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Discussione: Charlie Hebdo

  1. #106
    Señora Memebr
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    Citazione Originariamente scritto da malafi Vedi messaggio
    Per me (e per molti qui dentro, credo) l'asticella è molto più in basso della legalità.

    E di questo ti rendo merito. La Legge segna il limite per tutti, poi certo sta ad ognuno di noi gestirlo nei modi che la nostra coscienza civile e personale ci suggerisce.

  2. #107
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    Citazione Originariamente scritto da malafi Vedi messaggio
    Ho messo un like a questa parte, ma .....



    ... non sono del tutto d'accordo con quest'altra.
    Non credo che il limite sia sempre e solo la legalità. O meglio: certo che l'unico limite che si può opporre in diritto è il rispetto della legalità.

    Ma pensa a quante volte, chi è dotato di buon senso, si ferma molto prima dell'illegalità. Per rispetto, per opportunità, forse a volte persino per paura delle conseguenze.

    Non è illegale fumare in luogo privato nè di fianco ad una donna incinta
    Non è illegale ubriacarsi
    Non è illegale fare rumori molesti (se non in certe condizioni)
    ecc.... (si potrebbero trovare mille esempi migliori)

    Per me (e per molti qui dentro, credo) l'asticella è molto più in basso della legalità.

    C'è la morale, infatti.

    Che non ha niente a che vedere con i moralismi.

    Non è penalmente perseguibile, tanto per fare un altro esempio, mandare "affanc.." qualcuno, ma le persone educate non se ne vanno in giro mandando affanc...tutti.

    Il limite del buon vivere sociale non può essere delimitato solo dalla legge, come dici giustamente.

    Dopo di che se uno passa i limiti della morale o del buon gusto, ribadiamolo per l'ennesima volta, è ovvio che non debba essere fucilato...

  3. #108
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    Oggi sono tutti Charlie ma qui da noi la satira non gode di tanta popolarità.

  4. #109
    d'ya think i'm stupid?
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    ho militato alcuni anni su spinoza ...
    esperienza sulla satira credo di averne fatta forse abbastanza per non parlarne
    da totale alieno.

    immolarsi per portare con successo da duecentomila a due milioni
    la tiratura del proprio giornale
    autorizza i nostri charlie a farsi una pippa
    di quei kamicaze che col miraggio di qualche verginella in paradiso
    l'hanno fatto per aumentare di forse qualche copia la tiratura del corano

    ma in fondo il marketing è la madre di tutte le religioni
    e si troveranno da colleghi nei verdi pascoli a ciulare allegramente
    con qualche meretrice graziata per la capacità di preparare un buon caffè

    scambiandosi le rispettive letture e sfottendosi amichevolmente
    scoprendo che il nocciolo sta tutto nel come le si legge:
    ad occhi aperti oppure chiusi ...

    anch'io sono charlie

  5. #110
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    Citazione Originariamente scritto da HOTWIRELESS Vedi messaggio
    immolarsi per portare con successo da duecentomila a due milioni
    la tiratura del proprio giornale
    autorizza i nostri charlie a farsi una pippa
    di quei kamicaze che col miraggio di qualche verginella in paradiso
    l'hanno fatto per aumentare di forse qualche copia la tiratura del corano

  6. #111
    d'ya think i'm stupid?
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    appunto

    S A T I R A



  7. #112
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    Citazione Originariamente scritto da malafi Vedi messaggio
    Grande!

  8. #113

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    Citazione Originariamente scritto da Baldassarre Embriaco Vedi messaggio
    L'Isis teme solo la mafia. Ecco perché il Sud non è a rischio - Libero Quotidiano - Libero Quotidiano


    Bisognerebbe spiegarglielo che la mafia, la n'drangheta, la camorra sono emigrate verso nord.
    bisognerebbe spiegare che sono parole, effettivamente parole. E dietro nascondono solo criminali. Ora se uno li definisse semplicemente criminali quelle parole perderebbero quel potere simbolico di cui sono state investite. Nell'esempio che citi, e che ricito, quelle stesse parole ghettizzano una terra. Se li definissimo semplicemente criminali allora sarebbero uguali a quelli che vivono in ogni angolo del globo. Lo stesso vale per i criminali che hanno fatto quella strage e i criminali che per anni hanno fomentato l'odio fra culture bombardando ogni angolo del Medio Oriente. Perchè a ben vedere quell'atto criminoso non ha nulla a che vedere con il periodico satirico. In questo caso veramente "la banalità del male" non è statai mai così banale. Ci sono idioti qui e lì, sempre che ci sia pure un qui e un lì. Per radio in questi giorni ne ho sentite veramente tante di cose assurde, sembra verametne che si trovi consolazione puntato semplicemente un dito e mai preoccupandosi di comprendere le vere motivazioni. Cosa che risulterebbe sicuramente più faticosa.

