Tutti hanno sentito parlare di Fausto Coppi, anche chi non Ŕ appassionato di ciclismo; lui rappresentava la rinascita dell' uomo nel dopoguerra, l' uomo povero, figlio di contadini, che ottiene il successo contando solo sulle proprie forze.
Ma in questo libro (con una copertina orrenda che scoraggerebbe chiunque, con tutto quel rosa) si racconta anche di Giulia Occhini, la donna che l'am˛ pur non avendone il diritto, in quanto sposata con un altro uomo.

La scrittura Ŕ semplice e un po' romanzata, ma la storia Ŕ molto interessante.
Fausto e giulia si innamorarono che lui era giÓ un campione; entrambi sposati e con figli la loro storia divenne subito di dominio pubblico. I pi¨ giudicarono male la scelta di entrambi di abbandonare le loro famiglie, ma chi ne fece le spese fu giulia che venne persino denunciata per abbandono del tetto coniugale e finý in prigione.
ChissÓ se il loro amore sarebbe sopravvissuto alla lontananza di lui, alla gelosia di lei, alla fine di quella passione che coinvolge un po' tutte le storie d'amore, ma che poi passa, col tempo.
Giulia non ne esce come un personaggio simpatico: nonostante al giorno d' oggi il divorzio sia normale e quindi non la si giudichi pi¨ sotto quel punto di vista, traspare dal libro la sua dipendenza da fausto, l'amore eccessivo ( che la porterÓ a dire quella tremenda frase sui suoi figli, alla morte improvvisa di lui), la sua prepotenza e un po' di snobismo e superficialitÓ ( memorabile quando compra la barchetta al figlio Maurizio)

Interessantissimo il contesto storico che la de Stefano riesce a ricostruire tra le pagine senza risultare pesante.