E’ un coinvolgente giallo storico ambientato a Parigi nel 1582.
L’intera famiglia di un noto libraio viene barbaramente massacrata. Sul luogo della strage un corvo morto e delle parole scritte in italiano con il sangue sono i segni misteriosi lasciati dagli assassini; si tratta sicuramente di tracce di una vendetta maturata in un ambiente colto, visto che una delle iscrizioni una citazione letteraria di Dante.
Il commissario Dagron, incaricato delle indagini, chiede a Giordano Bruno, a Parigi per ragioni di studio, di tradurre le iscrizioni; il filosofo viene immediatamente assorbito dall'enigmatico caso e impegna tutti i mezzi a disposizione (soprattutto la sua testa) per fare luce sul macabro delitto con l’aiuto del fedele Hannequin, un giovane studente di diritto, che trascrive la cronaca del caso.
L’indagine comporta necessariamente un’analisi storica del periodo, con rimandi ai numerosi fatti di sangue dell’epoca (tra cui il massacro degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo) e la soluzione del mistero rappresenta per Giordano la possibilit* di mettere in pratica le sue idee e ricerche astratte.
Il romanzo molto avvincente perché, accanto alle interessanti disquisizioni di questo singolare filosofo, l’autore riesce comunque a mantenere alto il livello di tensione dell’azione; un bellissimo cocktail tra spunti filosofici, giallo e affresco storico della Parigi del XVI secolo.