Lessi "Un sogno di ragazza" in questa edizione di lusso con copertina rigida della Donzelli Editore. All'interno ci sono delle illustrazioni di Martha Rich. Dei bellissimi acquarelli che accompagnano la storia che Fitzgerald avrebbe voluto sul grande schermo. E, a mio modesto parere, sarebbe potuta essere una trasposizione cinematografica di buon successo, con due bravi giovani attori. Ci vedrei un Di Caprio di una decina di anni fa e una giovane e bella attrice (che al momento non saprei individuare).

INCIPIT
Intorno alle dieci e mezzo di ogni sabato sera, Yanci Bowman sfuggiva al suo accompagnatore con qualche garbato sotterfugio e dalla pista da ballo guadagnava una buona posizione con vista sul bar del circolo. Appena scorgeva il padre, nel caso che fosse rivolto verso di lei, gli faceva un cenno, altrimenti mandava un cameriere a richiamare la sua attenzione e fargli notare la sua presenza incombente.

TRAMA (Possibili SPOILER)
Lei è la più irresistibile della città - una città sulle sponde del Mississippi, proprio come la Saint-Paul di Fitzgerald. E lui, l'uomo con cui lega ogni speranza di realizzare la vita dei suoi sogni, nemmeno a farlo apposta si chiama Scott.
Lasciata la squallida monotonia del Midwest, la scena su cui prende vita il grande bluff orchestrato dalla caparbia Yanci è una smagliante New York anni venti, fatta di Hotel Ritz, matinée, caffè alla moda, ristoranti esclusivi, negozi lussuosi - il bel mondo che nella realtà tanto seduceva lo scrittore e la sua Zelda.
L'intreccio è struggente, il ritmo incalzante. Un imprevisto dopo l'altro, la ragazza più gettonata della provincia americana si ritroverà ad un passo dal baratro, come sempre in Fitzgerald. Ma Yanci non è Gatsby, e il disincanto del narratore non ha ancora preso il sopravvento sulla sua voglia di raccontare il fascino del sogno americano, sempre in bilico tra amore e successo, glamour e seduzione, vulnerabilità e malinconia.
Ad attendere la ragazza dagli occhi blu scuro in fondo alla Quinta Strada (e il lettore all'ultima pagina) sarà un finale da cinemascope, tanto più avvincente in quanto inaspettato dalla penna del grande maestro americano.

CONSIDERAZIONI PERSONALI (Possibili SPOILER)
Il racconto è comparso per la prima volta su "The Saturday Evening Post" nel febbraio del 1922.
Raramente un racconto breve ha suscitato in me bramosia e impazienza di arrivare alla fine. Perché è proprio fino alla fine che la storia ti porta; è l'ultimissima pagina che rivela il motivo dell'insistenza e della caparbietà di Scott nel corteggiare Yanci. L'abilità e la capacità di Fitzgerald di far sì che il lettore "suggerisca" a un personaggio fittizio di un racconto di smetterla con certi comportamenti è, questa volta, davvero sorprendente. Mi sono straordinariamente stupito di consigliare fermamente (e a voce alta!) a Yanci, mentre proseguivo con la storia, di ammorbidire la sua cocciutaggine. Il suo piano aveva ormai funzionato, ma se "mi avesse ascoltato", il racconto non sarebbe stato più lo stesso e la quintessenza del suo valore avrebbe perso la sua preziosità.