Sottotitolo: Luciano Bianciardi a Milano.
"Ma chi è stato Bianciardi? Corrias lo racconta attraverso la ricostruzione di una Milano che non c'è più e le testimonianze degli amici a proposito di questo intellettuale anarchico, disadattato e solitario che guardava con sguardo grottesco e caustico le luci del Miracolo Economico. "Un arrabbiato vero" secondo Oreste del Buono, "l'ultimo romantico" per Giovanni Arpino. Bianciardi arriva da Grosseto a Milano nel '54 con l'intenzione di far saltare in aria la sede della società mineraria per la quale avevano lavorato, trovandovi la morte per uno scoppio di grisou, 43 operai. Lavora invece con Giangiacomo Feltrinelli a mettere in piedi la casa editrice. Fa il traduttore, lo scrittore, il lavoratore a cottimo, tormentato e angosciato sino alla morte." da Feltrinelli

Stupenda biografia di un autore scomodo e dimenticato ma con il quale siamo debitori perché chiuso nella sua stanzetta traduceva a cottimo Henry Miller, Samuel Faulkner, Norman Mailer, Saul Bello*. Si consumava la salute e i nervi in quella Milano che stava iniziando ad annegare nei soldi e nella moda fine a sé stessa. E' una carrellata di personaggi che oramai non ci sono più, alcuni famosi, alcuni dimenticati come Bianciardi stesso. E' una Milano difficile da riconoscere dove Brera era un quartiere di artisti squattrinati, dove si poteva ancora respirare l'aria bohemien intellettuale e geniale di artisti come Piero Manzoni.