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Discussione: 20° Poeticforum - Le poesie che amiamo

  1. #16
    Lunatic Mod
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    Citazione Originariamente scritto da maclaus Vedi messaggio
    Questa canzone Baglioni la scrisse quasi 40 anni fa, durante una tourneè che fece nei paesi dell'est europeo, quando eravamo ancora in piena guerra fredda e il muro di Berlino era ancora lontano da essere abbattuto e Papa Woityla era stato appena eletto... precisamente la scrisse in Polonia. Rimase soprattutto colpito dalle donne e dalle ragazze, che non conoscevano praticamente nulla di quello succedeva e di come era la vita nella parte ovest del mondo, dalla loro ingenuità e dai modi gentili e rispettosi verso gli "stranieri"... un aspetto questo già praticamente scomparso nel nostro vivere quotidiano occidentale...
    Sapevo più o meno quando era stata scritta, anche se non esattamente il luogo e le circostanze, ma ho commentato in base alle sensazioni che evoca in me oggi, rileggendone il testo.

  2. #17
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    piccolo paese calabro della costa jonica...
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    La canzone è stata pubblicata nel 1981, nell'album "Strada facendo".

    Cara Olga, quando scrivo che le ragazze (così come gli uomini) dell'est non conoscevano praticamente nulla del mondo occidentale, mi riferisco esclusivamente al fatto che chi comandava in quei paesi non riferivano notizie su quello che succedeva aldilà della "cortina di ferro"...
    Quindi era sconosciuto per voi e per noi (occidentali) il reale svolgimento della vita quotidiana...da entrambi i lati
    Baglioni si è "innamorato" dell'est quando ha potuto andarci di persona e non per quello che si sapeva attraverso le poche informazioni "pilotate" dai media...
    Ma, a parte tutto, est o ovest, rimane una dolcissima poesia d'amore e un omaggio alle donne dell'est... , così come lo sei tu, cara Olga...

  3. #18
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Cominciamo con la prima poesia Aspetto i vostri commenti


    Le ragazze, quelle che camminano
    con stivali di occhi neri
    sui fiori del mio cuore.
    Le ragazze, che abbassano le lance
    sui laghi delle proprie ciglia.
    Le ragazze che lavano le gambe
    nel lago delle mie parole.

    Velimir Chlébnikov

    (Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

    1919-21.


    Девушки, те, что шагают
    Сапогами черных глаз
    По цветам моего сердца.
    Девушки, опустившие копья
    На озера своих ресниц.
    Девушки, моющие ноги
    В озере моих слов.

    Велими́р Хле́бников
    è piena di bellissime metafore!

  4. #19
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    La seconda poesia da commentare è una poesia - canzone


    Le ragazze dell'est

    Nei mattini pallidi appena imburrati di foschia
    risatine come monete soffiate nei caffe'
    facce ingenue appena truccate di tenera euforia
    occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari

    io le ho viste fra cemento e cupole d'oro che il vento spazza via
    sotto pensiline che aspettano sole il loro tram
    coprirsi il cuore in mezzo a sandali e vecchie camicie fantasia
    e a qualcuno solo e ubriaco che vomita sul mondo

    io le ho viste portare fiori e poi fuggire via
    e provare a dire qualcosa in un italiano strano
    io le ho viste coi capelli di sabbia raccolti nei foulards
    e un dolore nuovo e lontano tenuto per la mano

    io le ho viste che cantavano nei giorni brevi di un'idea
    e gomiti e amicizie intrecciati per una strada
    io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai
    volo di cicogne con ali di cera

    ancora le ho viste far la fila con impazienza davanti ai gelatai
    quando il cielo stufo d'inverno promette un po' di blu
    piccole regine fra statue di eroi e di operai
    lievi spine d'ansia nei petti rotondi e bianchi

    io le ho viste eccitate buffe e sudate per la felicita'
    negli alberghi dove si balla gridare l'allegria
    e bere birra e chiudere fuori la solita neve e la realta'
    e ballare alcune tra loro e ballare e poi ballare

    le ho viste nelle sere quando son chiuse le fabbriche e le vie
    sulle labbra vaghi sorrisi di attesa e chissa' che
    scrivere sui vetri ghiacciati le loro fantasie
    povere belle donne innamorate d'amore e della vita
    le ragazze dell'est

    (Claudio Baglioni)
    baglioni non mi è mai piaciuto e continua a non piacermi, però trovo belle alcune parti, ma nulla di più e non è che sia questo granchè in altri versi.

