Un titolo (tradotto) orrendo per un libriccino tutto sommato simpatico. Una storia sentimentale come tante: Pupa (!), una trentaduenne spiritosa, pasticciona, normalmente carina e innamoratissima del suo lui - un serioso ma ironico avvocato - già in preda a forti sospetti di tradimento con una superstangona biondissima e bonissima, "per caso" trova un messaggio nel cellulare di lui ....

Devo dire che non avevo nessuna aspettativa; dopo "Il diario di Bridget Jones" e qualcosa della Kinsella, sufficientemente frizzanti, avevo provato a leggere qualche altro libro di questo filone, trovandolo insulso. Questo invece non mi è dispiaciuto, certo non si tratta di un capolavoro ma l'ho trovato piuttosto allegro e spiritoso. La debole trama - seppur con qualche colpo di scena e qualche simpatico equivoco, spesso, peraltro, abbastanza prevedibili - è un pretesto per sviscerare il flusso di pensieri e divagazioni della protagonista che, come si può immaginare, possiede una straordinaria capacità di ficcarsi nei guai. La storia copre un periodo molto breve, solo un week end. Il fatto che il libro piaccia o meno secondo me dipende dal grado di empatia o, almeno, di simpatia per Pupa, che è, in ogni caso, meno sciocchina del suo nome: personalmente, dapprincipio l'ho trovata talmente egocentrica e compiaciuta del suo essere vivace e logorroica che l'avrei presa volentieri a schiaffi...ma nel giro di breve tempo, conoscendola meglio mi ci sono affezionata, forse perché l'ho trovata umile e simpaticamente imbranata (per quest'ultimo motivo l'ho sentita molto vicina a me ). Molto carini, anche se leggeri, i riferimenti cinematografici e soprattutto musicali.