New Orleans, un'estate degli anni Venti. Un gruppo di artisti, intellettuali e giovani vari è imbarcato sul panfilo di una ricca mecenate. Durante quattro giorni di crociera sul lago, scanditi dagli attacchi di zanzare, ciascuno persegue le sue fissazioni: alcol, sesso, teorie sull'arte, critica letteraria. Con questo suo secondo romanzo, del 1927, Faulkner scrive la sua opera comico-erotica guardando soprattutto all'Ulisse di Joyce uscito pochi anni prima, a cui fa più volte riferimento. Ma il mondo rappresentato è quello di Fitzgerald, del proibizionismo, delle flappers, le ragazzine con i capelli alla maschietta che seducono molto più di quanto svogliatamente concedono. Un libro divertente, con personaggi quasi caricaturali e gag da slapstick, ma spietato. Alla fine ci si domanda se le fastidiose zanzare del titolo siano per Faulkner gli insetti o gli umani.

Un libro divertente? Ma dove
Io mi sono annoiata dalla prima all'ultima pagina!
A mio avviso si vede l'inesperienza dello scrittore in queste pagine. Troppi dialoghi, la storia non scorre, annoia, è ridondante.
Penso di capire perchè questo libro di Faulkner non abbia riscosso successo.
Volevo tuffarmi in questo autore non ricadendo nelle classiche scelte, ma forse sarebbe stato meglio se avessi letto uno dei libri per i quali ha riscosso successo in tutto il mondo.