Dalla quarta di copertina:
«In Africa, alcune tribú della foresta equatoriale ritengono che quando un malato guarisce deve cambiare nome, e prenderne uno nuovo. La persona malata è morta, e quella che è riemersa è un'altra. Ciò perché al nome resta attaccata l'identità di prima, con tutto quel che ne consegue: sfortuna, destino e cosí via. La guida di Molanda le aveva assicurato che i bianchi non credono a certe superstizioni. E cosí, da quando era tornata in Europa, dopo tanti smarrimenti - risanata, o soltanto liberata - lei aveva ritrovato il nome che era sempre stato il suo: Annemarie».

Il personaggio:
Annemarie Schwarzenbach (1908-1942) fu scrittrice, archeologa, fotografa, giornalista, una donna colta, raffinata e bellissima, che «sembrava incarnare tutta la storia d'Europa». Figlia di un ricco industriale zurighese, avrebbe potuto godere di un'esistenza agiata e comoda; per essere fedele a se stessa, invece, scelse una vita irregolare e scandalosa, sempre in fuga, sempre in viaggio, dalla Persia agli Stati Uniti fino in Congo, alla ricerca di «nient'altro che se stessa».

Ho affrontato come prima lettura della Mazzucco questa biografia romanzata di A.S, una lettura che non lascia indifferenti, il romanzo comincia con l'incidente che fu la causa della morte di Annemarie, un personaggio affascinante, controverso, preda di un male di vivere che la condurrà all'inferno sulla terra...durante la lettura mi è stato di sollievo sapere che era morta presto, ho pensato che così avesse smesso di soffrire...sono tanti i sentimenti che smuove Annemarie...l'avrei presa a ceffoni una pagina si e una no, ma anche tanta pena, pena e rabbia per come non sapesse controllarsi mai, non vedesse gli amici opportunisti, non capisse che la libertà è responsabilità...pena per quella vita sempre in preda alle passioni dove comunque l'ego era sempre prioritario, una giovane donna perennemente adolescente in un'Europa difficile da vivere, essendo alle porte il nazismo, la guerra, di conseguenza i guai economici della famiglia. Annemarie insegue un sogno, scrivere, ed è fortemente plagiata dai gemelli Mann, figli di Thomas Mann, che tra le altre cose la iniziano al consumo di morfina, di li, la sua vita sarà un precipitare.
Solo in ultimo mi sono resa conto che mi dispiaceva il fatto che fosse morta così presto....aveva trovato la sua dimensione, morì quando finalmente aveva trovato la pace interiore.
Penso che la Mazzucco sia stata grande in questa biografia, le ultime pagine sono dedicate a ciò che ha trovato in Engadina della famiglia di Annemarie, foto, scatole di foto scattate dalla madre, e relative percezioni che ha avuto.