“Il denaro è diventato il banco di prova del valore. In questa prova i mendicanti falliscono e per questo sono disprezzati. Se si potessero guadagnare dieci sterline alla settimana con l’assiduo accattonaggio, immediatamente l’accattonaggio diventerebbe una professione rispettabile. Un mendicante, considerato realisticamente, è semplicemente un uomo d’affari che, come altri uomini d’affari, si guadagna la vita come capita. Egli non ha perduto l’onore più di quanto l’abbiano perduto la maggior parte degli uomini moderni: ha solo commesso l’errore di scegliere un mestiere col quale è impossibile diventare ricco”.


La sua prima opera.
Pubblicato nel 1933 è un racconto autobiografico dello scrittore,diviso in due parti; la povertà vissuta a Parigi e in seguito a Londra.
La prima parte descrive la vita vissuta a Parigi al limite della povertà,la ricerca continua di un lavoro, dormire in ostelli pieni di cimici, lavorare nella cucina di un hotel per 16/17 ore al giorno.
La seconda parte descrive più accuratamente la vita del "clochard" i posti dove dormire e la vita quotidiana di chi vive ai margini della società.
La scrittura è lucida,essenziale.
L' intento (così mi è parso) non è di denuncia o polemica,ma di descrivere la povertà per quello che è: Noiosa,degradante,cinica,opportunista e affamata.
Ho trovato molto interessante conoscere l autore dei capolavori 1984 e fattoria degli animali,leggere un aspetto della sua vita a me sconosciuto.
Tre aggettivi?Angosciante, interessante e riflessivo.