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Discussione: 20° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #1
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    Predefinito 20° Poeticforum - Le poesie che amiamo

    Apro il ventesimo Poeticforum di FL, siete pronti per postare le vostre poesie preferite e per poi commentarle tutte insieme?

  2. #2
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    Comincio io


    Le ragazze, quelle che camminano
    con stivali di occhi neri
    sui fiori del mio cuore.
    Le ragazze, che abbassano le lance
    sui laghi delle proprie ciglia.
    Le ragazze che lavano le gambe
    nel lago delle mie parole.

    Velimir Chlébnikov

    (Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

    1919-21.


    Девушки, те, что шагают
    Сапогами черных глаз
    По цветам моего сердца.
    Девушки, опустившие копья
    На озера своих ресниц.
    Девушки, моющие ноги
    В озере моих слов.

    Велими́р Хле́бников

  3. #3
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    piccolo paese calabro della costa jonica...
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    Dedicata a Olga...

    Le ragazze dell'est

    Nei mattini pallidi appena imburrati di foschia
    risatine come monete soffiate nei caffe'
    facce ingenue appena truccate di tenera euforia
    occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari

    io le ho viste fra cemento e cupole d'oro che il vento spazza via
    sotto pensiline che aspettano sole il loro tram
    coprirsi il cuore in mezzo a sandali e vecchie camicie fantasia
    e a qualcuno solo e ubriaco che vomita sul mondo

    io le ho viste portare fiori e poi fuggire via
    e provare a dire qualcosa in un italiano strano
    io le ho viste coi capelli di sabbia raccolti nei foulards
    e un dolore nuovo e lontano tenuto per la mano

    io le ho viste che cantavano nei giorni brevi di un'idea
    e gomiti e amicizie intrecciati per una strada
    io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai
    volo di cicogne con ali di cera

    ancora le ho viste far la fila con impazienza davanti ai gelatai
    quando il cielo stufo d'inverno promette un po' di blu
    piccole regine fra statue di eroi e di operai
    lievi spine d'ansia nei petti rotondi e bianchi

    io le ho viste eccitate buffe e sudate per la felicita'
    negli alberghi dove si balla gridare l'allegria
    e bere birra e chiudere fuori la solita neve e la realta'
    e ballare alcune tra loro e ballare e poi ballare

    le ho viste nelle sere quando son chiuse le fabbriche e le vie
    sulle labbra vaghi sorrisi di attesa e chissa' che
    scrivere sui vetri ghiacciati le loro fantasie
    povere belle donne innamorate d'amore e della vita
    le ragazze dell'est

    (Claudio Baglioni)

  4. #4
    d'ya think i'm stupid?
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    ... anch'io voglio dedicare
    una canzone a Olga


    La nebbia che respiro ormai
    si dirada perché davanti a me
    un sole quasi bianco sale ad est
    *
    La luce si diffonde ed io
    questo odore di funghi faccio mio
    seguendo il mio ricordo verso est
    *
    Piccoli stivali e sopra lei
    una corsa in mezzo al fango e ancora lei
    poi le sue labbra rosa e infine noi
    "Scusa se non parlo ancora slavo"
    mentre lei che non capiva disse "bravo"
    e rotolammo fra sospiri e "dà"
    *
    Poi seduti accanto in un'osteria
    bevendo un brodo caldo che follia
    io la sentivo ancora profondamente mia
    *
    Ma un ramo calpestato ed ecco che
    ritorno col pensiero.
    *
    E ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me.
    *
    Le foglie ancor bagnate
    lascian fredda la mia mano e più in là
    un canto di fagiano sale ad est
    *
    qualcuno grida il nome mio
    smarrirmi in questo bosco voglio io
    per leggere in silenzio un libro scritto ad est
    *
    Le mani rosse un poco ruvide
    la mia bocca nell'abbraccio cercano
    il seno bianco e morbido tra noi
    *
    "Dimmi perché ridi amore mio
    proprio così buffo sono io?"
    la sua risposta dolce non seppi mai!
    *
    L'auto che partiva e dietro lei
    ferma sulla strada lontano ormai
    lei che rincorreva inutilmente noi
    *
    Un colpo di fucile ed ecco che
    ritorno col pensiero
    *
    e ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me

