Raymond Gureme, ottuagenario sopravvissuto alle deportazioni degli zingari in Francia durante la seconda guerra mondiale, racconta la sua esperienza di vita.
Dopo un'infanzia spensierata trascorsa con la sua famiglia di nomadi circensi - da qui il titolo -, un giorno del 1940 le guardie irrompono nella roulotte del padre e Raymond viene trascinato con tutta la sua famiglia, come fossero fuorilegge, senza una spiegazione, in un campo in cui si patisce il freddo, la fame, la fatica, dove si subiscono angherie e umiliazioni. E' solo l'inizio della vita, a tratti da deportato e a tratti da fuggitivo, di Raymond: una vita dolorosa e straordinaria insieme. Raymond è una testa calda, che non si arrende alla reclusione o alle ingiustizie, e per questo passerà molti guai, eppure saranno proprio il suo carattere e il suo coraggio a salvare la vita a lui e ad altri in circostanze in cui non sembra esserci via d'uscita.
Questo libretto breve breve si legge con passione, con partecipazione, come fosse un romanzo, perché spesso la realtà va oltre la fantasia.
Una riflessione in più sul passato, su un pezzo di storia tremendo, agghiacciante, ma anche una riflessione sulla xenofobia che esiste ancora oggi e in maniera così accentuata, su quanto è facile, per ignoranza, odiare ciò che non si conosce e che, sempre per ignoranza, si ritiene causa dei mali della società; su quanto potrebbe essere facile, e questo fa rabbrividire, passare dalle parole ai fatti.