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I fiori del male e tutte le poesie

Mostra risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Baudelaire, Charles - I fiori del male e tutte le poesie

  1. #1
    Motherator
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    Predefinito Baudelaire, Charles - I fiori del male e tutte le poesie

    Non sono all'altezza per poter dire nulla su questo genio se non che dopo di lui il mondo non sarà più lo stesso. E non dico solo il mondo poetico e letterario ma proprio il mondo in sé, perché con le sue parole che trasmettono pensieri ha stabilito una cesura tra mondo antico e mondo moderno. Tutti hanno un tributo da dargli, perché ha permeato ognuno di noi, dal passato all'avvenire, con profondità in cui nessuno si era mai addentrato prima.
    Ogni singolo verso ha la capacità di esplodere e condizionare il lettore che poi a sua volta approccerà la vita diversamente. Banalmente ascoltando un qualsiasi cantautore si sentono gli echi di Baudelaire, alcune volte a piene mani, ma così si potrebbe dire di tutti quelli che comunicano con le parole, sono intrisi di Baudelaire.
    Detto questo non posso che cittare il curatore di questa edizione, Massimo Colesanti e il traduttore Claudio Rendina.
    L'invito a leggere Baudelaire è superfluo, lo si continua a leggere in qualsiasi cosa che leggiamo e ascoltiamo, comunque fatelo per amor di verità.

  2. #2
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    Predefinito

    Baudelaire, assieme a Rimbaud e Verlaine, ha rivoluzionato per l’ultima volta il mondo della penna.

    Dopo di loro nessuno ha più capito cosa fosse convenzione e cosa non lo fosse.

    Oggi chi può definirsi ribelle? Forse, chi urla e dice parolacce? Chi scrive ambiguo? Chi sputa per terra? Chi si tatua qualcosa sulla spalla?

    Direi, senza voler essere paradossale, che il miglior ribelle, oggi, è chi riesce ad essere il più convenzionale possibile.

    Nel mondo delle lettere del XXI secolo bisognerebbe farsi capire. Capire e basta. Ecco la grande rivoluzione di oggi che, in pochi hanno capito.

    La maggior parte delle volte utilizziamo un linguaggio oscuro ed enigmatico perché vogliamo emulare loro, che hanno chiuso il grande cerchio della convenzione letteraria. Ma loro dovevano e potevano.
    Dovremmo ricominciare ad utilizzare le lettere per farne significato e non per porre barriere. Perché i poeti maledetti erano tali e l’emulazione risulta sempre cosa buffa.

    Il lettore per Baudelaire era un “amico”, un “fratello” e gli uomini erano , nessuno escluso, massa informe. Solo chi leggeva ponendosi a distanza di sicurezza fisica era ritenuto un valido alleato nella balorda vita di ogni giorno.


    Nella scrittura Baudelaire volava come l’albatro, leggiadro in cielo quanto goffo sulla terraferma.

    Baudelaire era nato per scrivere, non per vivere.
    Votato 5.

  3. #3
    The black sheep member
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    Predefinito L'albatro

    Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio
    Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
    Che seguono, indolenti compagni di vïaggio,
    Il vascello che va sopra gli abissi amari.

    5 E li hanno appena posti sul ponte della nave
    Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro
    Pietosamente calano le grandi ali bianche,
    Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.

    Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore!
    10 Lui, prima così bello, com'è comico e brutto!
    Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
    L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava!

    Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
    Che abita la tempesta e ride dell'arciere;
    15 Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
    Per le ali di gigante non riesce a camminare.


  4. #4
    Motherator
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    Predefinito

    L'uomo e il mare

    Uomo libero, tu amerai sempre il mare!

    Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
    Nello svolgersi infinito della sua onda,
    E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
    Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
    L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
    Si distrae a volte dal suo battito
    Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
    Siete entrambi tenebrosi e discreti:
    Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
    O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
    Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
    E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
    Vi combattete senza pietà né rimorsi,
    Talmente amate la carneficina e la morte,
    O eterni rivali, o fratelli implacabili!

    Charles Baudelaire, 1857

  5. #5
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    Fondi... ma non troppo
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    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio

    Nella scrittura Baudelaire volava come l’albatro, leggiadro in cielo quanto goffo sulla terraferma.

