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Discussione: 14° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 14° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Eccoci di nuovo qui, dopo la pausa di agosto riparte il POETICFORUM di Forumlibri!

    Ciascun partecipante propone una poesia (vi ricordo che sono ben accette anche le personali creazioni dei forumlibrosi ); terminata la fase delle proposte, una per una, in ordine, da bravi bambini le commentiamo

    Vecchi e nuovi utenti amanti della poesia o anche no (c'è sempre una prima volta, potrebbe essere questa!), fatevi sotto

  2. #2
    d'ya think i'm stupid?
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    Ankhesenamon


    E ti guardo, da lontano…

    Le tue ancor acerbe forme e diafane,
    morbide affusolate quanto ossute,
    anoressiche eppur tonde nel microscopico bikini fluo,
    ancorché volta così, di profilo, ammiro

    Sulla dorata sabbia, magnanima galleggi
    che ai calzari tuoi soltanto è doma,
    di questa spiaggia incandescente
    alla corallina benevolenza prona

    A guisa di regina incedi
    con lentezza eppur decisa,
    moglie di faraone, fiera
    tra due ali di adorante plebe

    Marmorea come ellenica scultura
    il nobile capo al vento oscilli
    e dei mortali alla vista fondonsi
    dei rossi tuoi capelli l’onde
    con del mar di egual colore quelle,
    che ad antiche profezie in ossequio,
    alla verga del giudeo patriarca
    fuggitivo, chete s’inchinaron

    Brevemente sosti, eterea
    due ombrelloni al mio discosto
    e fatalmente cogito, allarmato,
    se di cotante luce e radiazioni a fronte,
    che fin nostra stella madre umiliando eclissi,
    il termico martirio per l’eternità assegnatomi
    -in dantesco pianto e stridor di denti immerso-
    impaziente alla mia porta già bussando stia

    Sul nasino tuo francese sorridendo abbassi
    con esperto sbarazzino gesto,
    gli occhiali uva a specchio lavorati
    e guatandomi da sopra le cangianti lenti
    con i verdi occhi tuoi di perla
    incuriosita, come ad un bestiario in gita,
    infantilmente con quell’altra mano
    grazioso un malizioso “ciao” mi mandi

    Si ergono le spalle il torace si dilata
    a tartaruga si appiattisce il ventre,
    turgidi, muscoli che ormai da secoli
    più segno di vita alcuno davan …

    Ora quello di un attore il viso
    di un atletico modello il corpo!
    Temendo che il vento lo rapisca
    novel tappeto delle mille notti e una
    d’istinto trattengo sulla sdraio
    il variopinto telo-mar spugnoso al quale
    la mia levitazione ai sette cieli, repentina
    elargito ha una libertà insperata

    Virile cenno di risposta abbozzo
    che appena a mezza via però abortisco,
    il braccio al fianco trattenuto
    dalla benda di ignote essenze intrisa
    che imbalsamato già mi avvolge:
    patetica obsoleta mummia del passato
    a stolidi turisti della storia esposta,
    incerto monito contro effimera grandezza

    Ma già a mieter sei altre vittime, mai sazia
    nuovi forestieri ammaliando, ignari rei:
    del dio in terra, l’immortale, i loro avi
    il riposo profanaron, sacrilegio!
    la letal maledizione per millenni
    crudelmente hai, fedele, perpetuato;
    finché a sé ti chiamerà, eterni amanti
    fratel-consorte in aureo sacello a congiacer

    Chi mi scuote per le spalle, chi per nome
    schiaffeggiandomi le guance mi richiama
    sulla fronte premurosi altri hanno posto
    d’acqua fresca una sacca gocciolante;
    apro gli occhi… “dov’è andata?”
    “chi?”, mi chiedon, “la regina!”
    “sì, sarà la faraona”, celian:
    “questo è un bel colpo di sole!”

    Ma nell’acqua corallina una sirena,
    tonda e ossuta in un bikini fluo,
    mentre nobile verso i coralli incede
    volge il capo: su di me due verdi perle.
    E mentre piano dei suoi capelli fondonsi
    rosse l’onde con quelle di egual color del mare,
    con mistica rassegnazione io comprendo
    che per me il terreno tempo è ormai scaduto…


    Hot

  3. #3
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    NAZIM HIKMET:Autunno

    In questa notte d'autunno
    sono pieno delle tue parole
    Parole eterne come il tempo
    come la materia
    parole pesanti come la mano
    scintillanti come le stelle.
    Dalla tua testa dalla tua carne
    dal tuo cuore
    mi sono giunte le tue parole,
    le tue parole cariche di te
    le tue parole, madre
    le tue parole, amore,
    le tue parole, amica
    erano tristi,amare
    erano allegre,
    piene di speranza
    erano coraggiose,
    eroiche
    le tue parole erano uomini

  4. #4
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    Questa volta posto una delle mie canzoni preferite, ma dal momento che non so postare i video invece di ascoltare la sensuale voce di Gaber dovrete accontentarvi di leggere le parole:

    QUANDO SARO' CAPACE DI AMARE

    Quando sarò capace di amare
    probabilmente non avrò bisogno
    di assassinare in segreto mio padre
    né di far l'amore con mia madre in sogno.

