Dopo l'ennesimo caso risolto, Hercule Poirot ha finalmente deciso di prendersi una vacanza. E visto che viaggiare è molto stancante, quale migliore destinazione di Londra stessa? Così, senza dire nulla a nessuno, ha affittato una camera in una pensione cittadina, deciso a godersi il meritato riposo, al riparo dagli assalti di chi cerca il parere del detective più famoso del mondo. Ma se, per una volta, Poirot non insegue il mistero, è il mistero a inseguire lui. Una sera, mentre è seduto a un tavolo di un piccolo locale, intento a gustare un delizioso caffè, irrompe una donna, sconvolta. Poirot le si avvicina, presentandosi come un poliziotto in pensione. La donna sembra spaventarsi ancora di più e gli chiede di assicurarle che non è più in servizio. Quando Poirot glielo conferma, lei gli confessa che sta per essere commesso un omicidio. La vittima è lei, e merita di essere uccisa. Per questo lui deve prometterle che non farà nulla per salvarla e non cercherà, successivamente, di trovare il colpevole. A quel punto la donna corre fuori dal locale e sparisce nella notte. Quanto c'è di vero in quel racconto? E i tre omicidi commessi a Londra quella stessa sera sono collegati alle parole della donna? A trentanove anni dalla sua ultima apparizione letteraria, Hercule Poirot, il detective più famoso e amato del mondo, ritorna per risolvere tre delitti apparentemente inspiegabili. Per la prima volta gli eredi di Agatha Christie hanno autorizzato che il personaggio inventato dalla scrittrice britannica nel 1920 faccia la sua ricomparsa, interpretato dalla penna di una nuova autrice. E la scrittrice chiamata a questo compito è Sophie Hannah, maestra inglese del thriller psicologico, i cui romanzi hanno venduto, nel solo Regno Unito, centinaia di migliaia di copie, vincendo numerosi premi e venendo tradotti in più di venti paesi. Il risultato è un romanzo straordinario, capace di dare vita, ancora una volta, al mito di Poirot, con il suo misto di ironia, mistero e strabilianti deduzioni.

Impresa titanica per qualunque scrittore far rivivere i baffi più famosi della letteratura, eppure Sophie Hannah in alcuni punti del romanzo ci riesce. La stessa saccenteria, lo stesso caustico sarcasmo per insultare la scarsa intelligenza degli altri o tutto ciò che è inglese, la stessa altissima - esagerata - opinione di sé. L'unico appunto che posso fare è al traduttore: tradurre "celluline" grigie l'ho trovato terribile. Nelle edizioni Mondadori di Agatha il diminutivo non c'era ed è proprio qualcosa che stona, imho.
Venendo alla trama, devo dire che, a parte qualche interrogatorio un po' lento e i capitoli al villaggio del novello Hastings (perché non far rivivere anche lui a 'sto punto?), il delitto è ben congegnato e la bravura della Hannah sta nel ribaltare completamente la prospettiva appena il lettore crede di aver capito tutto. A me è successo così: credevo di aver trovato la soluzione già a metà volume - e mi aveva indispettito tanta ovvietà - e invece sul finale tutto viene sovvertito.
Nel complesso una lettura passatempo piacevole e mi sento di promuovere questa autrice che ha tentato un'impresa titanica. Non ci è riuscita fino in fondo, ma apprezzo lo sforzo e ammiro il coraggio.
Voto 3,5