    La luce dell'est
    L. Battisti

  5. #5
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    Grazie mille, siete molto molto gentili

    Vi regalo un sorriso asieme con mia amatissima Mia Martini


  6. #6
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    Bene, dopo queste due belle canzoni un omaggio (molto originale ) a Olga anche da parte mia
    Ho curiosato un po' tra le poesie ucraine, ho scelto questa di Taras Schevchenko, a me finora sconosciuto Ne ho letto altre molto belle, non solo sue, quasi in prosa, che raccontano delle storie, ma difficili da postare qui perché molto lunghe Forse è uno stile poetico tipico ucraino?

    IL TESTAMENTO
    Se io muoio, mi interrin
    Sull’alta collina
    Fra la steppa della mia
    Bella Ucraina.
    Che si vedano i campi,
    Il Dniepr con le rive,
    Che si oda il muggito
    Del fiume stizzito.
    Quando porterà il fiume
    Al mare azzurro
    Il sangue nero, nemico,
    Il sangue impuro,
    Lascerò allor la tomba
    Ed andrò a Dio
    Per pregare… Prima di ciò
    Non conosco Dio.
    Sepoltomi, insorgete,
    Le caten rompete,
    Che il sangue dei nemici
    Spruzzi la libertà.
    Nella vostra gran famiglia
    Nuova, liberata
    Vorrei esser ricordato
    Con parola grata.

    (traduzione di Evgen Kračevič)

  7. #7
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    Mi sento come se fossi oggi è il mio compleanno
    Sono nata il 20 Marzo , il destino mi ha portato a questo forum.

    Pensavo da tempo postare poesie ucraine, ma non ho trovato traduzione che mi è piacuta, mi dispiace.

    Taras Schevchenko è simbolo della Ucraina, sua poesia è molto melodica e in traduzione perde tutta la sua belleza.

    Sono molto lieta di vostra attenzione

  8. #8
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    Cominciamo con la prima poesia Aspetto i vostri commenti


    Le ragazze, quelle che camminano
    con stivali di occhi neri
    sui fiori del mio cuore.
    Le ragazze, che abbassano le lance
    sui laghi delle proprie ciglia.
    Le ragazze che lavano le gambe
    nel lago delle mie parole.

    Velimir Chlébnikov

    (Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

    1919-21.


    Девушки, те, что шагают
    Сапогами черных глаз
    По цветам моего сердца.
    Девушки, опустившие копья
    На озера своих ресниц.
    Девушки, моющие ноги
    В озере моих слов.

    Велими́р Хле́бников

  9. #9
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    Le ragazze, quelle che camminano
    con stivali di occhi neri
    sui fiori del mio cuore.
    Le ragazze, che abbassano le lance
    sui laghi delle proprie ciglia.
    Le ragazze che lavano le gambe
    nel lago delle mie parole.

    Velimir Chlébnikov

    (Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

    1921.

    Sono rimasta veramente colpita dalle metafore inaspettate, meravigliose, che potevano nascere solo in mente di un poeta geniale.
    Pensavo chi sono quelle ragazze? Seddutrici? Penso di no, piuttosto sono le ragazze guerriere, revoluzionarie. Da parole “stivali di occhi neri” si vede energia anche fisica,la capacità di saper affrontare qualsiasi cosa anche il cuore dolce di un poeta.

    La poesia era stata scritta nel 1921 nel periodo della rivoluzione bolscevica e della guerra civile, nel periodo dell'emancipazione femminile.

