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Moby Dick

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Discussione: Melville, Herman - Moby Dick

  1. #1
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    Predefinito Melville, Herman - Moby Dick

    Provo a colmare una...voragine (più che una lacuna )



    MOBY DICK - Herman Melville

    Trama Moby Dick è un'enorme balena dalla "testa bianca, dalla fronte rugosa e dalla mandibola storta", che vive nei Mari del Sud. Tutti i cacciatori di balene ne temono la malvagità e l'astuzia.
    Tra le sue vittime vi è il capitano Achab, coraggioso uomo di mare, al quale il mostro marino aveva, qualche anno prima, maciullato una gamba e inferto dolorose ferite.
    Il capitano Achab nutre un odio viscerale per la balena, nella quale vede il simbolo del male e delle cieche e brutali forze della natura. Decide così di darle la caccia per ucciderla. Assolda un gruppo di uomini, tra cui vi sono gli ufficiali Starbuck, Stubb e Flask, i ramponieri Quiqueg, Tashtego e Deggu, e salpa dall'isola di Nantucket, nel Massachussets, a bordo della baleniera Pequod.
    I vari momenti del romanzo vengono raccontati da Ismaele, un giovane marinaio americano che si era imbarcato per desiderio di avventura..
    La baleniera naviga attraverso l'Oceano Atlantico, con la prua rivolta sempre verso sud, finchè giunge nei pressi del Capo di Buona Speranza, nella punta estrema dell'Africa, dove vengono avvistati spruzzi argentei che fanno pensare alla presenza della mostruosa balena.
    La nave prosegue il viaggio attraverso l'Oceano Indiano per giungere nella zona dell'Oceano Pacifico, in cui qualche anno prima il mostro aveva inferto la mutilazione al coraggioso capitano, ed ecco che agli occhi increduli dell'equipaggio compare l'enorme mole della balena bianca. Inizia così l'ultimo duello tra Moby Dick e il capitano Achab.


    Commento Romanzo mostre, e quindi totale.
    Libro di avventure, manuale operativo per la caccia alle balene, racconto epico, opera di altissimo valore morale e simbolico, di profonda ispirazione religiosa e linguistica.
    Quando uscì, fu accolto come "il libro è scritto da un pazzo"; e in effetti per lungo tempo è stato sottovalutato. La critica letteraria, accecata di modernità, ha letteralmente dimenticato il lato oscuro delle cose, che è ciò che crea la storia nascosta del genere umano e che è la causa prima di ogni spinta culturale che determina la generazione di capolavori in ogni campo delle arti umane. E Moby Dick è senza dubbio un capolavoro senza tempo.
    Cosa volle dire veramente Melville, in questo conflitto tra Achab e la balena bianca, conflitto che assume i toni di una battaglia cosmica in cui anche il cielo sembra spaccarsi ed essere coinvolto in questa guerra eterna? L'Uomo può lottare contro la Natura ma non piegarla del tutto, perchè questa risponde a delle leggi che sfuggono al controllo dell'Uomo. E' vero che alla fine gli abissi del mare si aprono, ma solo per nascondere meglio il loro segreto.
    Moltissime le digressioni, le pagine "tecniche" che parlano di pesca, astrologia, filosofia. Questo può rendere la lettura faticosa, se ci si aspetta un'avvincente caccia al mostro e nulla più. Io l'ho letto anni fa con la traduzione di Cesare Pavese, ma mi pare che la più digeribile, tra le tante in circolazione attualmente, sia quella fatta per l'edizione Mondadori.
    Ultima modifica di elisa; 09-23-2009 alle 10:34 PM. Motivo: edit caratteri

  2. #2
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    L'ho riletto recentemente e a parte il simbolismo "aperto" tra il capitano e Moby Dick la storia ti coinvolge proprio per la grandezza e l'ampiezza degli argomenti e degli spazi in cui si svolge la sfida e la vendetta.
    Simenon ha detto tutto posso solo confermare la bellezza e la fatica di questa lettura.

  3. #3
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    Questa è una grande opera. Uno dei migliori libri mai scritti.

  4. #4

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    l'ho appena riletto e la spirale ossessiva di achab ti avvolge e pervade tutto il romanzo come un monito di verità. Sempre grande.

  5. #5
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    grande lettura, a tratti faticosa, ma che soddisfazione!

  6. #6
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    è un poema epico ambientato nell'ottocento americano...è un macbeth degli albori dell'era industriale. Non avevo mai letto un libro così.

