Ispirata dalla recente uscita del film Une promesse (che non ho ancora visto), da esso tratto, ho recuperato questo breve racconto di Stefan Zweig, autore che conoscevo principalmente in qualità di critico.
La storia è veramente molto semplice: alle soglie della Prima Guerra Mondiale, Ludwig, un ragazzo poco più che ventenne, s'invaghisce della moglie del proprio datore di lavoro, e di nascosto, inizia con lei una liaison senza però riuscire mai ad abbandonarsi completamente alla passione. Un improvviso impegno di lavoro, e il successivo scoppio del conflitto, allontanano i due amanti, uniti dalla promessa che, quando si reincontreranno, consumeranno finalmente il loro rapporto.
Ma gli anni, la guerra, e la vita scorrono a dispetto di tutto, e quando i due si ritroveranno, molti anni anni dopo, si scopriranno profondamene cambiati.
Non è facile formulare un giudizio su questo libro: Zweig è uno scrittore particolarmente intenso, introspettivo, e indubbiamente magistrale nella sua scrittura, e per queste ragioni l'ho enormemente apprezzato; sotto altri aspetti, del tutto personali, però, la lettura non mi ha interamente soddisfatta. Per quanto la passione tra i due protagonisti sia ben descritta, e il lirismo dell'autore ammirevole, ho trovato ben poca sostanza nella storia di per sé: il sentimento descritto ha un'impronta fondamentalmente adolescenziale (e gli amori di tal genere, onestamente, non mi hanno mai entusiasmata neppure da adolescente), i personaggi, eccezion fatta per l'analisi, lirica e profonda, delle loro emozioni, sono tratteggiati a malapena, e in linea generale, al di là della piacevole lettura, il libro non è riuscito a trasmettermi molto.
Molto belle e cinematografiche, nella loro semplicità, sono invece le immagini conclusive, con le riflessioni dolci-amare sul mutare dei sentimenti, e le ombre dei due corpi che si allontanano.