Alla fine del 1864, tra novembre e dicembre, durante la guerra civile americana, il generale nordista Sherman dopo
la conquista della città di Atlanta, avanza con la sua armata verso la città di Savannah, sulla costa atlantica.
Nella sua marcia, attraverso lo stato della Georgia, l'armata distrugge infrastrutture civili e militari.
L'esercito confederato, già provato da molte sconfitte strategiche, ha solo esigue riserve da opporre all'avanzata nordista.
Quattro mesi più tardi la guerra finirà con la vittoria definitiva dell'Unione.

La Marcia mette insieme le storie di almeno una decina di personaggi. Tutti sono in qualche modo direttamente
coinvolti nella grande marcia dell'armata nordista. Ufficiali, soldati, civili, nordisti, sudisti,
bianchi, neri, uomini, donne, bambini: ciascuna di queste categorie, nelle diverse combinazioni che la storia di
quel periodo rappresenta, ha un suo protagonista. Alcuni personaggi entrano all'inizio della narrazione e poi l'abbandonano
a metà, altri entrano più tardi, altri si affacciano brevemente. La vicenda di uno entra a far parte della storia di un altro.
Oppure si sfiorano soltanto, ingnari della reciproca esistenza.

Sullo sfondo l'armata: un grande organismo che si muove inesorabilmente, impegnato in un meticoloso compito di distruzione.
Per molti vuol dire la fine di un mondo per altri la conquista della libertà. Per tutti, nel bene o nel male, dopo la Marcia la vita
non potrà più essere come prima.

Ho trovato molto piacevole l'intreccio delle diverse storie. Qualche volte l'entrata di un personaggio o la sua uscita
dalla narrazione può essere un poco spiazzante, ma nell'insieme la struttura del racconto regge bene.