  7. #7

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    è una voragine anche nelle mie letture, mai letto, devo recuperare,
    vergogna vergogna vergogna, lo so

  8. #8
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    Grande lettura. Lettura epica.
    Come scrivevano e ricordavano i vitali Michelet e Carl Schmitt:
    Chi ha scoperto il globo terreste? La balena e il baleniere. Ciò indipendentemente da Colombo e cacciatori d'oro; i quali trovarono solo ciò che già le stirpi di pescatori del Nord, della Bretagna e dei Paesi Baschi avevano trovato. I cacciatori di balene sono l'espressione più alta del coraggio umano. Senza la balena i pescatori si sarebbero tenuti sempre solo nelle vicinanze della costa. La balena li ha attirati verso l'oceano, emancipandoli dalla costa. La Balena è stata la nostra guida. Non a caso, aggiungerebbe Mizar, una delle arcaiche kenningar per mare, era 'via della balena'. Questi figli del mare - nostri trisavoli - solcavano il dorso con strumenti essenziali: strumenti di mano, di polso, muscolari. Dinanzi alle distese sconfinate, all'alburneo dei ghiacci, dinanzi ad enormi esseri che pesci non sono, ma mammiferi, l'uomo era nudo, in profondità ancestrali.
    Questo è lo scenario mitico che sceglie, che definisce vita ed opera di Melville.
    La Balena è mostruosa, bianca come i ghiacciai ed intollerabile alla vista perché ossessione irrazionale quasi lovecraftiana. La quest, il rincorrere un essere mostruoso, gigantesco, allucinatorio, irrazionale quale emblema di una immanente e primitiva o primigenia caoticità del cosmo, è il tema. Come scriveva Schmitt, la Balena 'attira l'uomo lontano dalla costa'; ma la ricerca diviene incontrollata, eroica ma tragica: diviene ossessione, insensatezza cosmica. Cosmica come cosmo lucreziano o come cosmico diviene quel respiro del libro stesso - incedente ed incalzate, ma lento, virile in passo d'iperbole vertiginosa.
    Significativamente, la schiuma marina si chiude sul capitano Ahàb come si chiude sul focoso dantesco Ulisse.

  9. #9
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    Ho finito di leggere il libro qualche giorno fa, e l'ho trovato avvincente. Al punto tale che mi sono chiesto come mai alcuni anni or sono, per ben due fiate, ne interruppi la lettura. Stavolta l'ho trovato persino scorrevole: evidentemente devo essere molto cambiato. Comunque, è stato un vero piacere ritrovare la "locanda dello sfiatatoio", la zuppa di pesce (a proposito di pesce, nelle ultime tre settimane non ho potuto fare a meno di mangiare sardine all'olio d'oliva quasi quotidianamente), la bistecca di balena (che ho potuta realmente gustare in occasione di un viaggio in Norvegia), ed il (buon) selvaggio Queequeg.
    In quasi ogni pagina si trova una massima valida ancor oggi.
    Indubbiamente un libro da non lasciarsi sfuggire.
    Ciao!

  10. #10
    ~ Patrizia ~
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    L'avventura che si arricchisce di forti significati simbolici: la lotta del bene contro il male, i valori umani contro le forze superiori della natura e l'ineluttabilità del destino.
    Grandissima intensità nell'ultimo monologo di Achab. Tensione estrema che si placa solo nel nulla, nel vuoto totale.
    Da leggere.

  11. #11
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    In libreria ho visto esposte due edizioni di questo classico, l' edizione Adelphi (tradotta da Cesare Pavese) e l'edizione Feltrinelli curata da Alessandro Ceni

    Quale mi consigliate?

  12. #12
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    Un grande classico della letteratura gay. E un gran mucchio di teorie scientifiche datate... "Balena volpe"... Seh...
    La bellezza dei suoi personaggi e del modo di scrivere di Melville lo rendono un must read, a mio parere.

  13. #13
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    Citazione Originariamente scritto da Sopraesistito Vedi messaggio
    Un grande classico della letteratura gay.
    Io l'ho letto tanti anni fa e può essermi sfuggito qualcosa, perciò non capisco quello che dici.
    Puoi specificare meglio?
    Grazie

  14. #14
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    Citazione Originariamente scritto da Carcarlo Vedi messaggio
    Io l'ho letto tanti anni fa e può essermi sfuggito qualcosa, perciò non capisco quello che dici.
    Puoi specificare meglio?
    Grazie
    L'intero libro è colmo fino all'orlo di metafore e allusioni all'omosessualità, dovute al fatto che Melville stesso era probabilmente un omosessuale, sicuramente aveva esperienze al riguardo, com'era normale a bordo delle navi all'epoca. Dal rapporto di Ismaele con Queequeg, evidente soprattutto nei primi capitoli, a fette di narrazione più velate, Melville ha osato molto per esternare la sua sessualità.
    Se parli inglese puoi trovare un buon riassunto qui: Sex and the Sea: A Close Reading of Moby Dick

  15. #15
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    I ricordi che ho sono troppo vaghi.
    Quando lo rileggerò, ci starò più attento.
    Grazie

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