio avviso, acme del romanzo l'incontro con il prigioniero russo.. un commissario politico bolscevico fatto prigioniero.. tra i 2 si scatena un dialogo serratissimo da cui esce che nell'estrema divergenza di vedute in merito al mondo e alla societa'.. russi e tedeschi combattono per la stessa identica cosa..



    Scusami,per favore,io non ho letto questo romanzo, ma voglio chiarire: cosi pensa scrittore o pensi tu?

  • #18
    kollaps!
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    no non la penso così io.. è quello che emerge dal dialogo dei due.. per l'uno esiste il valore supremo della razza.. per l'altro quello della classe sociale.. ed entrambi sono disposti a sacrificare qualsiasi mezzo per raggiungere quell obiettivo.. senza alcun scrupolo etico o morale.. per questo si trovano "vicini"

    penso che Littell abbia voluto esemplificare nella finzione le tesi sostenute da Nolte sulla specularita' tra nazismo e stalinismo... ed appunto.. proprio per questo è un ulteriore forza dell'espressione narrativa di Littell... il fatto che riesce a far parlare il dibattito storico senza bisogno di ricorrere al linguaggio accademico..

    ..poi alla fine.. questo è un romanzo.. e come tale va preso.. per il dibattico sotrico ci sono gli storici no?

    ..per quanto mi riguarda.. la mia visione della cosa è abbastanza netta ed unilaterale.. ma penso che qui interessa a pochi e non mi va di addentrarmi in un dibattito che poi sofcerebbe per forza di cose nella politica..

  • #19
    kollaps!
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    Citazione Originariamente scritto da elena Vedi messaggio
    ma l'ho trovato veramente eccezionale .......anche per le incredibili ricerche storiche effettuate dall'autore per realizzarlo.

    ...sono perfettamente d'accordo con te..yeah!

  • #20
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    Citazione Originariamente scritto da saetia Vedi messaggio
    no non la penso così io.. è quello che emerge dal dialogo dei due.. per l'uno esiste il valore supremo della razza.. per l'altro quello della classe sociale.. ed entrambi sono disposti a sacrificare qualsiasi mezzo per raggiungere quell obiettivo.. senza alcun scrupolo etico o morale.. per questo si trovano "vicini"

    penso che Littell abbia voluto esemplificare nella finzione le tesi sostenute da Nolte sulla specularita' tra nazismo e stalinismo... ed appunto.. proprio per questo è un ulteriore forza dell'espressione narrativa di Littell... il fatto che riesce a far parlare il dibattito storico senza bisogno di ricorrere al linguaggio accademico..

    ..poi alla fine.. questo è un romanzo.. e come tale va preso.. per il dibattico sotrico ci sono gli storici no?

    ..per quanto mi riguarda.. la mia visione della cosa è abbastanza netta ed unilaterale.. ma penso che qui interessa a pochi e non mi va di addentrarmi in un dibattito che poi sofcerebbe per forza di cose nella politica..

    Certo che ci sono storici e non facciamo dibattito, ma ci sono milioni di morti, ucisi da fascisti nella terra sua, bruciati nella casa sua, ucisi nelle camere di gas - i bambini sovietici,le donne sovietici, gli uomini sovietici. Ci sono molioni di soldati ucisi nelle battaglie per liberare da fascismo non stalinismo e sistema sovietica,ma la sua Patria, sua famiglia. Ci sono anche la gente come i miei genitori che sono stati cresciuti senza padri ucisi.Ci sono anche la gente come me i figli come miei che ricordano sempre ai nostri liberatori dal fascismo. E politica qua non c'entra niente.
    Scusate.
    Se trovero' il romanzo sul internet lo leggero' e faro' i miei commenti
    Ultima modifica di shvets olga; 04-23-2009 alle 08:45 AM.

  • #21
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    un romanzo storico con un'incredibile ricerca alle spalle, non di facile lettura ma che ci arricchisce di un punto di vista nuovo sulla guerra, quello che crede nella giustizia di quello che si fa. da leggere assolutamente.

    5/5

  • #22
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    Le benevole" di Jonathan Littell, uno scrittore franco-americano nato nel 1967, narra la storia di Maximilien Aue, un ufficiale delle SS attivamente coinvolto nell'Olocausto.
    Il protagonista narra in prima persona gli orrori del Nazismo che ha commesso durante la guerra per obbedienza, come se fossero delle azioni perfettamente normali che chiunque secondo lui, avrebbe potuto effettuare se si fosse trovato nella sua situazione.
    C'è perfino il paragone con Abramo, che nella Bibbia è disposto ad uccidere il proprio figlio per obbedire a Dio, così i nazisti mettevano a tacere la propria coscienza etica per obbedire al nazionalsocialismo, come fosse una fede.

    Sinceramente, le prime 500 pagine sono aberranti, vomitevoli e molto ripetitive e noiose, e ho pensato almeno in dieci occasioni di abbandonarlo. Però, dopo la metà, il racconto diventa interessante e comprendo il successo e le polemiche che lo hanno accompagnato, pur non condividendo il tentativo dell'autore di convincerci che chiunque, in quella situazione, avrebbe agito nello stesso modo, sacrificando la propria coscienza per obbedire agli ordini. Comprendo "la banalità del male", ma la fede cieca nel nazionalsocialismo non può a mio parere ridurre la responsabilità individuale di chi uccide, tortura e sevizia.
    Trovo anzi pericoloso il messaggio che questo libro trasmette, cioè il tentativo di giustificare e assolvere gli assassini: a me non basta che il protagonista vomiti e stia male dopo un eccidio.

    In ogni caso, sono contenta di averlo letto fino alla fine, anche se questo libro mi ha fatto molto arrabbiare, le 956 pagine sono noiose, ripetitive e -assai più grave- infarcite di -vani- tentativi di giustificare l'orrore.

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