L’età verde è il romanzo giovanile per eccellenza,nonchè il più noto,dell’autore giapponese Yukio Mishima,pubblicato nel 1950.

Esso racconta la storia del giovane Makoto,l’incarnazione vera e propria dello scrittore,come affermato da lui stesso,nel periodo ante e post seconda guerra mondiale.Egli diventa,da giovane e inesperto studente,un abile,disilluso e spietato dirigente di una società finanziaria di prestiti creata da lui stesso.I traumi e i cambiamenti del suo paese in quei tragici anni,e una truffa subita da agenti finanziari(come appunto diventerà lui stesso)causano un profondo cambiamento nell’animo del giovane,portandolo alla disfatta totale e alla letterale perdità di umanità.

Questo romanzo è la pura testimonianza,essendo anche una storia vera,degli effetti devastanti che la guerra ebbe sulla società giapponese e sugli uomini.Persone come il protagonista,cioè truffatori,popolavano il paese negli anni postbellici,e la profonda perdita di ideali che ne derivò viene confluita interamente nell’ingenuo Makoto.Il suo grande cambiamento comportamentale viene,con estrema sagacia,descritto e raccontato,non solo tramite i suoi stessi comportamenti,ma soprattutto dagli effetti che il clima nefasto dell’epoca ebbe sulle altre persone intorno a lui.A testimonianza di questo è chiave la figura della giovane di cui il protagonista si innamora,l’incarnazione vera e propria della degradazione e della perversione,astuta,senza ideali e vera portatrice di corruzione;ed il protagonista viene,durante tutta la storia,come risucchiato dal vortice negativo della giovane fino a non poterne più sfuggire.La visione intera della situazione da parte della madre suscita nella suddetta disgusto e profonda amarezza,tanto da farla fuggire piangente.

La storia è descritta in maniera analitica e senza abbellimenti o ricami,sottolineando con grande vigore i tratti più amari di quella che mi sento di definire una “cronaca” e non lasciando spazio a divagazioni.L’attenzione viene focalizzata sin dall’inizio sull’evoluzione della personalità del protagonista perche è questo che l’autore vuole richiamare,più che la semplice trama:il divenire di un uomo e il suo condizionamento all’interno della società,volendo definire questo romanzo in una frase.E infatti è proprio questo che l’autore coglie nel rileggere il romanzo a distanza di anni:”La straordinaria epoca in cui trascorsi gli indimenticabili anni della mia gioventù letteraria, il disordine e le inquietudini del dopoguerra, il coraggio, le ambiziose e violente speranze per il futuro, la solitudine, i fremiti giovanili”.

Ma,sempre a detta dell’autore,il conflitto tra società e individuo può risolversi anche positivamente.