In una sperduta fattoria del Sudafrica, Magda, la protagonista di questo romanzo feroce e appassionato contempla la vita da cui è stata esclusa. Ignorata da un padre indifferente, disprezzata e temuta dalla servitù, è una donna intelligente e disillusa, la cui mansuetudine esteriore nasconde il disperato proposito di "non essere tra chi è stato dimenticato dalla Storia". Nella narrazione la realtà si confonde con i timori e le angosce visionarie di Magda, dove esplodono le tensioni tra colonizzatore e colonizzato e tra gli struggenti desideri europei e l'immensità e la solitudine dell'Africa. Una prosa ricca e drammatica, in cui l'autore trasforma una vicenda familiare nel cuore del Sudafrica in uno specchio amaro dell'esperienza coloniale.


le prime 60 pagine le ho lette tutte d'un fiato! e sarei andata avanti a leggerlo tutto di fila... è un romanzo molto crudo, forte, dove le allucinazioni da claustrofobia mentale della protagonista si fondono ai fatti reali, tanto che non si capisce cosa accade davvero e cosa accade solo nella sua testa. Claustrofobia che l'autore trasmette anche al lettore, che a tre quarti del romanzo vorrebbe fare a pezzi il libro, o la protagonista... ma la forza di questo libro è che ti si incolla... insomma in un paio di giorni ho avuto un rapporto di amore e odio con questo romanzo che mi ha folgorato.
E' il secondo che leggo dell'autore e credo che mi cimenterò in una full immersion!
Consigliato, ma non per tutti.