Quarta di copertina:
IL GIORNO IN CUI, PER LA PRIMA VOLTA, PARLARONO A DOMENICO QUIRICO DEL CALIFFATO FU UN POMERIGGIO, UN POMERIGGIO DI BATTAGLIA AD AL-QUESSER, IN SIRIA. DOMENICO QUIRICO ERA PRIGIONIERO DEGLI UOMINI DI JABHAT AL-NUSRA, AL-QAIDA IN TERRA SIRIANA. ABU OMAR, IL CAPO DEL DRAPPELLO JIHADISTA, FU CATEGORICO: "COSTRUIREMO, SIA GRAZIA A DIO GRANDE MISERICORDIOSO, IL CALIFFATO DI SIRIA... MA IL NOSTRO COMPITO È SOLO ALL'INIZIO... ALLA FINE IL GRANDE CALIFFATO RINASCERÀ, DA AL-ANDALUS FINO ALL'ASIA". TORNATO IN ITALIA, QUIRICO RIVELÒ CIÒ CHE ANCHE ALTRI COMANDANTI DELLE FORMAZIONI ISLAMISTE GLI AVEVANO RIBADITO: IL GRANDE CALIFFATO NON ERA AFFATTO UN VELLEITARIO SOGNO JIHADISTA, MA UN PRECISO PROGETTO STRATEGICO CUI ATTENERSI E COLLEGARE I PIANI DI BATTAGLIA. NON VI FU ALCUNA ECO A QUESTE RIVELAZIONI. MOLTI POLEMIZZARONO SGARBATAMENTE: ERANO SCIOCCHEZZE DI QUALCHE EMIRO DI PAESE, SUVVIA IL CALIFFATO, ROBA DI SECOLI FA. NEL GIRO DI QUALCHE MESE TUTTO È CAMBIATO, E IL GRANDE CALIFFATO È ORA UNA REALTÀ POLITICA E MILITARE CON CUI I GOVERNI E I POPOLI DI TUTTO IL MONDO SONO DRAMMATICAMENTE COSTRETTI A MISURARSI. QUESTO LIBRO NON È UN TRATTATO SULL'ISLAM, POICHÉ SI TIENE OPPORTUNAMENTE LONTANO DA DISPUTE ED ESEGESI RELIGIOSE. È SOLTANTO UN VIAGGIO, UN VIAGGIO VERO, CON CITTÀ, VILLAGGI, STRADE E DESERTI, NEI LUOGHI DEL GRANDE CALIFFATO.

A seguito degli attentati di Parigi, avvenuti appena una settimana fa, ho deciso di documentarmi sul Grande califfato, sull'Isis e soprattutto sulle ragioni della sua diffusione così rapida e cruenta. Ecco perché mi sono imbattuta in questo libro che, come si evince dalla trama, si propone di spiegare proprio questo, le origini del grande califfato e le ragioni della loro diffusione ai giorni nostri.
Premetto che nutro un profondo rispetto per Domenico Quirico, il giornalista de La stampa che ha subito la prigionia in Siria per mano di una frangia vicina all'Isis, ma meno estremista. Premetto anche che il libro, nonostante uno stile che non mi fa impazzire, è ben scritto dal punto di vista della forma... Tuttavia, a mio modesto parere, non raggiunge lo scopo che si prefissa: l'autore ci porta con sé nelle tappe di un viaggio che va dalla Turchia alla Libia, alla Francia della fine della dominazione araba, nel tentativo di ripercorrere i luoghi in cui si radica la fede islamica più antica e tradizionalista, in cui nasce e si sviluppa la Jiad. Tuttavia trovo che molte cose siano date per scontate, in particolare riguardo alle gerarchie religiose, ai retroscena di questa fede che sono solo accennati, forse perché dati dall'autore per conosciuti dal pubblico. Probabilmente è colpa mia che conosco troppo poco dell'argomento, ma forse è anche per questo che non ho trovato in questo libro le risposte che cercavo. Certamente si tratta di una lettura valida, ma presuppone conoscenze di base che io non possiedo. Forse lo rileggerò dopo aver letto qualcosa di più generico e sistematico.
Ad ogni modo, come detto, resta un buon libro e ne ho molto apprezzato alcuni frammenti, come le descrizioni dei luoghi, il deserto, il Mali con la guerra tra neri e tuareg, la Tunisia, la Kasba di Algeri...
Giudizio finale: bello ma non facile da comprendere a pieno.