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copertina libro

La seconda generazione: quello che non ho detto a mio padre

Mostra risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Kichka, Michel - La seconda generazione: quello che non ho detto a mio padre

  1. #1

    Predefinito Kichka, Michel - La seconda generazione: quello che non ho detto a mio padre

    QUARTA DI COPERTINA:
    “La notizia del suicidio di Charly, il mio fratellino minore, mi arrivò una sera per telefono. [...] Poco prima che partissi, passò a salutarmi un amico. Mi abbracciò e mi disse: ‘Un’altra vittima della Shoah’. Ero in un tale stato di shock che non prestai attenzione a quella riflessione, che mi tornò poi in mente durante il volo. Avevo già sentito parlare della sindrome della ‘seconda generazione’.E io? Ero al riparo, da quella malattia?”


    COMMENTO:
    Questa graphic novel è una delle cose più sincere e meno retoriche che io abbia mai letto sulla Shoah. Michel Kichka, figlio di un ebreo sopravvissuto a Buchenwald, si racconta con una semplicità disarmante. È un fumetto che è anche memoir, e risulta particolarmente efficace e toccante proprio perché non ha alcuna pretesa di commuovere, stupire o colpire tasti deboli.
    La terribile storia di suo padre emerge lentamente, dapprima attraverso i ricordi di un Michel bambino ossessionato dalla storia, che legge ossessivamente tutti i libri del padre, terrorizzato all'idea di riconoscere nei volti deformati dall'orrore delle fotografie scattate nel gennaio '45 gli occhi del genitore, per poi assumere chiarezza e definizione con la crescita di Michel e l'invecchiare padre, che scrive un libro di memorie e comincia a trincerarsi dietro testimonianze che ripete a chiunque, come se raccontare la propria storia costruisse un muro abbastanza resistente da arginare i ricordi veri e propri.
    Si potrebbe dire molto di questo fumetto, ma la verità è che la lettura è talmente gustosa ed emotivamente travolgente, nonostante la semplicità di termini e l'assenza di escamotage narrativi e retorici, che la sua forza sta proprio nell'immediatezza con cui riesce a mostrare il groviglio di sensi di colpa e difficoltà che si abbattono sulle spalle della "seconda generazione", e cercare di parlarne rischierebbe solamente di scafire un po' di questa forza.
    Io non posso che consigliare caldamente questa lettura.

  2. #2
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    Predefinito

    Sposo in pieno il commento di Jessamine, che ringrazio per avermi segnalato questo libro.
    Diretto, privo di retorica e spiazzante, questo libro sulla ricaduta che Auschwitz ha avuto anche sulla "seconda generazione" ha la qualità di far giungere un messaggio e di rimarcare l'assurdità di un evento che ha segnato il Novecento e le nostre coscienze per sempre.
    Consigliato.

  3. #3

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Sposo in pieno il commento di Jessamine, che ringrazio per avermi segnalato questo libro.
    Diretto, privo di retorica e spiazzante, questo libro sulla ricaduta che Auschwitz ha avuto anche sulla "seconda generazione" ha la qualità di far giungere un messaggio e di rimarcare l'assurdità di un evento che ha segnato il Novecento e le nostre coscienze per sempre.
    Consigliato.
    Bene, sono molto contenta di averti incuriosita, e sono contenta che alla fine il fumetto ti sia piaciuto per me è stata proprip una sorpresa, nonché la conferma che le graphic novel decisamente non sono solo supereroi e onomatopee

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