Il libro, ambientato nella Francia rurale dell’800 - un mondo campestre, quasi fiabesco, dominato in parte da credenze, superstizioni e premonizioni - e è la storia di due gemelli inseparabili, legati da un rapporto particolarmente forte. Ma, sebbene si cresca in simbiosi, niente può cancellare le differenze nell’indole delle persone: Landry più forte ed estroverso, Sylvinet più fragile ed emotivo. Per questo sarà Landry, a soli quattordici anni, ad iniziare a lavorare fuori casa, per scelta dei genitori volta, in parte, ad allentare il legame tra i due, ritenuto eccessivo e possibile causa di dolore futuro per entrambi. Sylvinet sarà colui che soffrirà maggiormente del seppur lieve distacco, e le cose si complicheranno quando Landry incapperà nella piccola Fadette. “Maschiaccio”, impertinente, brutta, mal vestita, abbandonata da una madre dalla cattiva reputazione, la ragazzina non gode di molte simpatie al paese…
Sono rimasta piacevolmente colpita da questo romanzo che sembra, più che altro, una favola d’altri tempi per ragazzi e adulti. La trama è semplice, tanto da suscitare tenerezza, a momenti; certamente c’è un po’ di bontà di troppo – tanto che, confesso, a tratti l’eccesso di moralità e onestà di Landry mi ha dato anche un po’ sui nervi - e le situazioni si trasformano troppo in fretta perché possa essere verosimile, ma i sentimenti delle persone, reali e sempre gli stessi da che mondo è mondo, sono descritti con profondità e delicatezza dalla scrittrice, attraverso fatti e dialoghi: l’amore tra fratelli, l’amore tra uomo e donna, la gelosia vista in tutte le sue sfaccettature… Ed emerge, tra le righe, parte del pensiero della scrittrice, donna rivoluzionaria e, pare, dal carattere e dall’infanzia simili alla piccola Fadette, particolarmente attenta a sottolineare la scarsa importanza delle apparenze e del ceto sociale rispetto alla sostanza, e ad elogiare, in un certo senso, le diversità. Pensiero, a parole, ovvio, ma non scontato nei fatti, e tantomeno all’epoca. Un libro gradevole e aggraziato, una scrittrice profonda e sensibile nella sua apparente semplicità.