"Alla fine dell'estate, in una baita tra i boschi nel nord della Svezia, una figlia e una madre si parlano. Non capita spesso, specialmente tra Katarina ed Elisabeth. Ma questa volta è diverso: la loro vita sta per cambiare. Katarina avrà un bambino - da un uomo che non sposerebbe neppure se lui lo volesse - e ha deciso di lasciare il suo appartamento di Stoccolma per una casa in campagna. Una casa grande, da dividere con sua madre: pare quasi un'idea folle, ma basta dirla ad alta voce e sembra già realizzabile. Certo, ci sono tante cose da sistemare, prima, e Katarina deve dire tutto a Jack, il professore americano con cui ha una relazione, il padre del bambino in arrivo, che ancora non sa nulla. Da lui, qualsiasi reazione si aspetterebbe tranne questa: Jack la picchia. Con violenza, facendole male, facendole perdere conoscenza. Quando Katarina si risveglia in ospedale, sa che dovrà affrontare un lungo cammino di guarigione non solo del corpo ma anche dello spirito, perché quelle ferite, ricevute da una persona di cui è stata innamorata, riportano bruscamente a galla i traumi mai risolti dell'infanzia. Katarina improvvisamente sogna e ricorda episodi ormai lontani, costringendo in qualche modo anche la madre a rielaborare la propria storia. Con dolore, Elisabeth spiega, ricorda a sua volta, racconta. Durante i mesi della gravidanza, l'affetto tra Katarina ed Elisabeth cresce e si rafforza, pervadendo di serenità la nuova casa che, a primavera, accoglierà un'altra piccola vita. "

Letto tutto di un fiato. Come potete leggere dalla trama, il libro tratta di violenza sulle donne e del rapporto madre-figlia, due argomenti "tosti". Secondo me è scritto bene. Qualche vostra opinione?