  5. #20
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    Partiamo con i commenti sulla terza proposta, anche oggi una canzone-poesia


    La nebbia che respiro ormai
    si dirada perché davanti a me
    un sole quasi bianco sale ad est
    *
    La luce si diffonde ed io
    questo odore di funghi faccio mio
    seguendo il mio ricordo verso est
    *
    Piccoli stivali e sopra lei
    una corsa in mezzo al fango e ancora lei
    poi le sue labbra rosa e infine noi
    "Scusa se non parlo ancora slavo"
    mentre lei che non capiva disse "bravo"
    e rotolammo fra sospiri e "dà"
    *
    Poi seduti accanto in un'osteria
    bevendo un brodo caldo che follia
    io la sentivo ancora profondamente mia
    *
    Ma un ramo calpestato ed ecco che
    ritorno col pensiero.
    *
    E ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me.
    *
    Le foglie ancor bagnate
    lascian fredda la mia mano e più in là
    un canto di fagiano sale ad est
    *
    qualcuno grida il nome mio
    smarrirmi in questo bosco voglio io
    per leggere in silenzio un libro scritto ad est
    *
    Le mani rosse un poco ruvide
    la mia bocca nell'abbraccio cercano
    il seno bianco e morbido tra noi
    *
    "Dimmi perché ridi amore mio
    proprio così buffo sono io?"
    la sua risposta dolce non seppi mai!
    *
    L'auto che partiva e dietro lei
    ferma sulla strada lontano ormai
    lei che rincorreva inutilmente noi
    *
    Un colpo di fucile ed ecco che
    ritorno col pensiero
    *
    e ascolto te
    il passo tuo
    il tuo respiro dietro me
    A te che sei il mio presente
    a te la mia mente
    e come uccelli leggeri
    fuggon tutti i miei pensieri
    per lasciar solo posto al tuo viso
    che come un sole rosso acceso
    arde per me

    La luce dell'est
    L. Battisti

  6. #21
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    Sapevo da tempo che l’odore è il più grande alleato dei ricordi. Quando sento l’odore di assenzio romano mi ricordo il cimitero nella città di mia nonna vicino alla sua casa.

    L’altro giorno ho saputo che questo è “sindrome di Proust”:

    “Quando di un antico passato non sussiste
    niente, dopo la morte degli esseri, dopo la
    distruzione delle cose, soli, più fragili ma più
    intensi, più immateriali, più persistenti, più fedeli,
    l’odore e il sapore restano ancora a lungo, come
    anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sulla
    rovina di tutto il resto, a reggere, senza piegarsi,
    sulla loro gocciolina quasi impalpabile, l’immenso
    edificio del ricordo.”

    Marcel Proust

    Cosi “odore di funghi” risveglia un’esperienza passata:innamoramento in viaggio, scappatella estiva (autunale), non dico turismo sessuale, perché canzone è bella.

    È facile innamorarsi di donne bellissime:

    Polina Semionova



    Polina Semionova e Roberto Bolle ( est e ovest )
    Mi sembra questa danza in perfetta sintonia con canzone di Lucio Battisti



    Tutto questo per non scrivere banalmente che canzone è bellissima.
    Ultima modifica di shvets olga; 12-17-2015 alle 02:37 PM.

  7. #22
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    Non sono ispirata, anche perché dopo il commento di Olga è difficile scrivere qualcosa
    Inserisco l'ultima proposta e commenterò quando sarò in vena...

    IL TESTAMENTO

    Se io muoio, mi interrin
    Sull’alta collina
    Fra la steppa della mia
    Bella Ucraina.
    Che si vedano i campi,
    Il Dniepr con le rive,
    Che si oda il muggito
    Del fiume stizzito.
    Quando porterà il fiume
    Al mare azzurro
    Il sangue nero, nemico,
    Il sangue impuro,
    Lascerò allor la tomba
    Ed andrò a Dio
    Per pregare… Prima di ciò
    Non conosco Dio.
    Sepoltomi, insorgete,
    Le caten rompete,
    Che il sangue dei nemici
    Spruzzi la libertà.
    Nella vostra gran famiglia
    Nuova, liberata
    Vorrei esser ricordato
    Con parola grata.

