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 Revenant

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Discussione: Punke, Michael - Revenant

  1. #1
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    Predefinito Punke, Michael - Revenant

    Michael Punke ha lavorato alla Casa Bianca sotto la presidenza Clinton e attualmente è ambasciatore degli Stati Uniti presso la WTO a Ginevra. Ha scritto Revenant nel 2002. Einaudi l'ha pubblicato con lo stesso titolo nel settembre del 2014 con la traduzione di Norman Gobetti. Nel 2015 Revenant diventerà un film con Leonardo DiCaprio e Tom Hardy per la regia di Alejandro González Inárritu.

    Il titolo sulla copertina dell'edizione Einaudi riporta: Revenant. La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta. E infatti Punke ci racconta come Hugh Glass è stato abbandonato da uomini che credeva amici o almeno compagni di viaggio con un po' di onore e invece si sono rivelati essere dei traditori per convenienza. Punke ci racconta di come è sfuggito alla morte quando tutti lo pensavano spacciato. Di come è sopravvissuto a un'odissea di tremila miglia nell'immensità ostile della Frontiera americana. Ci racconta una storia di salvezza e avventura, di ferocia e redenzione. La storia di una vendetta.

    Se vi piace A. B. Guthrie Jr. e i suoi romanzi “Il grande cielo" e "Il sentiero del West" (per il quale vinse, nel 1950, il premio Pulitzer) allora non potrà non piacervi anche Revenant di Michael Punke. Revenant credo, almeno nel modo in cui è scritto, si presta incredibilmente bene alla riduzione cinematografica. Lo stile è asciutto e sostanziale. Non ci sono orpelli o abbellimenti. C'è solo tutto quello che occorre. Il romanzo possiede tutto il necessario per descrivere una storia con il giusto ritmo; una storia di sopravvivenza, di dolore e agonia, di uomini duri, coraggiosi ma prudenti, che nel selvaggio west della prima metà dell'Ottocento viaggiavano, cacciavano, combattevano, morivano, sopravvivevano, ma soprattutto vivevano una vita vera, avventurosa oltre l'immaginabile. Non tutti come si leggerà in Revenant ad ogni modo. Il romanzo ha quindi tutti gli ingredienti per una buona riuscita. Tutti gli strumenti che servivano. Altri strumenti che servivano invece per non soccombere alla natura crudele che dominava quelle terre dell'America agli inizi del diciannovesimo secolo sono stati vigliaccamente sottratti, rubati ad un uomo al quale quasi sicuramente averli o non averli avrebbe significato vita o morte. Strumenti per procurarsi cibo, difendersi, accendere un fuoco, cacciare, cucinare. Ma nutrito dalla fame e sete di vendetta, l'uomo, contro ogni previsione, sopravvive. Da lì incomincia una storia (veramente accaduta) che ha dell'incredibile. Romanzata, certo, ma comunque vera. La storia di un trapper che viene abbandonato in fin di vita dai compagni di spedizione dopo che era stato assalito da un grizzly mentre stava procurando del cibo per l'intero gruppo di uomini.

    INCIPIT

    Lo volevano abbandonare. L'uomo ferito ne ebbe la certezza quando guardò il ragazzo e lui abbassò gli occhi e si girò dall'altra parte, perché non riusciva a sostenere il suo sguardo. Da giorni il ragazzo litigava con l'uomo col cappello di pelle di lupo. Sono passati davvero dei giorni? L'uomo ferito lottava con la febbre e con il dolore, difficile dire se le conversazioni che udiva fossero reali o fossero invece un effetto collaterale dei deliranti vagabondaggi della sua mente.

    Il libro inizia con un flash-forward di un paio di settimane circa per poi tornare a prima dell'aggressione dell'orsa a Hugh Glass. Anzi, ancora prima l'autore ci regala una mappa con i luoghi di Revenant nel periodo dell'accaduto: 1823-1824. La mappa segna tutto il percorso dei nostri lungo il fiume Grand, il Platte e le soste, ovvero le varie mete intermedie, come Fort Brazeau, Fort Talbot etc. nonché i punti dove ci sono stati gli attacchi degli indiani Arikara fino al punto più a ovest raggiunto, l'avamposto sul Big Horn. Quasi a ridosso delle montagne rocciose. Il romanzo è strutturato come una specie di diario che rende meglio l'idea del tempo trascorso, fa capire al lettore il periodo necessario per la cicatrizzazione delle notevoli ferite, le pericolose infezioni e la parziale guarigione di Glass; le condizioni in cui si trovava dopo un determinato numero di giorni e la sua forzata lentezza nel percorrere, praticamente strisciando, le centinaia di miglia che lo separavano dai luoghi dove egli credeva si sarebbero trovati o dove sarebbero almeno passati i suoi ex compagni che l'avevano tradito e abbandonato. Si riesce davvero a vivere la pietosa condizione in cui Glass si trovava grazie alle meticolose e raccapriccianti descrizioni di Punke e la sua caparbietà nell'inseguire i traditori malgrado fosse afflitto da una spaventosa impotenza funzionale.

    È un libro di trecento pagine. Per leggerlo, con la mia consueta calma, ci ho messo otto giorni. È avvincente, con una prosa cruda, secca. Alla fine Punke ci lascia con le note storiche: le vite dei protagonisti dopo l'avventura raccontata nel romanzo (tutti i nomi dei protagonisti ovviamente sono quelli reali), quando e come sono morti. Punke si è concesso qualche licenza, ma chi non lo fa quando scrive un romanzo-documento?

    Veramente ottimo. Me lo sono gustato dall'inizio alla fine come mi sarei (forse) gustato un pezzo di carne di bisonte arrostita dal fuoco .



    In copertina una foto di Jay P. Morgan
    Ultima modifica di c0c0timb0; 12-16-2014 alle 08:45 PM. Motivo: Typos + Doppi spazi fra i paragrafi

  2. #2
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    Romanzo molto scorrevole,piacevole da leggere,ben scritto e con bellissime descrizioni di luoghi selvaggi e molto affascinanti.
    Ho letto il libro dopo aver visto il film,ovviamente sono molto diversi;in questo caso sostanzialmente..diverso l'inizio,diversa la parte centrale e decisamente diverso il finale.
    Quest ultimo mi ha lasciata letteralmente basita,chilometri e chilometri di cammino per avere una giustissima e meritata vendetta,gelo,tempeste di neve,nativi ostili,compagni che muoiono come mosche quando la loro storia intreccia quella di Glass,solitudine opprimente quando da solo riesce a sopravvivere nonostante tutto e poi....un finale moscissimo....ma proprio moscio...

  3. #3
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    Citazione Originariamente scritto da Valuzza Baguette Vedi messaggio
    Romanzo molto scorrevole,piacevole da leggere,ben scritto e con bellissime descrizioni di luoghi selvaggi e molto affascinanti.
    Ho letto il libro dopo aver visto il film,ovviamente sono molto diversi;in questo caso sostanzialmente..diverso l'inizio,diversa la parte centrale e decisamente diverso il finale.
    Quest ultimo mi ha lasciata letteralmente basita,chilometri e chilometri di cammino per avere una giustissima e meritata vendetta,gelo,tempeste di neve,nativi ostili,compagni che muoiono come mosche quando la loro storia intreccia quella di Glass,solitudine opprimente quando da solo riesce a sopravvivere nonostante tutto e poi....un finale moscissimo....ma proprio moscio...
    In effetti, da esseri umani, credo che quasi tutti si sarebbero aspettati una vendetta coi fiocchi...

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