Il mondo si è spaccato in due e solo una bambina straordinariamente fragile e caparbia può impedirgli di spezzarsi definitivamente. Barbara Thorson fa la quinta elementare, ama il fantasy e i giochi di ruolo, non ha molti amici e ha un segreto. È la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore di giganti. Barbara dorme in cantina, perché al primo piano di casa sua si nasconde un orrore tanto terrificante che lei non osa salire quelle scale. È una ragazzina con troppa immaginazione, o sa qualcosa che noi ignoriamo? In una storia fatta di personaggi toccanti e veri, Joe Kelly, come solo i narratori di talento cristallino sanno fare, tinge la quotidianità di fantastico, regalando al lettore una lunga storia sospesa tra due mondi e allo stesso tempo sull'orlo di un baratro fatto di disperazione e incertezza nel domani. Disegnato dallo straordinario talento nippo-spagnolo Jm Ken Niimura, I kill giants è una storia che vi trasformerà.

Non sono esattamente un'esperta di fumetti, anzi, direi piuttosto il contrario (questo è credo il terzo che io abbia mai letto), e ad essere del tutto sincera non so praticamente nulla di fumetti, per cui questo è un commento del tutto spassionato e privo di ogni fondamento, basato più che altro sul mio gusto personale.
"I kill giants" a me è piaciuto moltissimo. L'ho letto semplicemente perché mi avevano detto che, avendo affrontato non poco tempo fa la lettura di "Sette minuti dopo la mezzanotte", per una sorta di continuità di argomenti avrei dovuto leggere anche questo fumetto. Che dire, ho trovato la storia davvero struggente. Ingenua come può esserlo una bambina di dieci anni, una bambina con pochissimi amici e una passione per i giochi di ruolo che la porta quasi a confondere i confini della realtà con quelli della sua immaginazione. O forse no, perché in effetti nella vita di Barbara dei giganti terribili ci sono davvero, nessuno lo potrebbe negare, e nonostante il rifiuto e l'apparente nascondersi di Barbara, questa ragazzina si trova davvero a combattere qualche cosa più grande di lei.
Ho trovato questo racconto una rappresentazione perfetta della mente di una bambina spaventata, apparentemente fragilissima, persa nel disorientamento di qualcosa di troppo grande, e della forza che riesce a trovare nel momento in cui capisce quale sia il vero gigante da affrontare e da uccidere.
L'unica difficoltà che ho trovato (ma sicuramente la colpa è mia, che non sono avvezza a certi media) è stata nell'interpretare alcuni dei disegni più "ricchi", che mi sono apparsi un pochino confusi e fraintendibili, ma sono certa che questo sia un problema inesistente per chiunque sia un lettore di fumetti anche solo vagamente più abituale di me.