“Ladies and gentlemen, io sono Gahan, l’Angelo della Morte, il quarto Cavaliere dell’Apocalisse. Chi vuole ballare con me?”

Rutilante, ironico, epico: il backstage dell’Apocalisse nella prima opera narrativa di John Peter Sloan.



Non mi sento di bocciare del tutto questa opera prima di Sloan, anche se sono il primo ad ammettere che non ne ho capito le reali intenzioni e le finalità. Voleva farne una sorta di sceneggiatura teatrale? I dialoghi sembrano battute di un copione e i capitoli sono spesso molto brevi (complice anche l'impaginazione della casa editrice). Voleva farne un'opera comica/ironica che rivoluzionasse i canoni letterari classici? L'ambientazione e la scelta di (cotanti) protagonisti mi farebbero propendere per una precisa scelta anticonformista dell'autore, una volontà di destabilizzare lo status quo teologico-letterario comunemente accettato (a livello proprio di interpretazione delle Scritture) offrendo una personalissima visione di quello che - chissà? - potrebbe essere successo lassù ai piani alti dopo la cacciata di Lucifero.
Però più di 3 stelle non posso dare, mi è parso un mero esperimento letterario, una sperimentazione fine a se stessa, in cui magari l'autore si è anche divertito, ma che non lascia niente al lettore quando si chiude l'ultima pagina.