INCIPIT
C'è stata l'età della pietra grezza, l'età della pietra levigata e l'età del bronzo, e molti anni dopo, l'età del cristallo decorato. Nell'età del cristallo decorato, le ragazze per bene, dopo aver persuaso i giovanotti con i lunghi baffi arricciati a sposarle, rimanevano sedute per alcuni mesi a scrivere biglietti di ringraziamento per ogni sorta di regalo di cristallo...

Questo racconto appare nella raccolta “Flappers and philosophers, conosciuto in Italia col nome di “Maschiette e filosofi”. Apparve per la prima volta nello “Scribner's Magazine” nel Maggio del 1920. Si dice che la storia venne venduta alla rivista per centocinquanta dollari. La mia copia fa parte dei libricini che il Corriere della Sera includeva nel numero del Lunedì, se non vado errato, circa un anno fa o forse più. Quelli che chiamavano Twin Stories.
A parte la solita bravura di F. S. Fitzgerald nel mischiare la grazia della scrittura vittoriana con quel periodo letterario che lui più tardi definì l'età del Jazz che diede voce ai giovani, qui appare un'atmosfera per certi versi maledetta. Il lettore attento se ne accorge alla fine, ma ne intravede l'ombra già a metà racconto. “La coppa di cristallo” ruota attorno alla famiglia Piper lungo un periodo di circa un ventennio.

TRAMA
Una coppia entra in crisi per una scappatella di Evelyn Piper che il marito Harold scopre. Al centro del loro rapporto tutto in discesa c'è una coppa di cristallo che era stata regalata a Evelyn da un suo innamorato prima che lei sposasse Harold. La maledetta coppa di cristallo, quasi vivente e oppressiva, si inserisce nella vita dei due e “interviene” subito prima di un party in casa dei Piper, “provoca” un incidente alla figlioletta Julie e in qualche modo “causa” addirittura una tragedia che inaspettatamente dà avvio al declino della famiglia Piper.
Il mio voto è 3,5/5. Fitzgerald ha scritto racconti più belli ma questa particolare novella è forse, nel suo insieme, insolita rispetto a molti dei suoi altri lavori brevi. Sembra quasi, a tratti, specialmente alla fine, che abbia un alone macabro. Forse c'è anche un po' di Edgar Allan Poe o di Lovecraft; il gotico e il “decadentismo” compare qua e là. O forse è solo la mia impressione. Ottimo racconto, senza dubbi. Se non altro per lo stile sempre impeccabile.