Durante le guerre c'è un aspetto che non viene quasi mai preso in considerazione: la conservazione delle opere d'arte. Può sembrare un aspetto di scarsa importanza se si pensa alla devastazione di vite umane che le guerre lasciano al loro passaggio, ma non è così. Preservare l'arte anche durante i conflitti è fondamentale, perché l'arte fa parte della cultura e quindi dell'identità di un popolo; lasciare che venga distrutta significa distruggere un popolo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale i Monuments Men avevano proprio questa missione: conservare e proteggere le opere e i monumenti.

In questo libro Edsel racconta attraverso una via di mezzo tra un saggio storico e un romanzo, la vita e le avventure di un gruppo di uomini che coraggiosamente hanno salvato migliaia di opere d'arte e monumenti europei.
I Monuments Men non salvarono solo le opere dalle razzie dei tedeschi ma cercarono anche di sensibilizzare l'esercito americano e alleato al rispetto dell'arte.
Non fu vita facile quella dei Monumnets Men, spesso la loro missione era ostacolata dai loro stessi superiori, ma alla fine riuscirono nel loro intento e dobbiamo dire grazie a loro se ancora oggi possiamo ammirare tanti capolavori di Rembrandt, Vermeer, Michelangelo ecc.

E' impressionante la quantità di opere che Hitler requisì dai musei francesi, inglesi e italiani, dalle ricche famiglie ebree, dalle chiese, dai palazzi e dai castelli! Senza contare le opere di arte contemporanea che fece bruciare perché ritenute scadalose.
Nell'attesa di aprire il suo immenso museo a Linz, Hitler, accatastò tele, tavole e oggetti di valore all'interno di immensi depositi (spesso miniere). Nella sola Germania meridionale ne furono trovati mille! Il più importante e impressionante deposito fu quello di Altaussee in Austria, che un pazzo gerarca nazista aveva riempito di esplosivo: piuttosto che lasciarlo in mano al nemico era pronto a farlo saltare.

Un libro molto interessante, però un appunto lo devo fare: gli americani hanno sì contribuito a salvare moltissime opere d'arte, hanno anche contribuito alla restituzione delle opere al loro legittimo proprietario, ma quando tale proprietario non si è riuscito a trovare piuttosto che lasciarle nella loro terra (dove secondo me avrebbero dovuto rimanere) hanno pensato bene di portarsele in America per arricchire i loro musei...