"Sono già passati quasi dieci anni, da quando accettai di scrivere la biografia del pittore di scuola giapponese Onuki Keigaku, su richiesta della sua famiglia. Ancor oggi però non ho tenuto fede al mio impegno. La primavera scorsa, quella stessa famiglia mi ha mandato da Kyoto un formale biglietto d'invito alla cerimonia del tredicesimo anniversario della morte dell'artista, cerimonia che si sarebbe celebrata in un tempio zen della città; all'invito era accluso un cartoncino di risposta per confermare o meno la mia presenza." Incaricato di scrivere la biografia di un pittore giapponese affermato, il narratore trasferisce piano piano il proprio interesse sulla figura del falsario Hara Hosen, compagno di gioventù dell'artista, che nonostante le grandi potenzialità iniziali aveva poi condotto una vita oscura e sfortunata, dipingendo copie dell'amico. Con uno stile particolare, pacato, apparentemente divagante, ma che sfocia in improvvise rivelazioni, Inoue ci avvicina con solidarietà e compassione all'essere umano nel suo momento più amaro, della disillusione e della sconfitta.
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Il libro in questione è molto corto (76 pagine) e mi ha fatto trascorrere un paio di orette di relax, lo stile è molto pacato e la descrizione procede con una tranquillità incredibile, il libro descrive da un punto di vista esterno la vita di un falsario di opere d'arte, e come sopra descritto con un incredibile umanità, compassione e solidarietà.
A mio avviso non è un testo che passerà alla storia ma sono comunque contento di averlo acquistato e letto, per riassumere le mie sensazioni in un commento potrei dire: "carino"

Voto 3/5

p.s.
Differentemente ad altri testi giapponesi che ho letto, non contiene quelle che io definisco le "giapponesate" ovvero l'esasperazione su carta del pensiero e della cultura del sol levante, non so se riesco ad esprimere il concetto