    Quando sarò capace di amare
    con la mia donna non avrò nemmeno
    la prepotenza e la fragilità
    di un uomo bambino.

    Quando sarò capace di amare
    vorrò una donna che ci sia davvero
    che non affolli la mia esistenza
    ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

    Vorrò una donna che se io accarezzo
    una poltrona un libro o una rosa
    lei avrebbe voglia di essere solo
    quella cosa.

    Quando sarò capace di amare
    vorrò una donna che non cambi mai
    ma dalle grandi alle piccole cose
    tutto avrà un senso perché esiste lei.

    Potrò guardare dentro al suo cuore
    e avvicinarmi al suo mistero
    non come quando io ragiono
    ma come quando respiro

    Quando sarò capace di amare
    farò l'amore come mi viene
    senza la smania di dimostrare
    senza chiedere mai se siamo stati bene.

    E nel silenzio delle notti
    con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
    percepire che anche il sonno è vita
    e non riposo.

    Quando sarò capace di amare
    mi piacerebbe un amore
    che non avesse
    alcun appuntamento col dovere

    Un amore senza sensi di colpa
    senza alcun rimorso
    egoista e naturale
    come un fiume che fa il suo corso

    Senza cattive o buone azioni
    senza altre strane deviazioni
    che se anche il fiume le potesse avere
    andrebbe sempre al mare.

    Così vorrei amare.

    G. GABER

  5. #5
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    La porta di Aldo Palazzeschi

    Davanti alla mia porta
    si fermano i passanti per guardare,
    taluno a mormorare:
    << là, dentro quella casa,
    la gente è tutta morta,
    non s'apre mai quella porta,
    mai mai mai >>.
    Povera porta mia!
    Grande portone oscuro
    trapunto da tanti grossissimi chiodi,
    il frusciare più non odi
    di sete a te davanti.
    Dagli enormi battenti di ferro battuto
    che nessuno batte più,
    nessuno ha più battuto
    da tanto tempo.
    Rosicchiata dai tarli,
    ricoperta dalle tele dei ragni,
    nessun ti aprì da anni e anni,
    nessun ti spolverò,
    nessun ti fece un po' di toeletta.
    La gente passa e guarda,
    si ferma a mormorare:
    << là, dentro quella casa,
    la gente è tutta morta,
    non s'apre mai quella porta,
    mai mai mai >>.

  6. #6
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    @ bouvard: Secondo me nel poeticforum ci sta bene il testo senza video, la poesia sta nel testo

  7. #7
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    Predefinito Il passero solitario

    D’in su la vetta della torre antica,
    passero solitario, alla campagna
    cantando vai finché non more il giorno;
    ed erra l’armonia per questa valle.
    Primavera d’intorno
    brilla nell’aria, e per li campi esulta,
    sí ch’a mirarla intenerisce il core.
    Odi greggi belar, muggire armenti;
    gli altri augelli contenti, a gara insieme
    per lo libero ciel fan mille giri,
    pur festeggiando il lor tempo migliore:
    tu pensoso in disparte il tutto miri;
    non compagni, non voli,
    non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
    canti, e cosí trapassi
    dell’anno e di tua vita il piú bel fiore.

    Oimè, quanto somiglia
    al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
    della novella etá dolce famiglia,
    e te, german di giovinezza, amore,
    sospiro acerbo de’ provetti giorni,
    non curo, io non so come; anzi da loro
    quasi fuggo lontano;
    quasi romito, e strano
    al mio loco natio,
    passo del viver mio la primavera.
    Questo giorno, ch’omai cede alla sera,
    festeggiar si costuma al nostro borgo.
    Odi per lo sereno un suon di squilla,
    odi spesso un tonar di ferree canne,
    che rimbomba lontan di villa in villa.
    Tutta vestita a festa
    la gioventú del loco
    lascia le case, e per le vie si spande;
    e mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
    Io, solitario in questa
    rimota parte alla campagna uscendo,
    ogni diletto e gioco
    indugio in altro tempo; e intanto il guardo
    steso nell’aria aprica
    mi fère il sol, che tra lontani monti,
    dopo il giorno sereno,
    cadendo si dilegua, e par che dica
    che la beata gioventú vien meno.