    Baudelaire era nato per scrivere, non per vivere.
    Votato 5.
    Lascio qui un altro fiore del male

    Il gusto del nulla

    Spirito opaco, un tempo innamorato della mischia,
    la Speranza, il cui sprone attizzava il tuo ardore,
    non vuol più cavalcarti! Sdraiati senza pudore,
    vecchio cavallo che ad ogni ostacolo incespica!

    Rassegnati mio cuore, dormi il tuo sogno di bruto.

    Spirito vinto, fiaccato! Per te vecchio predone,
    non ha più gusto l'amore, come non ne ha la disputa;
    addio sospiri del flauto, canti degli ottoni!
    piaceri, non tentate un cuore tetro e immusonito!

    La Primavera adorabile ha perduto ogni odore!

    Ed il Tempo m'inghiotte minuto per minuto,
    come la neve immensa un corpo irrigidito;
    guardo dall'alto il globo rotondo e rifiuto
    di cercarvi ancora in qualche tana un rifugio.

    Valanga, vuoi portarmi con te nella caduta?
    Ultima modifica di Dory; 01-24-2015 alle 09:29 AM.

  6. #6
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    Predefinito Arthur Rimbaud

    Che belle! Vi dono allora una delle mie preferite di un altro poeta maledetto.

    IL MALE

    Mentre gli sputi rossi della mitraglia
    Fischiano tutto il giorno nell'infinito azzurro del cielo;
    E scarlatti o verdi, accanto al re che li deride
    I battaglioni crollano in massa nel fuoco;

    Mentre un'orrenda follia massacra
    Centomila uomini in un mucchio fumante;
    - Poveri morti! Nell'estate, nell'erba, nella tua gioia,
    Natura! tu che santamente creasti questi uomini!... -

    - C'è un Dio, che ride sulle tovaglie damascate
    Degli altari, fra l'incenso, fra i grandi calici d'oro;
    Che cullato dagli osanna si addormenta,

    E si risveglia quando madri, raccolte
    Nell'angoscia, piangendo sotto la vecchia cuffia nera
    Gli offrono qualche moneta nel loro fazzoletto.

    E di seguito, per non essere troppo off, un'altra, veramente maledetta , dell'autore de "I fiori del male".

    IL VAMPIRO
    Tu che t'insinuasti come una lama

    Nel mio cuore gemente; tu che forte
    Come un branco di demoni venisti
    A fare, folle e ornata, del mio spirito
    Umiliato il tuo letto e il regno-infame
    A cui, come il forzato alla catena,
    Sono legato; come alla bottiglia
    L'ubriacone; come alla carogna
    I vermi; come al gioco l'ostinato
    Giocatore, - che tu sia maledetta!
    Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
    Di conquistare la mia libertà;
    Ed il veleno perfido ho pregato
    Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
    Ed il veleno, pieni di disprezzo,
    M'han detto: "Non sei degno che alla tua
    Schiavitù maledetta ti si tolga,
    Imbecille! - una volta liberato
    Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
    Tu faresti rivivere il cadavere
    Del tuo vampiro, con i baci tuoi!"
    Ultima modifica di c0c0timb0; 01-23-2015 alle 09:35 PM. Motivo: aggiunta poesia di C.B.

  7. #7
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    Predefinito "A una passante" o "Una passante"...

    C'è una poesia di Baudelaire che amo particolarmente ma ogni volta la trovo con una traduzione diversa e brutta.
    La poesia è "A una passante" o comunque ha un titolo simile. Non posseggo la raccolta che la contiene ma l'ho letta tradotta e in italiano, quella che mi piace è quella che finisce con questi versi:

    ...so che t'avrei amata. E so che tu lo sai!

    Non ricordo la punteggiatura. Se qualcuno avesse la versione in lingua originale sarebbe bello leggerla in questo thread. Almeno a me piacerebbe.

  8. #8
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    Predefinito

    Signore e signori ecco a voi la Poesia con la P maiuscola. Rivoluzionaria, altissma, cruda, leggera, straziante, un coltello affilatissimo con cui aprire il petto delle miserie degli umani. Tutti possono trovare un verso dove perdersi, o ritrovarsi, o tutti e due, chissà.

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