Non conosciamo il nome della protagonista, ma leggiamo il suo diario; scopriamo così che vive nella campagna inglese negli anni trenta, ha due figli, una tata francese, un marito assente e qualche problema a gestire i soldi riservati all'economia domestica.
Ci racconta tutto con ironia e superficialità aiutandoci a buttare un occhio divertito ai piccoli problemi in casa che, a quanto pare, negli ultimi ottant'anni non sono cambiati.
In copertina si legge "l'ho letto tutto d'un fiato, dimenticando di fare il bagno ai bambini, di portare fuori il cane e persino di preparare la cena a mio marito" (Jolly Cooper); sembra molto promettente, ma credo che, in realtà, sia ironico pure questo. Perché la protagonista fa ben poco di diverso dal piantare bulbi, uccidere i cuccioli della gatta, prendere il the e andare a Londra a spendere i soldi che non ha.
E dopo un po' le battutine e le ironie su se stessa e gli altri vengono a noia.
Non c'è niente che cambi dall'inizio alla fine e non capisco proprio come abbia fatto tale India Knight (?) a leggerlo <ben nove volte>

Incipit: Oggi piantatura dei bulbi. Nel mezzo della quale arriva Lady Boxe. Le dico, mentendo spudoratamente, che è un piacere vederla, si accomomodi, la prego, finisco con i bulbi e sono da lei.