  9. #114
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    Riesumo il 3d nato per dare rilievo ai fatti di sangue di cui furono vittima i collaboratori di Charlie Hebdo.

    Alla luce delle ultime uscite di questo giornale, vorrei approfittare per estendere il dibattito. Vorrei parlare di libertà di stampa, di satira, di libertà di parola. Personalmente la famosa vignetta della “lasagna italiana” mi ha fatto ribrezzo. Non l’ho trovata divertente. E se la sua intenzione era quella di far riflettere, non mi ha indotto nessun pensiero costruttivo. Ma non per questo vorrei che fosse cancellata. Ognuno ha il diritto di esprimersi. Sono per la libertà di stampa e per la libertà di parola. Sempre. Mai per la censura. Non perché una cosa dà fastidio al sottoscritto deve essere cancellata. Così facevano i tiranni e i despoti, e così fanno ancora oggi in tutto il mondo.

    Ha detto Sally che dovrebbe essere la legge di mercato a chiudere la bocca agli imbecilli. Sono perfettamente d’accordo. Non deve mai essere un'imposizione. Ognuno dica ciò che vuole, in privato e pubblicamente, rispondendo solo alla propria morale. Quando si esprime un’opinione, bisogna mettere da parte l’etica e fermarsi solo laddove la propria sensibilità ce lo impone. Ognuno ha un diverso gradiente di discrezione.

    Io sono convintamente ateo, ma non per questo bestemmio. Tanto meno in pubblico. Lo trovo volgare e irrispettoso nei confronti di chi crede. Allo stesso modo se sono ad un funerale di una persona che non mi piaceva, durante la cerimonia taccio i suoi difetti. Non è il momento di dire che quella persona era uno schifoso.

    Ci sono i modi. I tempi. Che sono fondamentali, nella vita, come nella satira.

    Felix, secondo me, ha sbagliato tutto. E non fa ridere. Nemmeno sa indurre al ragionamento, non come il nostro Vauro per lo meno, che con due vignette ti fa incazzare e ridere assieme.

    Io credo che Charlie Hebdo sia un giornale oltraggioso. Loro stessi si definiscono tali. E si definiscono pure blasfemi. Quasi come fosse una medaglia al valore da appuntarsi sul petto. Come quando da bambini si facevano le scorreggine. Facevano ridere, e il motivo per cui facevano ridere era perché non si potevano fare. E se dicevi una parolaccia, ti sentivi una specie di ribelle alla Che Guevara. Quando i bambini toccano il proibito si esaltano. Felix e Charlie Hebdo sono rimasti a quello stadio infantile, in cui disegnare salsicce nel sedere dovrebbe far morire dal ridere. Io trovo tutto questo terribilmente stupido.

    Per esempio, il solo rappresentare Maometto, è per i musulmani una bestemmia. E’ un atto blasfemo. Perché Dio va solo pensato, al contrario si rischia la temuta idolatria. Disegnare Maometto con una salsiccia nel sedere è una mostruosità che potrebbe far cadere nella vergognosa spira terroristica anche il meno esagitato dei musulmani. Per reazione. La becera satira di Charlie Hebdo è violenta, perché violenza non è solo dare uno schiaffo al prossimo. La violenza si fa anche con le parole e con le immagini. Vedere la Vergine Maria che ha rapporti sessuali con gli animali, a cosa dovrebbe fare pensare? Vi fa ridere? Sono le scorreggine dei bambini diventate adulte, stupide e decisamente volgari.