    (traduzione di Evgen Kračevič)

  8. #23
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    Predefinito La luce dell'est

    Questa canzone l'ho scoperta relativamente da poco, nel senso che, tra quelle di Battisti, mi era stranamente sfuggita. Ora è tra le mie preferite
    Si può provare una tenera nostalgia di un'avventura sentimentale senza minimamente intaccare la solidità della relazione attuale, l'amore vero. E' bellissimo il ritornello, il momento in cui lui torna al presente e sottolinea la forza del suo amore.

  9. #24
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    Tre cose sono fondamentali nella poesia di Shevcenco: purissima lingua ucraina, libertà dell’Ucraina e amore per Ucraina.
    Mi ricordo quando ero una ragazzina e quando non c'era nessuno a casa, prendevo un libro di poesie di Shevcenco "Kobzar" e leggevo a voce tragica, immaginando che sono Katerina, una povera ragazza innamorata di un soldato moscovita, che l'ha sedotto e poi l’ha lasciato.


    Caterina, dipinto T.Shevcenco

    Il Testamento fu scritto in una raccolta di manoscritti “Tre estate” nel 1845.

    Il 22 marzo 1845, il Concilio dell'Accademia delle Arti decise di conferire a Ševčenko il titolo di artista. Compì l'anno successivo un nuovo viaggio in ucraina dove incontrò lo storico Nikolay Kostomarov e altri membri della Confraternita dei Santi Cirillo e Metodio, una società segreta creata con l'obiettivo di supportare le riforme politiche all'interno dell'Impero Russo. Dopo la scoperta e la soppressione della Confraternita da parte delle autorità, avvenuta nel marzo del 1847, Ševčenko fu arrestato insieme ad altri membri il 5 aprile dello stesso anno. Anche se probabilmente l'artista non faceva parte di tale società, durante una perquisizione l'Ochrana rinvenne il suo poema "Il Sogno". In esso veniva aspramente criticata la politica imperiale e, poiché tali giudizi erano considerati estremamente pericolosi qualora provenissero da un uomo sospettato di fare parte di un'organizzazione sovversiva, fu punito molto severamente. (Wikipedia)

    Taras Shevcenco era stato condannato a dieci anni di servizio militare come soldato semplice con proibizione
    (voluta personalmente dallo zar) di dipingere e scrivere
    . Solo nel 1857 Shevchenko fu liberato.

    “Lotatte – e vincerete”voce di Shevcenco è una chiara voce di ribellione, voce che oggi è più attuale che mai nella nostra lotta contro neo-imperialismo e sciovinismo di Russia di Putin.

  10. #25
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    Mi sono dimenticata di dire il nome del poeta: Taras Hryhorovyč Ševčenko
    Come sempre il post interessante di Olga mi ha chiarito molte cose su di lui. Cercando in rete poeti ucraini, mi è sembrato fosse lui il più conosciuto, e ho notato questo modo particolare che lui, ma anche altri, hanno di scrivere: quasi in prosa, nel senso che raccontano proprio delle storie, a volte molto lunghe. Quella che ho postato non è quella che ho preferito, se non per la sua significatività politica o storica, ma le altre erano troppo lunghe e poco "postabili".
    Inserisco un link per chi volesse leggerne qualcuna, ovviamente non conoscendo il russo io non mi rendo conto del fatto che le traduzioni non rendano.
    http://aisu.it/old/poesia/Shevchenko-Son.Trad.G.S.pdf

  11. #26
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Mi sono dimenticata di dire il nome del poeta: Taras Hryhorovyč Ševčenko
    Come sempre il post interessante di Olga mi ha chiarito molte cose su di lui. Cercando in rete poeti ucraini, mi è sembrato fosse lui il più conosciuto, e ho notato questo modo particolare che lui, ma anche altri, hanno di scrivere: quasi in prosa, nel senso che raccontano proprio delle storie, a volte molto lunghe. Quella che ho postato non è quella che ho preferito, se non per la sua significatività politica o storica, ma le altre erano troppo lunghe e poco "postabili".
    Inserisco un link per chi volesse leggerne qualcuna, ovviamente non conoscendo il russo io non mi rendo conto del fatto che le traduzioni non rendano.
    http://aisu.it/old/poesia/Shevchenko-Son.Trad.G.S.pdf
    Si è vero che Ševčenko ha scritto i poemi abbastanza lunghi, ma soltanto "nel senso che raccontano proprio delle storie a volte molto lunghe"

