TRAMA
La vita è un inferno per Lucy, da quando Melanie Prosser e la sua cricca di bulle le hanno messo gli occhi addosso. Difficile sperare aiuto dal timido Angus. Ma proprio quando le cose volgono al peggio, Lucy potrebbe scoprire in sé e negli altri un'insolita via di uscita.



COMMENTO - CONTIENE LIEVI SPOILER
Ho letto questo libro per lavoro, ma non l’ho apprezzato moltissimo. Il tema del bullismo è certamente delicato e molto importante, ed è fondamentale cercare di avvicinare i ragazzini a questo argomento, sensibilizzarli, far loro capire quali sono i meccanismi che ci stanno dietro e quindi quale siano le cose da fare per inceppare questo meccanismo.
Posso quindi capire che la maggior parte delle storie per ragazzi che trattano di bullismo seguano all’incirca lo stesso schema, però non è mai bello iniziare un libro immaginando perfettamente come finirà.
Ammetto di aver apprezzato abbastanza la prima parte del romanzo, soprattutto per quanto riguarda il personaggio della protagonista: Lucy è una dodicenne normalissima, ha due genitori che le vogliono bene, ha delle amiche a scuola e un ragazzo imbranato che le fa maldestramente la corte; non attira l’attenzione, non ha difetti fisici che la possano evidenziare come una “diversa” rispetto al resto della sua classe, eppure un giorno Melanie Prosser e le sue due violente amiche iniziano a prenderla di mira, a tormentarla, a rendere la sua vita un vero e proprio incubo. Le sensazioni di Lucy sono descritte molto bene, si avverte tutta la sua paura, la sua solitudine, l’ansia che qualunque cosa faccia possa solo attirare ulteriormente le orribili attenzioni delle sue aguzzine.
Molto meno mi è piaciuto tutto il resto, raccontato in maniera approssimativa e priva di qualsiasi realismo: genitori che vedono il disagio e il cambiamento della figlia e non fanno nulla per indagare, professori che mandano dal preside un ragazzino perché ha sbagliato tinta ai capelli ma non si accorgono che una ragazzina è stata presa a pugni in faccia dieci minuti prima, confondono le violenze di un genitore con una caduta dalla bicicletta… insomma, è vero che è un libro per bambini, ma non è minimamente credibile.
Oltretutto, ho trovato bruttissimo il messaggio (che forse ho frainteso, per carità) che viene lanciato alla fine: si accenna al fatto che la bulletta abbia problemi in famiglia, che da anni sia picchiata dal padre, eppure nessuno se ne interessa; conta solo il fatto che sia stata messa completamente in ridicolo e allontanata dalla scuola, conta solo il lieto fine per i protagonisti. Non so, lieto fine per lieto fine, forse sarebbe stato meglio non accennare minimamente ai problemi di Melanie (e del resto, vengono a malapena nominati, mente le sue due “scagnozze” non sembrano avere motivi per comportarsi in questo modo), invece di accantonarli e non occuparsene minimamente.