    Tu, solingo augellin, venuto a sera
    del viver che daranno a te le stelle,
    certo del tuo costume
    non ti dorrai; ché di natura è frutto
    ogni vostra vaghezza.
    A me, se di vecchiezza
    la detestata soglia
    evitar non impetro,
    quando muti questi occhi all’altrui core,
    e lor fia vòto il mondo, e il dí futuro
    del dí presente piú noioso e tetro,
    che parrá di tal voglia?
    che di quest’anni miei? che di me stesso?
    Ahi! pentirommi, e spesso,
    ma sconsolato, volgerommi indietro.
    (Giacomo Leopardi)

  8. #8

    Predefinito Alda Merini

    I fogli bianchi sono la dismisura dell’anima
    e io su questo sapore agrodolce
    vorrò un giorno morire,
    perché il foglio bianco è violento
    .Violento come una bandiera,
    una voragine di fuoco,
    e così io mi compongo
    lettera su lettera all’infinito
    affinché uno mi legga
    ma nessuno impari nulla
    perché la vita è sorso, e sorso
    di vita i fogli bianchi
    dismisura dell’anima.

  9. #9
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    Altre belle proposte? Direi di partire domani con i commenti

  10. #10
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    Ripartiamo agguerriti non troppo magari con la prima proposta, che è una poesia dell'amico Hot

    Ankhesenamon

    E ti guardo, da lontano…

    Le tue ancor acerbe forme e diafane,
    morbide affusolate quanto ossute,
    anoressiche eppur tonde nel microscopico bikini fluo,
    ancorché volta così, di profilo, ammiro

    Sulla dorata sabbia, magnanima galleggi
    che ai calzari tuoi soltanto è doma,
    di questa spiaggia incandescente
    alla corallina benevolenza prona

    A guisa di regina incedi
    con lentezza eppur decisa,
    moglie di faraone, fiera
    tra due ali di adorante plebe

    Marmorea come ellenica scultura
    il nobile capo al vento oscilli
    e dei mortali alla vista fondonsi
    dei rossi tuoi capelli l’onde
    con del mar di egual colore quelle,
    che ad antiche profezie in ossequio,
    alla verga del giudeo patriarca
    fuggitivo, chete s’inchinaron

    Brevemente sosti, eterea
    due ombrelloni al mio discosto
    e fatalmente cogito, allarmato,
    se di cotante luce e radiazioni a fronte,
    che fin nostra stella madre umiliando eclissi,
    il termico martirio per l’eternità assegnatomi
    -in dantesco pianto e stridor di denti immerso-
    impaziente alla mia porta già bussando stia

    Sul nasino tuo francese sorridendo abbassi
    con esperto sbarazzino gesto,
    gli occhiali uva a specchio lavorati
    e guatandomi da sopra le cangianti lenti
    con i verdi occhi tuoi di perla
    incuriosita, come ad un bestiario in gita,
    infantilmente con quell’altra mano
    grazioso un malizioso “ciao” mi mandi

    Si ergono le spalle il torace si dilata
    a tartaruga si appiattisce il ventre,
    turgidi, muscoli che ormai da secoli
    più segno di vita alcuno davan …

    Ora quello di un attore il viso
    di un atletico modello il corpo!
    Temendo che il vento lo rapisca
    novel tappeto delle mille notti e una
    d’istinto trattengo sulla sdraio
    il variopinto telo-mar spugnoso al quale
    la mia levitazione ai sette cieli, repentina
    elargito ha una libertà insperata

    Virile cenno di risposta abbozzo
    che appena a mezza via però abortisco,
    il braccio al fianco trattenuto
    dalla benda di ignote essenze intrisa
    che imbalsamato già mi avvolge:
    patetica obsoleta mummia del passato
    a stolidi turisti della storia esposta,
    incerto monito contro effimera grandezza

    Ma già a mieter sei altre vittime, mai sazia
    nuovi forestieri ammaliando, ignari rei:
    del dio in terra, l’immortale, i loro avi
    il riposo profanaron, sacrilegio!
    la letal maledizione per millenni
    crudelmente hai, fedele, perpetuato;
    finché a sé ti chiamerà, eterni amanti
    fratel-consorte in aureo sacello a congiacer

    Chi mi scuote per le spalle, chi per nome
    schiaffeggiandomi le guance mi richiama
    sulla fronte premurosi altri hanno posto
    d’acqua fresca una sacca gocciolante;
    apro gli occhi… “dov’è andata?”
    “chi?”, mi chiedon, “la regina!”
    “sì, sarà la faraona”, celian:
    “questo è un bel colpo di sole!”

