Klaus Mann (il figlio di Thomas, morto suicida nel 1949), negli anni Trenta,dopo che la sua famiglia aveva lasciato la Germania per l'avvento del nazismo,scrisse questo libro, pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1936. Ha per protagonista un attore ambizioso, ispirato alla figura di un amico, nonché cognato, dell'autore, Gustaf Gründgens, il marito della sorella Erika. Hendrik Höfgen è un attore di talento, ingegnoso ma antipatico, una figura demoniaca e decadente; più che carattere, possiede vanità. È un autentico commediante e,quando sale al potere Hitler, se in un primo momento dubita sul da farsi, poi si convincerà del senso di adeguarsi al nazismo. Diventa così uno dei favoriti di Göring e uno dei più importanti artisti del tempo in Germania. Höfgen trova giustificazione per sé al proprio tradimento degli ideali giovanili e si trasforma pian piano in una creatura del regime. Al libro di Klaus Mann si è anche ispirato il regista Istvan Szabò per il film omonimo con Klaus Maria Brandauer, vincitore dell'Oscar come migliore film straniero nel 1981 e del David come migliore film e migliore attore stranieri nel 1982.

Bel libro, anche se ci sono parti non proprio scorrevoli.
Comunque penso che più che i meriti letterari del libro sia interessante la storia e la descrizione del mondo tedesco durante il nazismo. Secondo me dovrebbe essere un libro che tutti dovrebbero leggere!

"Non si stanca, dunque, mai questo popolo di tante e tanto discutibili feste? Forse ne è già stanco. Forse sospira già. Ma il chiasso dei megafoni e degli altoparlanti sopraffà ogni lamento.
Il regime prosegue lungo la sua strada d'orrore, e ai margini di questa strada si ammucchiano i cadaveri."