In un momento storico e un luogo non ben precisati (forse il Congo negli anni 60) Salim, un giovane che proviene da una minoranza indiana insediata nella costa orientale africana, decide di rilevare una piccola impresa commerciale in una città dell'interno. Sullo sfondo le tensione sociali e gli scontri nel paese del "Grande Uomo": il capo di stato che dopo un inizio promettente e pieno di aspettative si rivela un violento dittatore.
Entra in contatto con un gruppo di europei ed ha una relazione senza prospettive con la moglie di un professore che fa parte di quella comunità. Si tratta di un intermezzo prima della decisione di andare a Londra. Nella capitale britannica ha la possibilità di una nuova vita, ma deve tornare in Africa per chiudere l'attività commerciale e poter tentare un nuovo inizio in un nuovo paese. Ma al suo ritorno, la situazione nel paese africano volge al peggio e il protagonista si troverà ad affrontare situazioni molto pericolose.

Ci sono tanti temi in questo romanzo ( con alcuni temi tipici dell'autore): il senso di appartenenza ad una comunità, le molte sfumature che la parola "straniero" può comprendere, le speranze e le delusioni che nascono dalla politica.
Nel complesso un romanzo interessante e ricco di spunti.