    "Nella Russia, che era stata sempre patriarcale, dove prima della nascita del nuovo stato l’80% del paese era contadino, con la relativa cultura, la rivoluzione nei costumi e dentro gli aggregati domestici familiari si abbatté come una tempesta sulle coscienze collettive.
    L’attuazione del piano di emancipazione della donna e di sostituzione della forma di famiglia patriarcale feudale con una struttura familiare che non fosse in contraddizione con la più ampia rivoluzione in atto nei rapporti economici e sociali si rivelò come uno dei compiti più difficili e ambiziosi del governo rivoluzionario bolscevico."

    "Con la Rivoluzione nacquero i primi battaglioni formati di sole donne.
    Le donne acquisirono estrema importanza durante la guerra, in quanto dovettero sostituire gli uomini sul lavoro, favorendo così il processo di emancipazione. Tra le protagoniste della Rivoluzione vi fu Aleksandra Kollontaj che, nel 1918, divenne la prima donna al mondo a guidare un ministero, "Commissario del popolo per l'assistenza sociale", ed in seguito prima donna a divenire ambasciatrice, dal 1923, presso la Norvegia, il Messico ed infine la Svezia. Grazie anche alle sue forti pressioni, le donne ottennero alcune conquiste come il diritto all'elettorato attivo (votare) e passivo (farsi eleggere), il diritto all'istruzione, l'assistenza alla maternità, la parificazione dei salari con gli uomini (anche se solo formalmente, nella prassi continuavano le differenze) ed infine la possibilità di divorziare (1918) e di abortire (1920), quest'ultimo punto venne in seguito cancellato durante lo stalinismo."









  10. #10
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    Molto bella alla luce di ciò che tu hai chiarito, sembra di vederle queste nuove donne combattive e fiere, ma allo stesso tempo dolci, ed è bello che in quell'epoca un poeta probabilmente dalla mentalità all'avanguardia abbia dimostrato con questa poesia di apprezzare questo tipo di donna, che talvolta non è gradito nemmeno oggi

  11. #11
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    La seconda poesia da commentare è una poesia - canzone


    Le ragazze dell'est

    Nei mattini pallidi appena imburrati di foschia
    risatine come monete soffiate nei caffe'
    facce ingenue appena truccate di tenera euforia
    occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari

    io le ho viste fra cemento e cupole d'oro che il vento spazza via
    sotto pensiline che aspettano sole il loro tram
    coprirsi il cuore in mezzo a sandali e vecchie camicie fantasia
    e a qualcuno solo e ubriaco che vomita sul mondo

    io le ho viste portare fiori e poi fuggire via
    e provare a dire qualcosa in un italiano strano
    io le ho viste coi capelli di sabbia raccolti nei foulards
    e un dolore nuovo e lontano tenuto per la mano

    io le ho viste che cantavano nei giorni brevi di un'idea
    e gomiti e amicizie intrecciati per una strada
    io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai
    volo di cicogne con ali di cera

    ancora le ho viste far la fila con impazienza davanti ai gelatai
    quando il cielo stufo d'inverno promette un po' di blu
    piccole regine fra statue di eroi e di operai
    lievi spine d'ansia nei petti rotondi e bianchi

    io le ho viste eccitate buffe e sudate per la felicita'
    negli alberghi dove si balla gridare l'allegria
    e bere birra e chiudere fuori la solita neve e la realta'
    e ballare alcune tra loro e ballare e poi ballare

    le ho viste nelle sere quando son chiuse le fabbriche e le vie
    sulle labbra vaghi sorrisi di attesa e chissa' che
    scrivere sui vetri ghiacciati le loro fantasie
    povere belle donne innamorate d'amore e della vita
    le ragazze dell'est

    (Claudio Baglioni)

  12. #12
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    Predefinito Le ragazze dell'est

