James Joyce non è conosciuto per le sue poesie ma per i suoi capolavori letterari eppure nelle sue liriche, in questa raccolta ad esempio, si può conoscere un lato dell'autore forse inaspettato ma che per lui era legato anche agli esordi letterari, si definiva "un povero poeta", e con n'opera in versi aveva cominciato.
Queste poesie hanno un tocco lieve, quasi magico, dove l'autore dimostra quanto il suo spirito sia libero, quasi vagabondo, generoso ed egoista allo stesso tempo.

Di quella così dolce prigionia
Quest'anima è lieta, amata mia
Delicate braccia che sanno invitarmi
A placarmi, a frenarmi.
Se sempre così mi potessero serrare,
Prigioniero felice vorrei restare!

Mia cara, con intreccio di braccia
Rese tremanti dall'amore,
Mi alletta quella notte in cui il timore
Non ci possa in alcun modo turbare
E sposa invece il sonno i sogni
Dove un'anima l'anima imprigiona.