    Subito dopo il can can seguito alla pubblicazione della vignetta, in cui le vittime venivano rappresentate nella loro mediocre italianità fatta di sughi e lasagne, Felix ha detto che non è colpa di Charlie Hebdo se la mafia costruisce le case in Italia. E’ vero. Ma bisgnerebbe dire a Felix che se uno si uccide in motocicletta perché andava troppo forte, il buon gusto non viene a sparire. Non è bello dire ai famigliari, durante le esequie, che il figlio era uno scemotto che non rispettava le norme stradali. E poi, se i genitori si arrabbiano, rispondere che non è colpa tua se costruiscono moto che fanno i 300 all’ora, è ancora peggio. Non sei irrispettoso nel senso civile del termine, sei solo un insensibile.

    Felix non conosce l’educazione e nemmeno il minimo sindacale del rispetto. E non conosce nemmeno la satira, perché non fa né ridere né riflettere. Non è un ribelle. Disegna (per altro malissimo) solo sciocchezze che probabilmente aumentano il suo ego. Deve essere molto frustrato per disegnare quello che disegna. C’è una cattiveria quasi accecante.

    Sui social, in questi giorni, se ne sono lette di tutti i colori. Gente che si augurava un nuovo attentato, altri che volevano infilare le baguette dove dico io ai vignettisti del giornale. L’odio chiama odio. La stupidità chiama la stupidità. I “moderati italiani”, quelli a cui essere nati in Belgio o in Italia non avrebbe fatto alcuna differenza, si sono riscoperti terribilmente nazionalisti. Vorrebbero invadere la Francia e uccidere tutti i francesi.

    E poi, fatta eccezione per la scuola di Amatrice, sarebbe bello che Felix ci spiegasse cosa c’entra la mafia con questo paesino del centro Italia sperduto sulle montagne. Se le case sono crollate è perché le case erano vecchie. Bisognava metterle a posto, certo. Ma la mafia non c’entra nulla. Non con le case per lo meno.

    Per come la vedo io, più la cassa di risonanza è vasta, più bisogna stare attenti ai particolari. Felix disegna e dice stereotipi, banalità senza peso e senza radice. Che una scuola (!) sia crollata non è ammissibile. Ma la mafia c’entra ben poco sul resto.

    Felix dovrebbe cercare di essere preciso se vuole essere serio con la sua satira. Altrimenti le sue sono le scorreggine di un bambino cresciuto.

    Ognuno dica ciò che vuole, ma, personalmente, trovo che Felix abbia sbagliato mestiere. Spero che nessuno censuri la sua vergognosa vignetta. Anche i bambini un po’ scemotti hanno diritto di esprimersi.
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 09-07-2016 alle 11:38 AM.

  10. #115
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    Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum” ossia "C'è una misura nelle cose, e vi sono precisi confini, oltre i quali e prima dei quali non può sussistere il giusto" (Orazio)

    Questo per dire che in tutte le cose ci vuole moderazione, equilibrio e saggezza e se lo diceva Orazio che di Satira se ne intendeva forse quelli di Charlie Hebdo potrebbero anche essere abbastanza "umili" da imparare qualcosa da chi sapeva più di loro, o quanto meno da chi era più saggio di loro.

  11. #116
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    Riscrivo più o meno quello che ho scritto su fb giorni fa.
    Qualcuno all'indomani di questa "geniale" vignetta commentava "E' facile essere Charlie con il c**o degli altri" tacciando di ipocrisia chi dopo la strage di un anno e mezzo fa aveva dimostrato solidarietà.
    Io ero Charlie a Gennaio 2015 ma non mi sento ipocrita se trovo questa vignetta disgustosa, primo perché come dice giustamente l'ottimo Ziggy, il fatto che io la trovi disgustosa non giustifica il censurarla, la censura non va mai bene. Secondo perché essere Charlie significa anche essere solidali con chi ha subito una grande perdita e qui sono loro che hanno toppato alla grandissima, il mondo si è stretto attorno a loro in nome della loro libertà e loro come "ringraziano"? Sfottendo 300 morti sulla pasta, sulle lasagne e sulla mafia? Non ci siamo.
    Sotto quella "lasagna" poteva esserci benissimo un parente o un amico del buon Felix, infatti Amatrice è luogo turistico e si sa che i cugini le "pennes au sauce tomates" le schifano finchè stanno di là da Ventimiglia appena mettono piede di qui però "piatto ricco mi ci ficco".
    La satira è intelligenza e l'intelligenza prevede, non dico il rispetto (non ce l'hanno, ci giocano alla grandissima e i loro colleghi hanno pagato carissimo) ma il non mettersi a far cagnara a un funerale solo per vendere 3 copie in più.

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