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Discussione: 19° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #31
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Mi piace molto questa poesia, la prima parte evoca efficacemente immagini frenetiche di vita cittadina moderna e trasmette un'ansia che si placa nel momento dell'incontro con la sconosciuta, e ancora di più, sconsolatamente, nella presa d'atto finale. Non so se ne ho colto appieno il significato, ma queste sono state le mie sensazioni leggendola: quasi si immagina la sua colonna sonora, prima martellante, poi dolce, quasi romantica e infine malinconica.
    grazie per le parole che trovo molto belle, come diversamente non possono da un'animo sensibile.
    il ritmo gioca in effetti ruolo essenziale nella poesia, con un flash di tipo onirico nel protagonista della breve durata dei pochi passi percorsi fianco a fianco -onirico perché la donna è del tutto inconsapevole di tali pensieri-.
    gli incroci tra le strade portano a camminare insieme ma metaforicamente, in maniera illusoria.
    senza nemmeno condividerne la consapevolezza.
    e poco dopo, al prossimo, le strade tornano a separarci. ma abbiamo davvero camminato insieme per un po'?

  2. #32
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Oggi proponiamo un'altra canzone-poesia, di tutt'altro genere C'è qualcunoooooo?


    Lontano lontano

    E lontano lontano nel tempo
    qualche cosa negli occhi di un altro
    ti farà ripensare ai miei occhi
    i miei occhi che t’ amavano tanto

    E lontano lontano nel mondo
    in un sorriso sulle labbra di un altro
    troverai questa mia timidezza
    per cui tu mi prendevi un po’ in giro

    E lontano lontano nel tempo
    l’espressione di un volto per caso
    ti farà ricordare il mio volto
    l’aria triste che tu amavi tanto

    E lontano lontano nel mondo
    una sera sarai con un altro
    e ad un tratto chissà come e perché
    ti troverai a parlargli di me
    di un amore ormai troppo lontano

    Luigi Tenco
    Quando ho ascoltato la prima volta questa canzone ero militare, a 800 Km. da casa (1966/67 - tornano i conti ?) e probabilmente mi colpì un po' più del normale. La canzone la trovo ancora molto bella, tanto che ogni tanto qualche nuovo interprete la riprende, e addirittura trovo il testo migliore del già bellissimo motivo musicale.

  3. #33
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Mi piace molto questa poesia...
    E mi piace poesia di Hot, e mio post precedente è un coplimento (magari è un complimento insulso e goffo), semplicemente come una letrice la vedo un po' diversamente dal poeta Per me è una storia di un uomo e di una donna che si amano, ma per diversi motivi non stanno insieme, ognuno ha la propria vita, lui ha una moglie lei ha un marito, Ma in un mare indifferente ed anonimo di teste , di Volti amici volti ostili volti indifferenti è un incontro… Sorpresa piacere speranza, agitazione... E poi goia, paura, la consapevolezza che non possono cambiare nulla... speranza di cambiamento…
    Se posso dire, non mi piace la frase troppi fogli ha ancora bianchi del destino il nostro libro, questa frase la trovo un po' banale, mi sembra Hot ha cambiato versione qualce volte?

  4. #34
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da shvets olga Vedi messaggio
    E mi piace poesia di Hot, e mio post precedente è un coplimento (magari è un complimento insulso e goffo), semplicemente come una letrice la vedo un po' diversamente dal poeta Per me è una storia di un uomo e di una donna che si amano, ma per diversi motivi non stanno insieme, ognuno ha la propria vita, lui ha una moglie lei ha un marito, Ma in un mare indifferente ed anonimo di teste , di Volti amici volti ostili volti indifferenti è un incontro… Sorpresa piacere speranza, agitazione... E poi goia, paura, la consapevolezza che non possono cambiare nulla... speranza di cambiamento…
    Se posso dire, non mi piace la frase troppi fogli ha ancora bianchi del destino il nostro libro, questa frase la trovo un po' banale, mi sembra Hot ha cambiato versione qualce volte?
    cara amica Holga
    come diceva Troisi, la poesia non è di chi la scrive ...
    avevo colto perfettamente che nel post precedente avevi espresso complimenti: non sei per niente goffa, e anzi dover ancora tradurre qualche pensiero dalla tua lingua all'italiana, ti rende forse più chiara in quanto più diretta.
    ti ammiro per questo impegno!
    la storia, come ho premesso iniziando questo post, può benissimo interpretarsi come dici tu.
    in fondo nella vita ad un certo punto le storie vissute brevemente e quelle immaginate finiscono per confondersi, mischiarsi, sovrapporsi ...
    la vita stessa é fatta di esperienze vere e di intenzioni, relazioni vere, illusioni, speranze, entusiasmi, delusioni, ...
    molto labile ed incerto é il confine tra stabilità e schizofrenia. accade al limite di rifugiarsi in mondi creati da noi stessi nel nostro subconscio ...
    vogliamo vedere ciò che non c'è e non vediamo ciò che è a un passo da noi.
    non credo però che tuo marito potrebbe scriverti questa poesia se l'interpretazione fosse quella che tu dai: in quel caso dubito infatti potrebbe essere poetico...
    per finire, la frase incriminata non convinceva del tutto neanche me. ma non nel significato, bensì nella forma, che se n'è uscita in uno stile troppo antiquato rispetto al resto del componimento. ed in questo concordo possa suonare un pochino stonata, quasi artificiosa, come certe filastrocche per la scuola. tu però quarda il senso, che è ciò che più conta. se vuoi prova ad attualizzarla ad es. così:
    "il libro del nostro destino, ha ancora troppe pagine vuote"
    o in altri modi, come preferisci.

