Ho finito proprio ieri di leggere Il Figlio, del romanziere statunitense Philipp Meyer. Questo libro è stato celebratissimo dalla critica e sembra che possa diventare un classico della letteratura americana... io non so se sia davvero così, ma a me è piaciuto molto!

Si ambienta in Texas e ripercorre la storia dell’America attraverso l’epopea di una famiglia nel corso del tempo, servendosi di tecniche narrative diverse a seconda dei personaggi, tutti accomunati da grandi lotte interiori: l'ardito e spietato Eli, il capostipite della famiglia, nato proprio il giorno in cui il Texas si emancipava dal Messico e rapito dagli indiani da bambino (narrazione in prima persona), Peter, suo figlio considerato l'anello debole della famiglia a causa della sua coscienziosità che lo rende fragile agli occhi di tutti (narrazione in forma di diario) e Jeanne Anne, pronipote di Eli che vive nel periodo del passaggio del Texas da luogo di allevatori a luogo di petrolieri (narrazione in terza persona).
La storia che Meyer racconta è fatta di violenza e sopraffazione, non mancano scene molto vivide e il lettore arriverà a porsi molte domande, alcune senza risposta perché l'autore non ne fornisce. Chi sono i buoni e chi i cattivi, ad esempio!

Non racconto altro e vi suggerisco, se gradite il genere, di provare a leggerlo.
Dello stesso autore consiglio anche il precedente romanzo "Ruggine Americana" (io però ho apprezzato più questo).