Sottotitolo : Avventure e recuperi del più grande agente segreto dell'arte.

Quanti di voi se dico Rodolfo Siviero saprebbero dirmi chi è? Temo pochi. Io prima di leggere la sua vita in questo libro non sapevo della sua esistenza.
Eppure è stato un personaggio importante per la storia del nostro patrimonio artistico, nemmeno i libri di scuola ne parlano.
Rodolfo è un “toscanaccio”, personaggio discusso e spesso criticato. Dallo stile di vita un po' d'annunziano e dai modi spicci, grande appassionato d'arte.
Durante la seconda guerra mondiale, prima clandestinamente poi, a guerra finita, in maniera ufficiale, riuscì a recuperare centinaia di opere d'arte italiane trafugate dai tedeschi.

Quello che colpisce di più leggendo questo saggio è come l'interesse del mondo politico italiano per l'arte non sia minimamente cambiato in tutti questi anni. Ovvero è sempre scarso.

Siviero non ha mai ricevuto dallo Stato un serio riconoscimento per il suo operato. Il suo Ufficio Recuperi sebbene riconosciuto ufficialmente, non venne mai finanziato dallo Stato. Lo stesso Siviero non percepì mai un degno stipendio (pagava i suoi collaboratori di tasca propria) né una pensione.
Ma non per questo rinunciò alla sua missione di riportare in Italia e agli italiani le opere rubate durante la guerra. Si dedicò a questa sua missione fino alla morte, nel 1983.

“Siviero non rinuncia di certo, malgrado qualche scontentezza, al suo obiettivo primario, quello di istituire un organismo trasversale per la salvaguardia del patrimonio culturale e dell'ambiente […] e nel 1976 fonda una Commissine per la difesa e la conservazione dei monumenti, delle opere d'arte e delle bellezze naturali. […] Le iniziative della Commissione non trovano poi largo spazio e ascolto ma, accanto ad altre associazione della società civile, quali Storica Italia Nostra e Fondo Ambiente Italiano, sollevano voci di protesta verso azioni non ritenute idonee alla protezione dei beni artistici”

Il 15 agosto 1973 Siviero scrive nel suo diario: “Nei politici in fondo c'è tanta timidezza verso la cultura, questi quadri sono cose strane, anche belle, maper loro soprattutto inutili e quando devono interessarsene, che non sia per ragioni politiche, risultano anche fastidiose. <in fondo ne abbiamo tante...> questo è il loro pensiero”

Nel 1975 recupera la bella Croce di Visso scrive: “ L'aveva un tedesco tanto per cambiare, e con piacere gliel'ho levata di mano! Quando ritrovo qualcosa di bello dopo che è stato nascosto per lungo tempo, per un momento provo la gioia di averlo resuscitato. Poi l'indifferenza, come la nebbia, nasconde immagini e sentimenti”

Nel 1982 Rodolfo ormai vecchio e malato, venne addirittura accusato di “esportazione abusiva di opere d'arte e usurpazione di pubbliche funzioni”. Scriverà “ morirò povero ma in piedi, avere carattere per i cialtroni significa avere un brutto carattere! Il nostro mondo è una fogna di lumaconi senza guscio”