    grazie Holga.
    un abbraccio.

  5. #35
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    ...troppi fogli ha ancora bianchi del destino il nostro libro...

    è un vecchio retaggio del nostro amico Cino da Pistoia...vero hot?

  6. #36
    d'ya think i'm stupid?
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    ...troppi fogli ha ancora bianchi del destino il nostro libro...

    è un vecchio retaggio del nostro amico Cino da Pistoia...vero hot?







    et sacra di nostra vitae pergamena
    d'oca algida penna in calamaio intrisa
    saziarsi a piè sospinto brama ognor ...


    Cino d. P.
    Ultima modifica di HOTWIRELESS; 10-21-2015 alle 10:09 PM.

  7. #37
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    A Giulia

    Ti ho cercata a lungo
    senza conoscere il tuo viso
    la tua voce
    il tuo profumo.
    Invano ti ho cercata nelle canzoni
    e nelle poesie maledette dagli uomini delusi
    perché fanno innamorare dell’amore,
    così come l’amore maledice
    gli uomini che non amano.

    E tu che eri già in me
    non parlavi
    non vedevi
    non giuravi
    non piangevi l’assenza
    dei miei occhi
    dei miei baci
    ma giacevi silenziosa
    come io nella pace
    del ricordo del tuo viso
    del tuo profumo
    della tua voce

    Come impatto questa poesia sembra semplice ma se la si legge con attenzione non lo è, non so se l'ho interpretata nel modo giusto ma penso che si riferisca ad un amor (Giulia) che rispecchia ciò che inconsciamente il poeta desiderava prima di incontrarla. Non ho capito però la strofa che si riferisce alle canzoni maledette etc.

  8. #38
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    Predefinito Una delle rose di R.M.Rilke

    Rosa, contraddizione pura, voglia
    di essere il sonno di nessuno
    sotto tante palpebre.
    (Rose, oh reiner Widerspruch.
    Lust,
    Niemandes Schlaf zu sein
    unter soviel
    Lidern.)

  9. #39
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    A Giulia

    Ti ho cercata a lungo
    senza conoscere il tuo viso
    la tua voce
    il tuo profumo.
    Invano ti ho cercata nelle canzoni
    e nelle poesie maledette dagli uomini delusi
    perché fanno innamorare dell’amore,
    così come l’amore maledice
    gli uomini che non amano.

    E tu che eri già in me
    non parlavi
    non vedevi
    non giuravi
    non piangevi l’assenza
    dei miei occhi
    dei miei baci
    ma giacevi silenziosa
    come io nella pace
    del ricordo del tuo viso
    del tuo profumo
    della tua voce

    Come impatto questa poesia sembra semplice ma se la si legge con attenzione non lo è, non so se l'ho interpretata nel modo giusto ma penso che si riferisca ad un amor (Giulia) che rispecchia ciò che inconsciamente il poeta desiderava prima di incontrarla. Non ho capito però la strofa che si riferisce alle canzoni maledette etc.
    ...devi interpretarli come "maledette dagli uomini delusi"...così è più chiaro il senso...
    Sono le canzoni e le poesie che hanno "fregato" gli uomini con l'animo più sensibile nei confronti dell'amore e delle donne.
    Io sono uno di quelli

  10. #40
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    Abbiamo un'altra proposta Chi vuole può commentarla e naturalmente vale anche per quelle precedenti.

    Una delle rose di R. M. Rilke

    Rosa, contraddizione pura, voglia
    di essere il sonno di nessuno
    sotto tante palpebre.
    (Rose, oh reiner Widerspruch.
    Lust,
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    unter soviel
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  11. #41
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Io questa volta ho scelto il testo di una canzone che per me è poesia

    Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare
    respiro al largo, verso l'orizzonte.
    Genova, repubblicana di cuore, vento di sale,
    d'anima forte.
    Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi,
    parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi.
    Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido
    d'Africa nera.
    Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.
    Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;
    facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.
    Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane
    guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare;
    una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini.

    Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
    Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
    piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
    la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
    sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza.
    Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione,
    Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione.
    Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
    e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia.
    Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso,

    appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso;
    marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite
    dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.

    Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
    ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.
    Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene.
    Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene.
    Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione,
    dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione,
    come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare
    una vita troncata, tutta una vita da immaginare.
    Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare,
    c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare.
    La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
    Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.

    La "salvia splendens" luccica, copre un'aiuola triangolare,
    viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare.
    Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.
    Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita

    Piazza Alimonda - Francesco Guccini
    Sono molto indietro con i commenti vediamo di recuperarne qualcuno
    In genere quando succede qualche fatto particolarmente grave tutti ricordano cosa stavano facendo in quel commento (tutti gli americani - di età compatibile - ricordano cosa stavano facendo al momento dell'uccisione di Kennedy, tutto il mondo - sempre di età compatibile - ricorda cosa stava facendo al momento del crollo delle Torri Gemelle) io invece ho conosciuto "i fatti" di Genova solo parecchi giorni dopo, è uno dei lati positivi o negativi del lavorare d'estate a ritmi frenetici e non guardare la tv.
    Amo questa canzone perché pone l'accento sulla città di Genova, una città che con quei "fatti", con quella violenza non aveva, e non ha avuto, nulla da spartire, avendoli dovuti subire quei "fatti" e quella violenza, una città che ha continuato a portarne silenziose cicatrici anche quando il resto del mondo quei "fatti" li aveva ormai archiviati o peggio dimenticati.
    Genova non è la città che il mondo ha conosciuto nel 2001, quella gente che seminava panico per la città nulla ha a che vedere con questa bellissima città.

  12. #42
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    Citazione Originariamente scritto da Volgere Altrove Vedi messaggio
    Rosa, contraddizione pura, voglia
    di essere il sonno di nessuno
    sotto tante palpebre.
    (Rose, oh reiner Widerspruch.
    Lust,
    Niemandes Schlaf zu sein
    unter soviel
    Lidern.)
    Nella mia enorme ignoranza ho scoperto adesso che questi versi sono molto conosciuti e che costituiscono l'epitaffio autografo voluto da Rilke. Di certo è un mio limite ma, pur essendo sensibile alla musicalità di questi versi, non riesco a interpretarli o a comprenderli, né ho trovato in rete alcuna spiegazione convincente o soddisfacente. Qualcuno può aiutarmi?

  13. #43
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    Bello!
    Sentiamo gli amici.

    V.A.

  14. #44
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Nella mia enorme ignoranza ho scoperto adesso che questi versi sono molto conosciuti e che costituiscono l'epitaffio autografo voluto da Rilke. Di certo è un mio limite ma, pur essendo sensibile alla musicalità di questi versi, non riesco a interpretarli o a comprenderli, né ho trovato in rete alcuna spiegazione convincente o soddisfacente. Qualcuno può aiutarmi?
    Le rose sono molto presenti nella poetica di Rilke tanto che una raccolta, se non ricordo male di 24 poesie, scritta due anni prima della morte si intitola proprio Le rose. Ma soprattutto c'è un bellissimo aneddoto che circola su Rilke a proposito di una rosa degno davvero di un Poeta. L'aneddoto è questo:

    Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata. Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo. Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
    Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: – Ma perchè non dai mai nulla a quella poveretta? –
    – Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
    Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
    Allora accadde qualcosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno. Per un’intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
    Silenziosa e immobile come sempre.
    – Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
    – Della rosa – rispose il poeta.
    Ultima modifica di bouvard; 11-05-2015 alle 07:21 PM.

  15. #45
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Le rose sono molto presenti nella poetica di Rilke tanto che una raccolta, se non ricordo male di 24 poesie, scritta due anni prima della morte si intitola proprio Le rose. Ma soprattutto c'è un bellissimo aneddoto che circola su Rilke a proposito di una rosa, degno davvero di un Poeta. L'aneddoto è questo:

    Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all’Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata. Un angolo di questa via era perennemente occupato da una mendicante che chiedeva l’elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo. Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta.
    Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: – Ma perchè non dai mai nulla a quella poveretta? –
    – Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani – rispose il poeta.
    Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l’atto di andarsene.
    Allora accadde qualcosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell’uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno. Per un’intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo,la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via.
    Silenziosa e immobile come sempre.
    – Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla? – chiese la giovane francese.
    – Della rosa – rispose il poeta.
    Si puo' vivere 8 giorni di una rosa?

    Volgere A.







    PS. secondo me si puo' viverne anche 30anni.......

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