    I versi di Ševčenko sono caratterizzati dal numero delle sillabe e dal ritmo.
    Per esempio Il Testamento:
    Ii verso di Ševčenko è verso piano (con parole accentate sulla penultima sillaba) e sciolto ("i versi sciolti sono versi legati ad altri presenti nella strofe soltanto dalla lunghezza predeterminata (senari, settenari, endecasillabi ecc.), ma sciolti da qualsiasi legame di rima"). Il verso vero, perché è fortemente ritmato.

    Il Testamento in lingua ucraina

    Як/ ум/ру’/, то/ по/хо/ва’й (l'accento tonico)/те
    1 2 3 4 5 6 7 8 ottonario piano
    Ме/не’ /на/ мо/ги’/лі
    1 2 3 4 5 6 senario piano
    Се’ред сте’пу широ’кого
    1 2 3 4 5 6 7 8
    На Вкраї’ні ми’лій,
    1 2 3 4 5 6
    Щоб лани’ широкопо’лі,
    1 2 3 4 5 6 7 8
    І Дніпро’, і кру’чі
    1 2 3 4 5 6
    Було’ ви’дно, було’ чу’ти,
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Як реве’ реву’чий.
    1 2 3 4 5 6
    Як понесе’ з Украї’ни
    1 2 3 4 5 6 7 8
    У си’нєє мо’ре
    1 2 3 4 5 6
    Кров воро’жу... отойді’ я
    1 2 3 4 5 6 7 8
    І ла’ни і го’ри —
    1 2 3 4 5 6
    Все поки’ну, і поли’ну
    1 2 3 4 5 6 7 8
    До са’мого Бо’га
    1 2 3 4 5 6
    Молитися... а до то'го
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Я не знаю Бо'га.
    1 2 3 4 5 6
    Поховайте та вставай'те,
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Кайдани порві'те
    1 2 3 4 5 6
    І вражою злою кро'в’ю
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Волю окропі'те.
    1 2 3 4 5 6
    І мене в сем’ї вели'кій,
    1 2 3 4 5 6 7 8
    В сем’ї вольній, но'вій,
    1 2 3 4 5 6
    Не забудьте пом’яну'ти
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Незлим тихим сло'вом.
    1 2 3 4 5 6

    Ho fatto una ricerca (non lo so perchè)

    Tradurre i versi di Ševčenko è molto difficile, perchè si perde il ritmo e difficile trovare le parole adatte, si lascia soltanto il senso.

    Il Testamento in italiano

    Se/ io/ muo/io/, mi/ inte/rri’n
    1 23 4 5 6 7 8 9 10 tronco
    Sull’/al/ta/ co/lli’/na piano
    1 2 3 4 5 6
    Fra/ la/ ste/ppa/ de/lla/ mi‘a tronco
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Be/lla/ Uc/rai’/na/. piano
    1 2 3 4 5 6
    Che/ si /ve/da/no /i/ ca’m/pi, piano
    1 2 3 4 5 6 7 8
    Il Dniepr con le ri’ve piano

    .........................................
    ...........................................
    Se mescolare
    ottonario

    Su 'l castello di Verona
    Un popolo pieno
    batte il sole a mezzogiorno
    di tante fortune,
    da la Chiusa al pian rintrona
    può farne di meno
    solitario un suon di corno,
    del senso comune.
    (Giosuè Carducci)

    con senario

    Un popolo pieno
    di tante fortune,
    può farne di meno
    del senso comune.
    Che popolo ammodo,
    che Principe sodo
    che santo modello
    un Re travicello.
    (Giuseppe Giusti)

    riceveremo il ritmo di Ševčenko
    Ultima modifica di shvets olga; 01-05-2016 alle 07:18 AM.

  12. #27
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    Grazie, Olga, per i tuoi commenti sempre interessanti e per avermi fatto compagnia in questo singolare poeticforum
    Nei prossimi giorni aprirò il prossimo

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