250 pagine, horror.

Per me erano sconosciuti sia l'autore che il romanzo; certo, un titolo come questo avrebbe potuto condurre a una trovata geniale o a una porcheria immane. Avevo letto diversi commenti di ferventi appassionati del genere e il termine che ricorreva maggiormente era "coinvolgente"; quindi perchè non dargli una possibilità?
Nelle prime dieci righe si fa subito la conoscenza dell'ottantenne Teddy Garnett: egli ci spiega che sta scrivendo su un taccuino, non riesce a muoversi perchè non ha più sensibilità nella parte inferiore del corpo, probabilmente ha un polmone bucato e sono quarantuno giorni consecutivi che piove...
In un attimo si arriva a pagina 30. Avevano ragione quelli che ne decantavano le lodi, non si riesce a smettere di leggere! Il signor Keene conosce perfettamente il meccanismo del racconto orrorifico (con ovvie derive fantascientifiche), cosa che molti scrittori/registi del genere hanno dimenticato, e lo sviluppa applicando la regola aurea: il cattivo, mostro o quel che sia, va svelato poco per volta! Questa modalità viene applicata magnificamente e consente al lettore di "entrare" in sintonia col narrato sin da subito. La vicenda è ambientata nella disastrata provincia americana, in una cittadina di montagna nel West Virginia; ci viene raccontato, con brevi pennellate, di come tutte le città costiere americane ed europee siano stata spazzate via da inondazioni e maremoti e di come solo le località in altura siano state risparmiate. Le comunicazioni sono sospese da giorni, la corrente elettrica assente, il sole scomparso sotto una foschia perenne e la pioggia tambureggiante (che ricorda quella del racconto di Bradbury "Pioggia senza fine") reca con se tetri presagi. A corredo di ciò il buon Teddy riferisce della comparsa di alcune strane buche, di un'invasione di lombrichi e di come lui sia l'unica persona vivente del posto poichè casa sua sorge in collina e non è ancora stata sommersa. Gli avvenimenti si fanno incalzanti, si viene letteralmente avvinti da ciò che accade, le righe scorrono velocissime e gradevoli; ogni pagina letta incrementa la curiosità per la successiva. Il romanzo, che reca numerosi riferimenti a Lovecraft e alla Bibbia, è diviso in tre parti, ognuna dotata di un gustoso climax; la centrale consente a Keene di variare mirabilmente lo scenario (benché sia la parte che ho gradito meno).
Come lo si chiude non si desidera altro che leggere qualcosa di altrettanto appassionante! Una lettura di svago sorprendente e ben realizzata. Assolutamente promosso.