ATTENZIONE SPOILER

In un’Inghilterra scampata alla guerra nucleare e oppressa da una dittatura poliziesca, un uomo dal volto coperto da una maschera inizia la sua rivolta contro gli uomini del potere. Il suo nome è V, e vuole vendicarsi di coloro che l’hanno internato in un campo di concentramento e l’hanno sottoposto a crudeli esperimenti medici. In un mondo orwelliano in cui gli altoparlanti diffondono le notizie ufficiali dell’emittente del regime, la Voce del Fato, V cerca di spingere la gente all’insurrezione. V for Vendetta è una storia di straordinaria potenza e suggestione, una drammatica rappresentazione della perdita della libertà e dell’identità in un mondo totalitario che, all’inizio degli anni Ottanta, ha segnato una svolta nella narrazione a fumetti.


”Buona sera, Londra.
Pensavo fosse ora di scambiare due chiacchiere.”


Questo racconto è una sorta di ucronia nazista, dove nei panni del cattivo troviamo l’Inghilterra, e quale avversario potrebbe mai essere più indicato di un tizio con la maschera di Guy Fawkes?
Un regime fascista, totalitario, il grande fratello, la violenza fisica e psicologica, le regole ferree, l’ambiente ostile, insomma tutto ciò che incarna una organizzata e tirannica dittatura contrapposto alla propria antitesi… l’anarchia.
V è un personaggio davvero eccentrico, e non mi riferisco solo al fatto che si esprima in modo bizzarro. Nella prima parte del libro egli è letteralmente Vendetta; vendetta contro i boia del campo di concentramento Larkhill che avevano condotto esperimenti sulle persone e poi fatto carriera, quegli stessi esperimenti che gli si sono rivoltati contro rendendo V quello che è. Apro una parentesi per dare un piccolo consiglio, cercate di memorizzare bene nomi e volti di tutti i personaggi man mano che li incontrate, altrimenti rischiano di sembrarvi tutti uguali, cattivi accoppati senza distinguerli l’uno dall’altro. Tornando a noi, dopo questa prima fase vendicativa V diventa ancor più pericoloso per il proprio nemico (l’autorità), più devastante di qualsiasi bomba e letale di ogni assassinio egli incarna qualcosa che non si può uccidere… un ideale (“e le idee sono a prova di proiettile”), al suo fianco, dopo che le ha fatto toccare il fondo, Eve. Ora non siamo più di fronte ad un sol uomo contro tutti, ma ad un fenomeno che si diffonde a velocità esponenziale e risveglia le persone dal loro letargo mettendole di fronte ad un concetto di libertà nuda e cruda, una cosa che scatena il caos per le strade di Londra. Dopotutto il nostro protagonista afferma che:
“Due facce indossa l’anarchia, il creatore e il distruttore.
I distruttori fanno cadere imperi; e fanno delle macerie un canovaccio perché i creatori possano costruire un miglior mondo.”
Il finale del volume ne è un esempio lampante, dove coperti dal trambusto persino all’interno del partito tutti cercano di farsi le scarpe, anche loro consapevoli che ci sarà una sorta di nuovo inizio… quest’ultima parte non mi ha convinto granché, il protagonista si perde parecchio in chiacchiere (molto più di quanto abbia fatto sinora) e a causa del gran casino ognuno bada a se stesso con i vari eventi che poi si vanno ad incastrare tutti un po’ così quasi per caso (anche se in realtà era V che aveva sempre orchestrato il cervellone del Fato). Non lo so, è stato come assistere ad un epilogo che è andato troppo dilungandosi e ad essere sincero è stato decisamente meno teatrale di quanto mi sarei aspettato data l’impostazione del racconto.
Resta comunque un’ottima lettura in linea di massima e ancor di più se apprezzate titoli quali 1984, Fahrenheit 451 o simili; una graphic novel (mi sento sempre un fichetto pomposo quando uso questo termine) con gli attributi.


P.S.
Se volete leggervelo senza spendere i circa 30 € dell’edizione deluxe, innanzitutto potete chiederlo in biblioteca perché di solito ce l’hanno, oppure ne esiste anche un’edizione economica (posto la foto della copertina qui sopra) edita dalla PMA – collana grandi storie n.4 il cui prezzo di copertina è 5,90 € (possono pure variarvelo un po’ ma non si discosta molto), contiene l’intera storia ed in giro se ne trovano ancora.