La notte di Natale qualcuno tenta di ucciderlo. Lui è un attore, un egoista, un uomo che ha tradito la moglie innamorata, offeso i genitori, approfittato dell'amicizia e trascurato i due figli.
L'omicidio passa per suicidio, in fin dei conti i famigliari se n'erano andati dopo la festa e lui era addormentato e depresso, più antipatico del solito, cos'altro potrebbe pensare la polizia?
Però Giorgio sa di non aver tentato il suicidio, non è proprio il tipo, lui. Non ricorda cosa è accaduto, ma spera, col tempo di riacquistare la memoria e dare un volto al suo assassino che, teme, sia uno di famiglia.

Trama gialla piuttosto fiacca (qualcuno lo ha letto e ha voglia di illuminanti sul finale?), ma Ruggeri mi ha stupito per l'eleganza del suo eloquio e per come è riuscito a farmi entrare nella testa del protagonista, ad immedesimarsi in lui.
Leggerò sicuramente altro.