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 Il passaggio

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Discussione: Aleramo, Sibilla - Il passaggio

  1. #1
    *MOD* Monkey Member
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    E' stato inevitabile per me il paragone con Le onde della Woolf (1931), libro altrettanto poetico, anche se in questo, che è stato scritto prima (nel 1919), la narrazione è divisa in capitoli ed è stata vissuta totalmente in prima persona.
    E' davvero coinvolgente, non puoi restare indifferente, anche durante la parte in cui parla più nello specifico dei suoi amori (maschili e femminili), che io forse ho gradito un po' meno.
    Bisogna solo leggerlo per capire quello che l'autrice ha vissuto, ciò per cui ha sofferto o gioito e per entrare in empatia con i suoi stati d'animo a volte mutevoli. E' poesia pura in cui perdersi e da assaporare pagina dopo pagina. Consigliato soprattutto alle donne, ma anche agli uomini muniti di profonda sensibilità.

    Citazioni:

    - C'è bisogno di guardare ciò che splende? La mia attenzione andava unicamente, sì, alle cose invisibili: andava agli inafferrabili accordi della mente, ai loro riflessi sulle fisionomie umane, brividi di polsi, pause dense intense.... Non il creato mi stupiva, ma l'uomo, il portatore nel creato d'una nascosta fiamma. Con prona passione spiavo nella sua coscienza la volontà dell'universo, il secreto ordine dinamico. Spiavo, sorprendevo. Oh solitudine! L'uomo mi s'erge dinanzi come se veramente io facessi parte dell'inconsapevole: come fossi fiore, nido, stella: e di tutto il suo interno travaglio, dell'assalto ch'egli mena temerario alle ragioni e alle forme, d'ogni concetto e d'ogni architettura neppur in minima guisa io son complice: donna, sotto la specie dell'eterno, immota, contemplante lontana.


    - Che cos'è la nostalgia? Richiamo desolato di emozioni interrotte, stroncate, di cose intravedute e non possedute, di luoghi e di età a cui non potemmo darci interi.
    Per una nostalgica come me questa è musica per le mie orecchie ed aggiungerei che anche le emozioni vissute possono produrre nostalgia se sappiamo che non si ripeteranno più. Per impossibilità di ricreare le stesse circostanze o semplicemente perché siamo cambiati noi...

    - Tu non guardi gli aspetti del mondo, hai gli occhi sempre al di dentro

    (mi succede quasi sempre durante le mie passeggiate quotidiane, anche quando sono senza libro o cellulare, però a volte cerco di dedicarmi anche al mondo e alle persone che mi circondano )

  2. #2
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    Riporto parte della recensione che Francesco Meriano scrisse all'uscita di questo romanzo sul Giornale del Mattino:

    Chi pretende giustamente di trovare in ogni pagina scritta a scopo letterario la traccia di un'esperienza personale, un insegnamento od anche soltanto una testimonianza, può restar soddisfatto da questo nuovo libro dell'Aleramo. Raramente una donna ci ha parlato con più franchezza e intimità di sè stessa*, della sua vita, del suo modo di vedere e di stimare il mondo. Il Passaggio è interessante per l'originalità dello stile e per l'umanità del soggetto: è un libro che bisognerà ricordare ogni qual volta ci si troverà davanti una scrittrice, perchè segna forse l'estremo limite a cui una donna possa giungere senza offendere la sua femminilità, senza superare i confini della sincerità e della poesia. Le ricerche formali sono condotte a fondo, senza paura di cadere nel grottesco e nell'incomprensibile; la collocazione sintattica delle parole, l'interpunzione, la spezzatura dei periodi, sono originalissime. Il discorso ha ora la continuata leggerezza d'un volo cromatico, ora una statuaria solidità dovuta alla successione di pause profondamente musicali: qualità da più secoli inconsuete ad una donna, talchè più d'una volta vien fatto di chiedersi quale altra poetessa si sia mai espressa con tanta grandezza

    *il mio è un copia e incolla, evidentemente all'epoca si scriveva ancora così


    Sono d'accordo, visto che io sono una di quelle che pretendono sempre di trovare almeno una traccia di una mia esperienza personale in ciò che leggo .

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