    Ma nell’acqua corallina una sirena,
    tonda e ossuta in un bikini fluo,
    mentre nobile verso i coralli incede
    volge il capo: su di me due verdi perle.
    E mentre piano dei suoi capelli fondonsi
    rosse l’onde con quelle di egual color del mare,
    con mistica rassegnazione io comprendo
    che per me il terreno tempo è ormai scaduto…


    Hot
    Ultima modifica di alessandra; 09-05-2014 alle 06:57 PM.

  11. #11
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    Questa poesia mi sembra un'equilibrata combinazione di fantasia e realtà, di presente e passato, di speranze e disillusioni. Un miraggio è vedere un'incantevole creatura del passato che si muove, anzi incede maestosamente, con nonchalance in mezzo alla massa, come se il tempo non fosse un motivo abbastanza valido ad impedire la sua presenza lì, ma miraggio è talvolta la vita stessa, con le sue ingannevoli promesse che svaniscono quando siamo ad un passo dall'afferrarle. Il bello della vita è forse proprio questo suo lato irrazionale, questa presenza di sogni, speranze, illusioni, che ci regalano tanta adrenalina, anche se svegliarsi e prender coscienza dell'inganno è sempre traumatico ... ma smettere di sperare, sognare e illudersi è veramente non aver più voglia di vivere ...

  12. #12
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    Hot, ma quando le pensi queste cose? Se è insonnia, magari la mia fosse così proficua
    Nel tono classico-antico della poesia colgo un'ironia che alleggerisce la tristezza del significato che le attribuisco.
    Da una prima lettura, sembra che la regina, "faraona" modernizzata con bikini fluo e occhiali da sole, sia una rappresentazione attraente e grottesca della morte che viene a cogliere il nostro protagonista e penso che, per quanto mi riguarda, ho gusti più terra-terra: non c'è bisogno che venga a prendermi un principe, mi basta Johnny Depp, che ovviamente dovrebbe morire prima di me, e spero comunque che passi da queste parti il più tardi possibile
    In un secondo momento, ho pensato a noi che non siamo più ragazzini (ma davvero è così? ) alla vita che, talvolta, ci viene addosso sotto forma di emozioni prepotenti e prorompenti, ma, agli occhi degli altri, non è più il momento di vivere certe cose, perciò ci prendono in giro, e noi ci rassegniamo a guardare la vita da lontano, perché il tempo per certe cose "è finito", dicono i benpensanti.

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    In un secondo momento, ho pensato a noi che non siamo più ragazzini (ma davvero è così? ) alla vita che, talvolta, ci viene addosso sotto forma di emozioni prepotenti e prorompenti, ma, agli occhi degli altri, non è più il momento di vivere certe cose, perciò ci prendono in giro, e noi ci rassegniamo a guardare la vita da lontano, perché il tempo per certe cose "è finito", dicono i benpensanti.
    Sai che non avevo pensato a questa possibile interpretazione? mi piace

  14. #14
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    ...io nella mirabile composizione di hot ho trovato tanto dolce/amaro disincanto...è quel tipo di malinconia che mi piace assaporare, ogni giorno: nel tempo che va via e non fa più ritorno...

  15. #15
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Questa poesia mi sembra un'equilibrata combinazione di fantasia e realtà, di presente e passato, di speranze e disillusioni. Un miraggio è vedere un'incantevole creatura del passato che si muove, anzi incede maestosamente, con nonchalance in mezzo alla massa, come se il tempo non fosse un motivo abbastanza valido ad impedire la sua presenza lì, ma miraggio è talvolta la vita stessa, con le sue ingannevoli promesse che svaniscono quando siamo ad un passo dall'afferrarle. Il bello della vita è forse proprio questo suo lato irrazionale, questa presenza di sogni, speranze, illusioni, che ci regalano tanta adrenalina, anche se svegliarsi e prender coscienza dell'inganno è sempre traumatico ... ma smettere di sperare, sognare e illudersi è veramente non aver più voglia di vivere ...
    giustissima interpretazione, anche se non concordo sulle tue conclusioni positive.

    Per me niente adrenalina. E neppure risvegli, dato che le illusioni non sono sogni (qui c’era il colpo di sole…).

    Infine l’inutilità per l’uomo di sognare e illudersi. Il suo destino non gli appartiene, e giunge sempre il momento in cui sarà la vita a comunicargli che è finita.

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