    Sono una fan di Baglioni da quando ero in fasce, anzi ultimamente l'ho abbandonato un po'
    Oggi questa canzone evoca in me immagini nuove. Penso ai gruppi vivaci e chiacchieroni di donne che viaggiano con me nei mezzi pubblici, che parlano un po' di italiano grazie al fatto di vivere qui magari talvolta da anni, ma anche grazie alle lezioni che seguono. Le ho sentite ripetere i verbi tra di loro Penso al dolore di queste persone, costrette a vivere lontano dalla famiglia, talvolta da mariti, figli e nipoti, per portare qualche soldo a casa, ma penso anche alla solidarietà e alla voglia di sorridere che sembra accomunarle, alle loro domeniche al mare o ai pomeriggi in giro per il paese dove lavorano, tutte insieme.

  13. #13
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    Questa poesia (canzone) scritta con amore e tenerezza, con delicatezza di un uomo che capace sentire solitudine e nostalgia delle donne, donne che sacrificano se stessi in nome di un futuro migliore per figli, per famigla e allo stesso tempo sacrificano la vita dei suoi stessi figli, che crescono senza la madre e soldi non possono sostituire l'affetto di una madre e una carezza del marito...
    “povere belle donne innamorate d'amore e della vita...” meritano rispetto
    Ultima modifica di shvets olga; 12-10-2015 alle 09:42 PM.

  14. #14
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    Questa canzone Baglioni la scrisse quasi 40 anni fa, durante una tourneè che fece nei paesi dell'est europeo, quando eravamo ancora in piena guerra fredda e il muro di Berlino era ancora lontano da essere abbattuto e Papa Woityla era stato appena eletto... precisamente la scrisse in Polonia. Rimase soprattutto colpito dalle donne e dalle ragazze, che non conoscevano praticamente nulla di quello succedeva e di come era la vita nella parte ovest del mondo, dalla loro ingenuità e dai modi gentili e rispettosi verso gli "stranieri"... un aspetto questo già praticamente scomparso nel nostro vivere quotidiano occidentale...

  15. #15
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    Questa canzone Baglioni la scrisse quasi 40 anni fa, durante una tourneè che fece nei paesi dell'est europeo, quando eravamo ancora in piena guerra fredda e il muro di Berlino era ancora lontano da essere abbattuto e Papa Woityla era stato appena eletto... precisamente la scrisse in Polonia. Rimase soprattutto colpito dalle donne e dalle ragazze, che non conoscevano praticamente nulla di quello succedeva e di come era la vita nella parte ovest del mondo, dalla loro ingenuità e dai modi gentili e rispettosi verso gli "stranieri"... un aspetto questo già praticamente scomparso nel nostro vivere quotidiano occidentale...
    È una lezione di vita! Dovrei sapere la data della pubblicazione della canzone prima di comentarla.
    Ma cos'è cambiato? La poesia resta triste e tenera, cambiarei il tempo e il posto,in cui vivono quelle donne, cioè Baglioni aveva previsto il destino delle donne dell’est (molte di essi), che vanno a lavorare all’estero e la loro vita nell’estero è stata descritta con precisione.
    Durante l'epoca sovietica l'educazione si distingueva per la sua qualità d'insegnamento, l'istruzione era pubblica e totalmente gratuita. Negli anni ’70 e ’80 il livello di alfabetizzazione dell'Unione Sovietica era 99,7 %. Quindi asserire che le ragaze dell’est "non conoscevano praticamente nulla di quello succedeva e di come era la vita nella parte ovest del mondo' è un po' scorretto, "modi gentili e rispettosi verso gli "stranieri” - è stato un lavoro di KGB , in Polonia Służba Bezpieczeństwa Ministerstwa Spraw Wewnętrznych, SB.
    Certo che non conoscevamo molto, ma chi voleva sapeva abbastanza. Mi sembra eravamo pari nella conoscenza l’uno dell’altro, non mangiavamo i bambini…
    io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai
    volo di cicogne con ali di cera...
    - la primavera è arrivata e cera fusa

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